Medicina integrata e Fitoterapia

Arnica montana L. e sistema cutaneo

INTRODUZIONE

L’apparato tegumentario è costituito dalla cute e dagli annessi cutanei (unghie, peli, diverse ghiandole) che in essa si distribuiscono con diversa organizzazione e funzione. La cute (pelle) è a sua volta costituita da uno strato superficiale (epidermide), da uno strato profondo (derma) e dal tessuto adiposo sottocutaneo.

L’epidermide è formata, dall’esterno all’interno, da 4 strati: corneo, granuloso, spinoso e germinativo. Lo strato germinativo è l’unico a riprodursi e a formare nuove cellule che a poco a poco si trasformano in cellule cornee. Lo strato corneo invece va incontro ad una desquamazione necessaria per mantenere costante lo spessore dell’epidermide.

Il derma è costituito da tessuto connettivo nel quale è presente una fitta rete di vasi, nervi, ghiandole (sudoripare e sebacee) e follicoli piliferi. Infiammazioni, infezioni, eruzioni, lesioni, ulcere, escrescenze, scottature ed altri traumi possono temporaneamente cutaneo causando disturbi più o meno seri per gravità e durata. Disturbi cutanei si possono avere anche per cause organiche e un’eccessiva traspirazione.

Il trattamento dei disturbi cutanei, contrariamente a quanto di solito si ritiene, non si differenzia da quello dei disturbi di altri tessuti: deve essere il più possibile eziologico e poi sintomatico. Le lesioni cutanee sono visibili e facilmente accessibili. Il trattamento topico è comunque da preferire perché non provoca in genere effetti sistemici ed è sufficiente a migliorare o a risolvere un “disturbo”.

I farmaci usati per il trattamento dei disturbi cutanei sono applicati sotto forma di paste, unguenti, emulsioni, lozioni, glicerolati. Il veicolo impiegato per la preparazione di queste forme farmaceutiche deve essere privo di azione farmacologica. Per avere una buona azione locale, il farmaco non deve essere assorbito dalla cute o deve essere assorbito poco. Questo evita gli effetti sistemici. Tuttavia l’assorbimento di elevate quantità di farmaco può verificarsi quando la superficie di applicazione è vasta o la cute non è integra.

PIANTE POST-TRAUMATICHE

Sono diverse le piante medicinali supportate dalla German Commission E per trattare le ferite e ustioni o che sono utili per le condizioni post-traumatiche e post-operatorie. Tra queste ci sono la Centella asiatica, la Melaleuca leucadendra, lEchinacea purpurea, l’Arnica montana. Studi clinici e un diffuso uso tradizionale hanno conferito particolare valore alla centella per il trattamento di ustioni e ferite e all’arnica nelle condizioni post-traumatiche.

Arnica montana L. è una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae, molto diffusa in Europa. Si sviluppa da un rizoma strisciante, dopo il primo anno spunta una rosetta di foglie basali ovali-lanceolate, aderenti al suolo. Il secondo anno si sviluppa un fusto floreale semplice, leggermente peloso, alto circa 50-60 cm, su di questo si forma un grosso fiore giallo-arancio, ed in basso, all’ascella di due brattee opposte, si formano altri due fiori piccoli. Tutta la pianta possiede un piacevole odore aromatico.

Arnica montana L.

La droga è costituita dai fiori e dalla radice essiccata.

I costituenti principali sono lattoni sesquiterpenici (elenalina e diidroelenalina), flavonoidi e tannini, olio volatile, alcoli triterpenici (arnidiolo, feradiolo), polifenoli (acido caffeico, acido clorogenico). L’arnica presenta attività antiinfiammatoria e antimicrobica. L’attività antiinfiammatoria è dovuta ad un’azione inibitoria sulle cellule neutrofile e un’inibizione dell’attività enzimatica lisosomiale nei neutrofili. Ad alte concentrazioni può verificarsi l’inibizione della ciclossigenasi. Sembrano essere responsabili dell’attività antiinfiammatoria i lattoni sesquiterpenici; l’elenalina potrebbe essere responsabile almeno in parte dell’attività antimicrobica

La tradizione attribuisce all’arnica proprietà antinfiammatorie e analgesiche Ritenuto il rimedio principale del trauma, utile nell’ecchimosi ed edemi conseguenti a contusioni, fratture, strappi muscolari e slogature. È un rimedio di utile impiego per le contusioni, distorsioni, schiacciamenti, nevralgie e dolori reumatici. L’attività antiflogistica e analgesica è dovuta al lattone sesquiterpenico capace di ridurre edemi e dolori di origine infiammatoria con buona azione antisettica. I flavonoidi e gli oli eterei svolgono effetti sinergici che permettono al fitocomplesso di agire con la massima efficacia.

EFFICACIA CLINICA

Sebbene l’arnica sia largamente usata in condizioni post-traumatiche, ci sono pochi studi riguardanti la sua efficacia clinica. La German Commission E stabilisce che le preparazioni di fiori di arnica sono indicate per l’uso esterno nel trattamento di condizioni post-traumatiche e post-operatorie come ematomi, contusioni, dolori reumatici dei muscoli e delle articolazioni, e per il trattamento dell’infiammazione della pelle.

In uno studio in doppio cieco è stato dimostrato che un unguento a base di arnica riduceva il dolore post-chirurgico in 37 pazienti sottoposti a chirurgia del tunnel carpale.

In 3 studi randomizzati, placebo-controllati, in doppio-cieco sono stati analizzati pazienti che soffrivano di problemi al ginocchio che necessitavano di intervento chirurgico in artroscopia. Prima dell’intervento i pazienti hanno assunto una preparazione a base di arnica o placebo. In seguito all’intervento la preparazione è stata ancora somministrata. In tutti e tre gli studi i pazienti che avevano assunto l’arnica hanno mostrato una promettente tendenza ad un minore gonfiore postoperatorio rispetto ai pazienti che avevano assunto il placebo.

In uno studio randomizzato in doppio-cieco è stata valutata l’efficacia dell’Arnica D4 (10 pillole assunte oralmente 3 volte/die) rispetto al diclofenac sodico (50 mg assunti oralmente 3 volte/die) in 88 pazienti 4 giorni dopo l’operazione all’alluce valgo. Arnica D4 e diclofenac erano equivalenti per l’irritazione della ferita e la mobilità del paziente. Rispetto al dolore Arnica D4 era inferiore al diclofenac. Non sono state osservate significative differenze riguardo l’uso di ulteriori analgesici nei 4 giorni post-operatori.

CONTROINDICAZIONI ED EFFETTI COLLATERALI

È controindicata in soggetti allergici al fiore di Arnica o altre specie appartenenti alla famiglia delle Asteraceae. In seguito ad applicazioni troppo elevate o prolungate nel tempo, si può verificare prurito, irritazione della pelle o dermatiti da contatto. Si raccomanda di prediligere l’impiego solo per uso esterno. Non applicare su ferite o abrasioni.

Dott.ssa Giusy TrivignoTecnico Erborista
Scrivimi pure su: Instagram, Linkedin o all’email giusytrivigno98@libero.it

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

AA.VV. Monografie ESCOP. Le basi scientifiche dei prodotti fitoerapici. Planta Medica Edizione, 2006, pp. 51-56

Altern Ther Health Med 2002, 8, 66-68

Carbone R. Planta Medicamentum Naturae. Prima edizione, 2021.

Complementary Therapies in Medicine 2006, 14, 237-46.

Firenzuoli F. Fitoterapia. Guida all’uso clinico delle piante medicinali. Terza edizione Ed. Masson 2002

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/?term=arnica+montana

Journal of alternative and complementary medicine (New York, N.Y.) 2008, 14, 17-25.

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo. Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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