Medicina e salute

Arriva il caldo…e la pressione si abbassa? Cause e Rimedi

Arriva l’estate, con l’innalzamento della temperatura e del tasso di umidità. È proprio durante questo periodo che aumentano le probabilità di soffrire d’ipotensione, ossia improvvisi cali della pressione.

Questo accade poiché, per adattarsi, l’organismo innesca dei meccanismi di difesa per disperdere il calore, attraverso:

  1. La vasodilatazione, ossia la dilatazione dei vasi sanguigni.
  2. La sudorazione, che provoca la perdita di acqua e sali minerali, aumentando il rischio di disidratazione.

Si parla di pressione bassa quando i suoi valori sono inferiori alla norma, ossia la pressione arteriosa massima (sistolica), a riposo, scende al sotto dei 90 mmHg e la minima (diastolica) dei 60 mmHg.

Ci sono molti rimedi per prevenire l’abbassamento della pressione; eccone alcuni:

  • Bere molti liquidi durante la giornata, almeno 2 litri, per mantenersi adeguatamente idratati. Sono consigliate tisane e infusi a base di salvia, rosmarino, ginseng e tormentilla.
  • Mangiare alimenti leggeri e di facile digestione, come frutta e verdura di stagione, evitando gli alimenti ipercalorici, piccanti, ricchi di grassi e sale.
  • Non praticare attività fisica nelle ore centrali della giornata.
  • Rinfrescare i locali dove si trascorre la quotidianità.
  • Evitare il contatto diretto con i raggi solari nelle giornate particolarmente calde.
  • Non alzarsi troppo velocemente o fare scatti da una posizione sdraiata o supina, specialmente al mattino.
  • Mantenere alti i livelli di potassio e magnesio, molto utile è l’utilizzo di integratori specifici.

Come misurare la pressione arteriosa?

La pressione del sangue nelle arterie può essere misurata in modo diretto, introducendo un tubicino (catetere) nell’arteria stessa e collegato ad un dispositivo misuratore (trasduttore di pressione). Questo, però, avviene solo in particolari circostanze, come ad esempio nel corso di interventi chirurgici.

La comune misurazione della pressione arteriosa è effettuata invece in modo indiretto, utilizzando appositi apparecchi che sono in grado di valutare la pressione del sangue dall’esterno, in modo non cruento. Di tali apparecchi, quello più preciso e comunemente usato sino ad ora è lo sfigmomanometro a mercurio, composto da un bracciale di gomma collegato da un lato ad una piccola pompa a mano, dall’altro ad un manometro a colonna di mercurio.

La misurazione viene effettuata applicando il manicotto di gomma al braccio del paziente, tra l’ascella e la piega del gomito. All’altezza di quest’ultima, dove si apprezza la pulsazione dell’arteria del braccio (arteria omerale) si posiziona la campana del fonendoscopio, cioè dello strumento destinato a raccogliere e trasmettere all’orecchio i rumori generati dal passaggio di sangue nell’arteria stessa. Contemporaneamente si palpa il polso dal lato del pollice, per percepire la pulsazione dell’arteria radiale.

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Si inizia la misurazione gonfiando il bracciale di gomma con la pompetta ad esso collegata (mentre ciò avviene, il mercurio sale nella colonnina di vetro, segnalando il valore di pressione presente nel bracciale) e arrivando fino al punto in cui la pulsazione dell’arteria del polso scompare ed il fonendoscopio non trasmette più alcun rumore; a questo punto si insuffla ancora un po’ di aria nel bracciale, superando di circa 20 mmHg il punto in cui il polso radiale è scomparso.

Ora, agendo sulla piccola valvola presente sulla pompetta, si fa uscire molto lentamente l’aria dal bracciale (indicativamente, la colonnina di mercurio deve scendere di circa 2 millimetri al secondo). Quando la pressione dell’aria nel bracciale sarà uguale a quella arteriosa, un po’ di sangue riuscirà a passare nell’arteria producendo un rumore: il primo rumore udito chiaramente corrisponderà alla PRESSIONE SISTOLICA (detta anche MASSIMA).

Riducendo ulteriormente la pressione i rumori diventeranno inizialmente più intensi, quindi via via più deboli: la completa scomparsa dei rumori corrisponderà alla PRESSIONE DIASTOLICA (detta anche MINIMA).

La pressione viene quindi indicata con due valori (ad esempio 120/80): il primo valore indica la pressione sistolica, mentre il secondo quella diastolica.

Devono essere effettuate almeno due misurazioni successive e, se la pressione differisce di molto (per convenzione, in misura maggiore di 5 mm Hg) nelle due circostanze, si deve procedere con ulteriori misurazioni fino a che i valori misurati risultino abbastanza stabili.

Guida ad una corretta misurazione della pressione

Durante tutta la misurazione della pressione e fino al completo sgonfiaggio del bracciale, è bene tenere presente le seguenti semplici raccomandazioni:

  1. Il paziente dovrebbe essere rilassato, seduto comodamente, in ambiente tranquillo, con temperatura confortevole da almeno cinque minuti.
  2. Non si dovrebbero assumere bevande contenenti caffeina nell’ora precedente, né aver fumato da almeno un quarto d’ora (anzi, non si dovrebbe fumare mai!).
  3. Il braccio deve essere appoggiato ed il bracciale deve essere all’altezza del cuore (vedi figura). Non importa quale braccio venga usato per la misurazione, ma bisogna ricordare che esistono a volte differenze sensibili nei valori misurati nelle due braccia. In tali casi, si dovrà utilizzare per la misura il braccio con la pressione più elevata.
  4. Le dimensioni del bracciale di gomma devono essere adattate alla dimensione del braccio del paziente. Nel caso di bambini o di adulti molto magri, è necessario utilizzare bracciali di dimensioni minori di quelle standard, mentre nel caso di persone molto robuste o di pazienti obesi, il bracciale dovrebbe avere una lunghezza superiore.

Sono oggi disponibili anche apparecchi per l’auto misurazione domiciliare della pressione arteriosa che consentono una rilevazione automatica o semiautomatica. Dei numerosi modelli in commercio, la maggior parte utilizza un bracciale simile a quello già descritto; si tratta in generale di apparecchi che forniscono una misurazione attendibile.

Esistono anche dispositivi che effettuano la rilevazione della pressione al polso o al dito della mano.

Integratori per la pressione bassa

I migliori integratori per chi soffre di pressione bassa sono:

  • Integratori idrosalini. Sono i classici integratori di sali minerali per la pressione bassa, ricchi di sodio, potassio e magnesio, spesso arricchiti anche con glucosio, che ripristinano l’equilibrio idrosalino dell’organismo, favoriscono l’aumento del volume plasmatico e diminuiscono la gravità dell’ipotensione. Il magnesio, infatti, contribuisce a trasformare gli zuccheri in energia e a contrastare la stanchezza. Il potassio, invece, aiuta a regolare la pressione.
  • Caffeina, teobromina o teofillina. In piccole quantità hanno un effetto vasocostrittore, che può aumentare leggermente la pressione sanguigna. Al contrario, l’eccesso incrementa la diuresi favorendo la disidratazione.
  • Vitamine, creatina e aminoacidi. Associati ai sali minerali, forniscono anche un apporto energetico contrastando spossatezza e debolezza muscolare.
  • Estratti vegetali. Un principio attivo presente nei frutti di cardo mariano, la tiramina, ha un’azione tonico-vascolare in grado di aumentare la pressione sanguigna; l’eleuterococco, conosciuto come il “ginseng siberiano”, secondo alcuni studi è un tonico che contrasta debolezza e fatica, aumenta la capacità di lavoro e di concentrazione ed è un ottimo ricostituente durante gli stati di convalescenza, infatti viene impiegato contro l’ipotensione e l’astenia funzionale.

Se i sintomi dovessero persistere, è consigliato consultare il medico per valutare eventuali approfondimenti diagnostici e terapia farmacologica. E tu, come combatti la pressione bassa in estate?

Dott.ssa Laura Marino   Farmacista

BIBLIOGRAFIA

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo. Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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