Medicina e salute

Cancerogenesi: come si sviluppa un tumore

Tutti gli esseri viventi sono formati da cellule che si riproducono per rimpiazzare elementi cellulari, distrutti per processi fisiologici o patologici, e per far aumentare di dimensioni organi e apparati. 

Da ogni cellula madre derivano due cellule figlie geneticamente identiche tra loro ed anche alla cellula madre. Contenere l’esatta copia del DNA significa per le cellule figlie conservare la stessa struttura e le stesse funzioni della cellula madre. Pertanto, se durante la divisione cellulare il DNA non viene copiato correttamente le cellule figlie potrebbero avere forma e funzioni anomale.

In questo caso si parla di mutazione genica o cromosomica, a seconda se l’alterazione riguarda un singolo gene oppure il numero o la struttura dei cromosomi. Il nostro organismo è in grado di rilevare e correggere questi errori, ma non sempre questo avviene e si assiste allo sviluppo di un tumore. 

La cancerogenesi 

La cancerogenesi è il processo che porta un tessuto sano a diventare tessuto tumorale. Il tutto origina da una prima e unica cellula sana che subisce una mutazione, cioè quando un fattore esterno o ereditario modifica il DNA della cellula e la trasforma, dando vita a un tessuto, a seguito del moltiplicarsi di questa cellula.

Lo sviluppo di un tumore si articola in tre fasi :  

  1. Fase di avvio: una o più cellule sane si trasformano in cellule mutate a caratteristiche neoplastiche, cioè immortali, non differenziate ed incapaci di svolgere il ruolo che competeva alle cellule sane. La mutazione che dà inizio al cancro può essere causata da fattori come le radiazioni o il contatto con sostanze chimiche (via genotossica), o essere casuale (via non genotossica). In quest’ultimo caso la probabilità del danno al DNA aumenta in presenza di sostanze che  stimolano la replicazione cellulare riducendo così i tempi necessari alla riparazione delle mutazioni e inibendo l’apoptosi. 
  1. Fase di promozione (o fase di latenza), una cellula iniziata si moltiplica fino a dar luogo ad una lesione preneoplastica; è caratterizzata da replicazione incontrollata e riduzione della fase G1, fase immediatamente successiva alla nascita cellulare e caratterizzata da intensa attività biochimica che permette alla cellula di crescere. È detta fase di latenza perché una neoplasia diviene clinicamente evidente quando le cellule tumorali superano il miliardo o quando si superano le femtomoli per unità di superficie. Quindi questa fase può durare anche 40 anni durante i quali alcuni composti endogeni (INF-), esogeni (antitumorali) e del sistema immunitario tentano la riparazione del danno. talune sostanze o circostanze possono accelerare in maniera più o meno marcata, lo sviluppo neoplastico (ad esempio fumo, bevande alcoliche, alimenti, ecc.). 
  1. Fase di progressione Fase terminale dello sviluppo di una neoplasia, in cui le cellule tumorali acquisiscono caratteri sempre più evidenti di malignità dando vita ad una lesione neoplastica. Le cellule proliferano in maniera incontrollata, con anaplasia (perdita di funzione) ma soprattutto  diffondono localmente, ovvero diventano metastatiche. Solo i tumori maligni hanno capacità di formare metastasi, ovvero tumori secondari originati da cellule che si sono staccate da un tumore primario in un certo organo e sono poi migrate in un’altra sede.

Il processo di disseminazione delle cellule tumorali dal tessuto sede del tumore primario verso altri tessuti sani, le cui cellule possono essere indotte a formare tumori secondari, è detto metastatizzazione. Ogni tumore tende a dare metastasi in ben specifici tessuti, ad esempio per analogia della cresta embrionale, nonché per presenza di strutture molecolari in grado di riconoscere le cellule metastatiche primarie.  

Le cellule tumorali possono dare metastasi secondo quattro modalità:  

  • 1. Invasione locale, invadendo i tessuti circostanti, compresi vasi ematici e linfatici.  
  • 2. Diffusione linfatica, a carico dei linfonodi (irradiati nella radioterapia, per tale ragione). 
  •  3. Diffusione vascolare, mediante vene che drenano il tumore. Importanza, a tale scopo, assume il processo angiogenico;   
  • 4. Diffusione transcelomatica, ovvero attraverso le cavità toraciche e addominali (pleura, peritoneo, pericardio). 

Ma quali sono gli agenti cancerogeni? Per questo dovremo attendere ancora un po’! 

Dott.ssa Chiara Valentina Lefemine – Insegnante, laureata in CTF

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo. Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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