Medicina integrata e Fitoterapia

Rimedio naturale per il nostro benessere: il timo.

Thymus vulgaris L. è un arbusto cespuglioso appartenente alla famiglia delle Lamiaceae. Originario dall’area mediterranea, estesa fino alle Canarie, diffuso nei climi caldi-temperati, la varietà serpillo resiste anche a quote alte del Monte Rosa.

Descrizione botanica

La pianta non supera i 30 cm di altezza, si sviluppa su un robusto apparato radicale. Il fusto è legnoso, tortuoso e abbondantemente ramificato. Nella parte inferiore è rivestito di corteccia color cenere, mentre i rami sono ricoperti da peli e si presentano biancastri. Ha foglie coriacee, piccole, subsessili di color grigio-verde, di varie forme a seconda della specie.

I fiori, disposti all’apice dei rami, sono piccoli e tubolari, di colore bianco-rosa, riuniti in glomeruli formanti le infiorescenze, compaiono dall’inizio della primavera a metà dell’estate. Il frutto è composto da quattro acheni marroni inseriti nel fondo del calice del fiore. Il nome deriva dal greco thymus, emanare profumo.

La droga della specie officinale è rappresentata dalle parti aeree e dalle foglie. Pianta aromatica utilizzata nella tradizione popolare mediterranea come spezia in cucina per insaporire piatti a base di carni e minestre, presenta un olio essenziale caratteristico dalle proprietà benefiche, utili per la nostra salute.

Principi attivi

Il timo presenta un eccezionale fitocomplesso, sono numerosi i principi attivi contenuti nella specie:

  • olio essenziale;
  • terpeni biciclici e fenolici (di cui timolo, carcavrolo, canfene, pinene, p-cimene, terpinene);
  • acido oleanolico;
  • acido ursolico;
  • fenolacidi (di cui, acido clorogenico, caffeico, labiatico, rosmarinico);
  • flavonoidi;
  • glucosidi flavonici e flavoni;
  • tannini;
  • Saponine triterpeniche.

L’olio essenziale viene estratto per distillazione in corrente di vapore dalle foglie e dalle sommità fiorite fresche o parzialmente essiccate. Come detto in precedenza, nel timo sono presenti diversi oli essenziali, fino al 50% di timolo, e in misura nettamente minore carvacrolo, terpineolo, borneolo, linalolo, geraniolo, tujanolo; contiene anche tannini ad azione antivirale (3,5-7,5%), flavonoidi, saponine e triterpeni con attività antibiotica.

Ogni olio essenziale è caratterizzato da un chemotipo che ne differenzia le caratteristiche chimiche, di conseguenza quelle terapeutiche; quindi, quando si deve scegliere un olio essenziale di timo, occorre porre molta attenzione al chemotipo prevalente. 

Olio essenziale di Timo

Proprietà

Il Timo presenta proprietà antibatteriche (sui gram +), antimicotiche, antiossidante ed antispasmodiche date dall’olio e dai flavonoidi in esso contenuti. Eupeptico naturale, la pianta è utile nel trattamento dei disturbi digestivi (digestione lenta, flatulenza, eruttazzioni).

Date le sue proprietà antisettiche, espettorante, antitosse, con azione spasmolitica secretolitico, secremotore, il timolo trova impiego nel trattamento di tosse e raffreddore, rimedio naturale nella cura di affezioni del cavo orale (bocca e faringe) come collutorio e gargarismi. Cicatrizzante ed antalgico è utile per disinfettare piccole piaghe e ferite. Rubefacente e antalgico-sedativo, utile nei reumatismi, gotta e sciatalgie.

L’olio essenziale di Thymus vulgaris L. è indicato nella cura di bronchiti, tosse, pertosse, nell’infezioni intestinali, nell’infiammazioni della vescica dati i principi attivi ad azione antibatterica, antivirale, antimicotica, carminativa e analgesica.

I componenti bioattivi dell’olio essenziale trovano impiego in diverse formulazioni erboristiche come: creme e pomate con proprietà antisettiche e cicatrizzanti e nel trattamento delle irritazioni cutanee, nella formulazione di sciroppi per le affezioni delle vie respiratorie.

Come affermato in precedenza, esistono diversi chemotipi di olio essenziale.

  • Se l’olio essenziale di timo è costituito fino al 60% da fenoli viene definito chemotipo timolo; tra tutti, è quello che sviluppa la più potente azione antibatterica.
  • Oli composti sino al 50% da tujanolo hanno effetto rafforzante e tonificante sull’intero organismo, stimolano il sistema immunitario e, cosa molto importante, non sono irritanti per la cute; il tujanolo ha potere antivirale, e per questa ragione è indicato nei casi di bronchite ed influenza.
  • Il chemotipo linalolo contiene sino al 60% di linalolo ed esplica formidabili effetti antisettici, rimanendo al tempo stesso delicato e ben tollerato dalla pelle; è particolarmente efficace contro la Candida albicans e gli stafilococchi, un gruppo di batteri patogeni in grado di provocare malattie della pelle, dell’intestino, della vescica e del tratto urogenitale.

L’ultimo chemotipo importante è quello dove la componente principale è il geraniolo, ben tollerato dall’organismo con una spiccata azione contro batteri, virus e funghi; oltre all’azione antisettica, questa tipologia di olio ha effetti calmanti sul sistema nervoso e favorisce il sonno.

Come spesso accede, studi condotti su pazienti hanno dimostrato che la sinergia tra le varie tipologie di oli essenziali si dimostra molto più efficace rispetto alla somministrazione di un solo chemotipo.

Oltre agli oli essenziali che vengono estratti dal timo, di questa pianta sono utilizzate a scopo farmacologico anche le sommità fiorite: la raccolta avviene tra maggio e luglio, quando i fusti vengono tagliati avendo cura di evitare le parti legnose; dopo l’essicazione questi vengono sminuzzati e conservati all’interno di recipienti in vetro o ceramica.

Meccanismo d’azione

L’azione principale è quella espettorante, dovuta al timolo e carvacrolo che aumentano la secrezione bronchiale e fluidificano il muco. L’olio di timo assunto per via orale viene eliminato attraverso le mucose bronchiali dove esercita la sua funzione antisettica.

L’effetto spasmolitico è attribuibile alla frazione fenolica e l’effetto espettorante alla presenza dei terpeni. All’olio essenziale (timolo e carvacrolo) è attribuita l’azione antitussiva e antibatterica. Mentre, alle saponine è attribuita l’azione espettorante e secretomotoria della mucosa faringo-bronchiale. Studi recenti attribuiscono al timo un’azione immunostimolante.

Tra storia e curiosità

IL Timo è una di quelle piante aromatiche la cui storia si perde nella notte dei tempi. L’utilizzo del Timo è già attestato dall’Età della Pietra, i resti rivenuti testimoniano l’utilizzo di varie specie di timo arsi nei fuochi come repellenti nei confronti degli insetti nocivi.

Dal nome greco thýmon “ciò che è preso in sacrificio”, il timo era talvolta usato nella decorazione pittorica delle tombe. Il filosofo inglese Francis Bacon nei suoi “Saggi” raccomanda l’impiego lungo i sentieri e i giardini di questa pianta che profuma l’aria “deliziosamente”. Nel Regno Unito, la tradizione celtica associa il fiore alle fate, che ne amerebbero la fragranza dolce e delicata.

La flora italiana comprende circa sedici specie di Thymus. Il timo, presenta più di otto chemiotipi, ossia popolazioni di piante che presentano lo stesso aspetto morfologico ma diversa composizione chimica.

Greci e romani si accorsero ben presto delle virtu’ del timo in quanto il suo utilizzo conservava meglio la carne, per questo se ne faceva un largo uso sia per la conservazione dei cibi che per le epidemie che imperversavano all’epoca.

Già in epoca romana se ne raccomandava l’uso contro il mal di testa; la pianta veniva bruciata negli ambienti per tenere lontano gli insetti, e le infezioni. Nell’800 un chimico francese riuscì ad estrarre dal timo l’olio essenziale che chiamò “Timolo”, principale principio attivo della pianta con caratteristiche antibiotiche

Controindicazioni ed effetti collaterali

Del timo non sono note interazioni con farmaci di sintesi, nonostante l’uso sempre più diffuso; gli unici effetti collaterali sono da ascrivere ad un uso eccessivo degli oli essenziali: oltre agli effetti stimolatori sulla tiroide, l’ingestione di quantità eccessive di olio essenziale può provocare, per la presenza di timolo e carvacrolo, disturbi a livello gastrointestinale quali nausea, vomito e cefalea. Nei casi più estremi e gravi di intossicazione si può arrivare alla depressione del sistema nervoso centrale. Viene sconsigliato l’uso in gravidanza ed allattamento.

Dott.ssa Giusy Trivigno – Tecnico Erborista

Scrivimi pure su: Instagram, Linkedin o all’email giusytrivigno98@libero.it

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

AA.VV. Monografie ESCOP. Le basi scientifiche dei prodotti fitoterapici. Planta Medica Edizione, 2006, pp. 607-614.

Firenzuoli F. Fitoterapia. Guida all’uso clinico delle piante medicinali. Terza edizione Ed. Masson 2002.

https:pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/?term=thymus+vulgaris.

Kulisić T et all. 2007, The effects of essential oils and aqueous tea infusions of oregano (Origanum vulgare L. spp. hirtum), thyme (Thymus vulgaris L.) and wild thyme (Thymus serpyllum L.) on the copper-induced oxidation of human low-density lipoproteins, Int J Food Sci Nutr. 2007 Mar;58(2):87-93.

Morelli I. et all. 2005, Manuale dell’Erborista, Milano, Tecniche Nuove.

Sandro Pignatti, 1982 Flora d’Italia. Volume 2, Bologna, Edagricole.

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo. Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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