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Psicologia del Benessere

4)Il gusto! tra“2 B”: benessere e business

Il Marketing Sensoriale, punta sempre alla conquista del cuore del consumatore finale. Vediamo in questo articolo, che ha come protagonista il senso del gusto, come questo processo avviene e dove agisce!

Cara lettrice, caro lettore, Ti ho riservato una piacevole curiosità, alla fine di questo articolo. Ma prima leggi con attenzione!

“Che sapore delizioso, desidero acquistarlo!”

Senza ombra di dubbio, l’aspetto legato al gusto, riguarda il settore del cibo. Sarà capitato a chiunque, di passeggiare in luoghi fieristici, o semplicemente di passare accanto a degli stand espositivi e notare delle monoporzioni dolci o salate, predisposte all’assaggio (degustazioni).

Bene! Bisogna sapere, che noi abbiamo delle sfumature sensoriali, totalmente istintive e non prontamente controllabili, sulle quali il marketing sensoriale, a seguito di studi, fa leva e perciò, sa dove colpire.

Il principio di fondo è: profumo percepito →  localizzazione →  assaggio →  acquisto!

L’ordine di esecuzione, nella maggior parte dei casi, è sempre il suddetto, salvo che il ciclo si interrompa anticipatamente, per una serie di cause, definite “variabili”, le quali si possono presentare, in uno degli step, precedenti alla fase dell’assaggio.

La fase determinante, quindi, è quella legata al momento dell’assaggio. Infatti, è altamente probabile, che se siamo giunti fino a questo punto, è perché non siamo lì per caso, ma siamo interessati!

Tante volte, per la grande maggioranza dei casi, l’abilità di chi vende, sta proprio nel “raccontare” il prodotto (storytelling), anche senza che vi sia la necessità di farlo assaggiare, conquistando il cliente, attraverso un viaggio alla scoperta del prodotto stesso, richiamando alla mente varie sensazioni positive, accompagnandole con il citare sapori forti e decisi, già noti al potenziale acquirente.

Il gusto nello specifico

Il gusto rappresenta uno dei cinque sensi, insieme alla vista, l’udito, l’olfatto ed il tatto. La sua principale funzione consiste nel farci distinguere, sulla base di ciò che mangiamo e beviamo, i cosiddetti “gusti primari”: amarezza, dolcezza, sapidità ed acidità.

Dal riconoscimento dei gusti primari, ad opera di recettori sensoriali posti sulla lingua, sul palato, nella faringe e laringe, chiamati: calici, bottoni e papille gustative, si originano sapori più complessi.

Lingua e gusto

Ovviamente, la lingua, è l’organo primario, preposto alla percezione dei sapori.

La sua superficie, è suddivisa naturalmente in apposite aree, contenenti gruppi di recettori sensoriali altamente specializzati, nella quale in ognuna di esse vengono riconosciuti i gusti primari sopra elencati.

Volendo entrare ancor più nello specifico, è possibile affermare che:

  • Il gruppo dei recettori preposti al riconoscimento di sapori dolci, è situato sulla punta della lingua;
  • Quelli utili a riconoscere i sapori amari, sono posti sulla parte posteriore, ossia quella davanti all’epiglottide;
  • I gruppi dedicati al riconoscimento dei sapori salati si trovano sui bordi della parte anteriore della lingua;
  • Quelli preposti al riconoscimento dei sapori acidi, si trovano sui bordi della parte posteriore.

Il gusto completa le percezioni sensoriali

Come ben sappiamo, il gusto è il senso principale in questo caso, ma anche l’olfatto partecipa alle percezioni sensoriali, infatti, durante il pasto, alcune particelle degli alimenti che mastichiamo, fuoriescono dalle narici, suscitando una stimolazione dei recettori olfattivi, i quali influiscono sulla percezione dei vari sapori. Allo stesso modo, è importante anche il ruolo della vista, poiché attraverso il focus visivo, ci prepariamo all’assaggio sapendo già cosa aspettarci e quindi predisponendoci in maniera positiva o restia, ad un determinato piatto.

Il gusto tra (B&B): benessere & business

Il fattore legato al gusto, nell’ambito del business, sta convincendo sempre più aziende, anche di settori non alimentari, ad esempio il Fashion, le quali sono sempre più convinte, che sia molto utile la componente: “sense experiences”, ossia (lato consumatore finale), il coinvolgimento di tutti i sensi, attraverso un’esperienza multisensoriale. Un esempio lampante è la decisione presa da Armani, dove nel suo “Emporio Armani Caffè” riesce a fondere gusto e stile, benessere e fashion, riservando un clima unico per i suoi clienti.

Un altro esempio, a noi molto vicino ed anche da tanti anni, è la piacevole pausa di benessere che ci concediamo, assaggiando un “Bacio Perugina”, dove il gusto inconfondibile del cioccolato e la croccantezza del cuor di nocciola, sono accompagnati ed allietati da una dolce coccola emozionale, derivante dalla lettura della citazione riportata sul bigliettino. Così, le emozioni positive suscitate dal gusto dolce del cioccolatino ed il benessere derivante dalla citazione romantica, si fondono in un connubio perfetto, nel quale il marketing sensoriale in tema di business, ha fatto: un centro perfetto!

Curiosità: suppongo, che adesso, nonostante tu sia consapevole di quali “trappole” ci siano dietro il gusto, stai cercando un cioccolatino e magari, proprio un “Bacio Perugina!

Dottor Francesco Angotti – District Manager nel settore Fashion Retail

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo. Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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