cachessia
Alimentazione e Sport

La cachessia nel malato oncologico e terapia nutrizionale.

La cachessia è una sindrome frequentemente riscontrata nei pazienti con cancro in stadio avanzato, con un impatto rilevante sulla prognosi. Oltre il 70% dei pazienti affetti da neoplasia, soprattutto nelle fasi avanzate, sviluppa i segni e i sintomi della cachessia e circa il 20% muore per conseguenze di questa sindrome.

La cachessia neoplastica può esser definita come una sindrome multifattoriale, caratterizzata dalla perdita progressiva di massa muscolare (con o senza perdita di massa magra), che non può essere completamente corretta con un supporto nutrizionale convenzionale e che porta ad un progressivo danno funzionale.

Quali sono gli aspetti caratteristici della cachessia?

Gli aspetti caratterizzanti della cachessia neoplastica sono comunemente la perdita di peso (soprattutto di massa muscolare) e l’infiammazione. Ad esso sono ascrivibili i principali sintomi del paziente cachettico quali anoressia, anemia, fatica che contribuiscono al quadro clinico complesso e alla compromissione della qualità di vita del paziente.

Indipendentemente dalla categoria di BMI del paziente, è dimostrata una correlazione tra l’entità della perdita di peso, ed in particolare della massa muscolare, e la sopravvivenza. L’incidenza di perdita di peso, al momento della diagnosi, varia significativamente, secondo la sede del tumore.

Cachessia: alterazioni metaboliche

Oltre il 70% dei pazienti affetti da neoplasia, soprattutto nelle fasi avanzate, sviluppa i segni e i sintomi della cachessia e circa il 20% muore per conseguenze di questa sindrome. Le alterazioni metaboliche che caratterizzano la cachessia neoplastica includono:

  • Aumentato consumo energetico a riposo
  • Perdita di massa muscolare, risultante dall’aumentata proteolisi e ridotta sintesi proteica
  • Perdita di massa grassa per aumentata lipolisi, conseguente sia a specifici mediatori prodotti dal tumore che all’aumentata gluconeogenesi
  • Ridotto introito di substrati energetici con la dieta, in conseguenza di sintomi come anoressia, nausea e vomito
  • Difficile utilizzazione del glucosio neoformato per ipoinsulinemia e/o resistenza periferica all’insulina
  • Stress ossidativo, con conseguente danno a carico del DNA, delle lipoproteine di membrana e degli enzimi e coenzimi centrali nel regolare le principali vie metaboliche cellulari.

La perdita di peso involontaria è il primo criterio diagnostico della cachessia neoplastica. Una perdita involontaria di peso superiore al 5% del peso nell’arco di 6 mesi o una perdita di peso > 2% in caso di un paziente con BMI<20 o con una diagnosi di sarcopenia.

La valutazione del peso corporeo e delle sue modificazioni nel tempo è raccomandata nel paziente oncologico al momento della diagnosi e periodicamente durante il decorso della malattia al fine di effettuare una diagnosi tempestiva di cachessia neoplastica.

La diagnosi di cachessia deve necessariamente includere altri criteri oltre alla pura perdita di peso, quali la presenza di perdita di massa muscolare, anoressia e infiammazione.

Valutazioni finali sulla cachessia, il trattamento

La valutazione di questi parametri consente di classificare anche il grado di severità della cachessia. Infatti, la cachessia neoplastica evolve attraverso vari stadi: dalla pre-cachessia alla cachessia conclamata fino alla cachessia refrattaria.

Il trattamento dovrebbe essere finalizzato a recuperare il peso corporeo e la massa muscolare o, in via subordinata, ad evitare ulteriori peggioramenti.

Questi obiettivi possono essere raggiunti con un approccio multimodale, stabilito sulla base di un’approfondita valutazione e periodico monitoraggio dei parametri diagnostici. L’affaticamento o cachessia correlata al cancro è una condizione persistente e angosciante che si osserva in molti malati di cancro e sopravvissuti anche anni dopo il trattamento.

Uno dei trattamenti: l’integrazione

Diversi studi dimostrano che i giusti interventi nutrizionali compreso l’uso di integratori di zinco, vitamina C, acidi grassi omega-3, estratti di guaranà, miele tualang o miele lavorato e pappa reale possono contribuire in modo significativo a ridurre i sintomi legati alla fatica o alla cachessia in specifici tipi e trattamenti di cancro. La carenza di vitamina D nei pazienti affetti da cancro che segnalano affaticamento suggerisce anche che l’integrazione di vitamina D può aiutare a ridurre i sintomi della cachessia.

Dott.ssa Saravo Aurora – Biologa Nutrizionista 

BIBLIOGRAFIA

www.addonlife.com

www.istitutogentili.com

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo. Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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