Psicologia del Benessere

Il tatto: “cattura” 

Nella società attuale, diviene sempre più apprezzato e popolare, il dedicarsi ai piaceri legati al benessere. Ogni cosa che facciamo, desideriamo che sia avvolta da emozioni e percezioni. Tutto deve essere un’esperienza di benessere: un percorso, che va dalle prove, alle scelte, agli acquisti. Vediamo come il Marketing Sensoriale ci influenza, attraverso il tatto! 

IL TATTO: un senso “primitivo”

Fin dall’antichità, l’uomo ha appreso molto o quasi tutto, attraverso il senso del tatto. Toccando qualsiasi elemento di terra, acqua, fuoco ed aria, l’essere umano ha fondato le basi della propria esistenza, distinguendo ciò che è bene da ciò che è male, ciò che è duro da ciò che è morbido, ciò che è ruvido da ciò che è liscio, etc. 

Cos’è il tatto

In primis, uno dei cinque sensi, oltre ad olfatto, gusto, vista ed udito. L’area soggetta alla percezione degli stimoli derivanti dalla parte esterna del nostro corpo è la pelle. Grazie al contatto con le cose, il nostro cervello recepisce informazioni sensoriali dal mondo esterno.

Questa funzione è resa possibile, grazie ad un elevato numero di cellule, dette “recettori del tatto”, ognuna con le proprie caratteristiche e peculiarità, riconosciute come: corpuscoli di Meissner, dischi di Merkel, corpuscoli di Pacini, corpuscoli di Golgi-Mazzoni.

Il principio naturale, che governa la presenza dei recettori, li vede distribuiti in misura maggiore negli arti superiori e nella cute del viso, quindi predisponendo queste aree ad un’alta sensibilità. Basti pensare che nei polpastrelli delle dita, ad esempio, i recettori sono più di 130 per cm2. Mentre sono a bassa concentrazione negli arti inferiori e nel dorso. 

Come funzione il tatto nel marketing

Da quanto suddetto, è evidente che il tatto, sia per motivazioni genetiche che per esperienze evolutive, si manifesta come un senso che crea legame e quindi sensazioni e percezioni, con l’elemento interessato.

Sarà sicuramente capitato a chiunque, di palpare un frutto prima di acquistarlo, di toccare il tessuto del maglione che ci piace, per testarne la qualità e la naturalezza del tessuto, o ancora meglio, toccare l’acqua per valutarne la temperatura prima di fare la doccia.

Beh, dal tatto possiamo avere informazioni uniche, che non potremmo quindi scorgere dagli altri sensi, o più in dettaglio, ottenere conferme o negazioni, da deduzioni che ci giungono dall’olfatto o dalla vista.

Quindi in senso personale, il contatto attraverso il tatto è un’esperienza, un viaggio interiore alla scoperta dell’oggetto esterno. Nel marketing, il fenomeno che vede nel consumatore la necessità di scegliere e conoscere un prodotto, attraverso il tatto, prima di acquistarlo è detto: “need for touch”.

Ed è altrettanto vero che, in questi ultimi anni con l’incremento degli acquisti on-line, il “need for touch” è in forte decrescita e disuso, con una sofferenza e/o insofferenza oscillante sulla base delle pretese ed abitudini degli acquirenti. 

Ed il marketing sensoriale? Esempi di come agisce

“La qualità ha un altro tatto!” 

Relazionando qualità e benessere, tatto e marketing, un tipico “ingrediente”, tra i principali e quale esempio lampante, è il packaging. Il packaging come già detto in altri articoli (che vi invito ad andare a leggere su pharmaddicted.com) è la confezione, l’involucro, il rivestimento dei prodotti che noi acquistiamo.

Nel definirlo, non ho usato il termine “semplicemente”, perché tutti sappiamo cosa sia la “confezione” di quello che acquistiamo, ma la scelta di essa, da parte delle aziende, è tutt’altro che semplice.

Infatti, esse stanno strizzando l’occhio, sempre di più, sulla ricercatezza dei materiali da utilizzare. Sempre in termini di tatto, anche il packaging, ci offre la percezione di quale sia la qualità del prodotto ed il valore del brand in questione. Ed anche dalla custodia noi possiamo iniziare il viaggio alla ricerca del benessere percettivo

Un chiaro esempio è il caso di Dolce&Gabbana, che nella sua nuova linea di profumi (Dolce&Gabbana Velvet), ha ideato delle confezioni con tappo rivestito in velluto, allo scopo di trasmettere al cliente, una percezione di lusso, valore e prestigio. 

Il tatto cattura! Ed ora lo sappiamo bene! 

Dottor Francesco Angotti District Manager nel settore Fashion Retail

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo. Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

1 pensiero su “Il tatto: “cattura” ”

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