Medicina e salute

Conoscere le malattie infettive: la Toxoplasmosi.

Tra le patologie infettive più note e contraibili in ambiente domestico, una menzione particolare spetta alla Toxoplasmosi, causata da un parassita intracellulare obbligato, il Toxoplasma Gondii.

Circa un terzo della popolazione mondiale ne risulta infetta; l’ 11% della popolazione statunitense sopra i 6 anni risulta sieropositivo. Nella gran parte dei casi il quadro è benigno, fuorché nell’ età gestazionale ed in condizioni di immunodepressione, ad esempio l’AIDS o patologie del sistema T-linfocitario.

Fisiopatologia

Il Toxoplasma Gondi è un parassita ubiquitario tra uccelli e mammiferi (ospiti intermedi) , che vede nei membri della famiglia dei Felidae (gatti domestici) l’ ospite definitivo (fig. 1).

Il gatto generalmente si infetta per il consumo di carni crude di uccelli o topi contenenti bradizoiti. Nel tratto gastroenterico felino comincia il ciclo sessuale che termina con l’ eliminazione per via fecale delle oocisti contenenti sporozoiti. Si stima che le oocisti, straordinariamente resistenti all’ambiente esterno, possano sopravvivere fino ad un anno in ambienti caldo umidi e che un gatto possa eliminare quotidianamente milioni di oocisti fino a tre settimane consecutive.

L’uomo può infettarsi per (Fig.2):

  • Ingestione di oocisti, per consumo di frutta e verdure contaminate da feci feline o gestione inadeguata della lettiera. Lo sviluppo di una risposta immunitaria protettiva e formazione di cisti tissutali;
  • Per trasmissione di tachizoiti al feto se l’infezione sia contratta in gravidanza o si sia riattivata durante questo periodo in una concomitante situazione di immunodepressione;
  • Per il consumo di carne cruda o poco cotta, suina ed ovina, contenente bradizoiti;
  • Raramente per trasfusione di emoderivati o trapianto d’organi contenenti cisti.

Quadri clinici

Nella Toxoplasmosi acuta, l’ infezione decorre in maniera asintomatica e la diagnosi generalmente deriva dal riscontro di un titolo anticorpale significativo IgG anti-TG durante altri accertamenti. Diversamente, linfoadenomegalia cervicale, febbricola, sudorazioni notturne e mal di gola sono i sintomi più frequenti. Più raro è il coivolgimento dei linfonodi addominali ed oculare con retinocoroidite (Fig. 3) ad evoluzione necrotizzante della retina e deficit visivi.

In caso di immunodepressione, il quadro clinico si fa molto più severo, con un coinvolgimento del Sistema Nervoso Centrale (encefaliti, meningiti,emiparesi, deficit visivi e dell’ equilibrio, alterato stato di coscienza, manifestazioni neuropsichiatriche), polmoniti e miocarditi.

Nella toxoplasmosi congenita, retinocoroidite bilaterale, deficit uditivi neurosensoriali, anemia, ittero, microcefalia (Fig. 4) con calcificazioni intracraniche (Fig.5) con deficit di sviluppo neurocognitivo caratterizzano il neonato a termine.

Diagnosi

La diagnosi sierologica si basa sulla determinazione del titolo anticorpale, rispettivamente IgM ed IgG. Le IgM anti-Toxoplasma, seppur poco specifiche, rappresentano i primi anticorpi “di barriera”, sono dosabili già 7-10 giorni dopo l’ infezione acuta, con un picco a circa 5 settimane. A distanza di 1-2 mesi dalla fase di acuzie, compaiono le IgG, dosabili anche a distanza di mesi o anni.

In gravidanza, in aggiunta alla determinazione del titolo anticorpale, la diagnosi si fonda sulla PCR sul liquido amniotico, che individua selettivamente alcuni frammenti del DNA del parassita. Nel neonato si andranno a dosare le IgM, che, date le grandi dimensioni, NON oltrepassano la barriera placentare e sono pertanto indice di una risposta immune primariamente neonatale.

TAC e RMN sono utilizzate per svelare toxoplasmosi del SNC e seguirne l’evoluzione. L’interessamento retinico è diagnosticato dal tipo di lesioni retiniche osservate in oftalmoscopia.

Terapia

Un decorso clinico silente o paucisintomatico non richiedono alcun trattamento. Diverso è il caso di interessamento viscerale o se il paziente sia una donna gravida, un paziente immunocompromesso o un neonato.

In tali circostanze si ricorre all’associazione pirimetamina+sulfadiazina, attivi sul metabolismo dei folati del parassita, integrata da acido folico per ridurre il rischio di depressione midollare sul paziente. La pirimetamina, gravata da capacità teratogene (è cioè in grado di indurre malformazioni fetali) in gravidanza è sostituita dalla spiramicina.

Take Home Message

La prevenzione rappresenta il miglior baluardo nei riguardi di questa ( e altre) malattie infettive:

  • L’ accurata igiene delle mani e degli utensili dopo aver maneggiato alimenti e carne cruda,
  • L’ impiego dei guanti nelle attività di giardinaggio;
  • Il consumo di carni adeguatamente cotte
  • Impedire al gatto di salire su tavoli e piani della cucina, di cibarsi di prede selvatiche,di prendere contatto con randagi;
  • Lavaggio della lettiera con acqua bollenti muniti di guanti e mascherina.

Dott.ssa Lillà Amorese – Cardiochirurgo

BIBLIOGRAFIA

http://www.MSDmanuals.com
http://www.medscape.org

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo. Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...