Medicina integrata e Fitoterapia

La Nascita dell’Omeopatia

Nel precedente articolo, “Omeopatia: partiamo dal principio”, abbiamo visto come già Ippocrate nel III secolo a.C abbia introdotto e utilizzato il principio di similitudine. Abbiamo poi citato la figura di Paracelso come precursore dell’Omeopatia per la sua metodica di utilizzo dei rimedi naturali molto vicina a quello che poi sarebbe diventato il metodo di preparazione dei rimedi omeopatici.

Arriviamo dunque alla fine del Settecento quando Hahnemann, medico tedesco, decide di abbandonare l’attività medica per la perdita di fiducia nei metodi utilizzati all’epoca, principalmente salassi e clisteri.

Si ritira per dedicarsi alla traduzione di opere straniere. Nel 1790, Hahnemann stava traducendo la “Materia Medica” di Cullen, un medico scozzese, e la sua attenzione viene catturata da un capitolo dedicato alla corteccia di China nel quale Cullen sottolineava le proprietà fortificanti della China sullo stomaco. Di fronte a questa affermazione Hahnemann rimase stupito perché, lui stesso, aveva utilizzato il rimedio quando in gioventù aveva contratto la “febbre intermittente terzana” che aveva trattato appunto con la corteccia di China, ma che al tempo stesso gli aveva provocato bruciore di stomaco.

Incuriosito da questa contraddizione, decise di ripetere l’esperimento assumendo nuovamente la China. Dopo un po’ di tempo iniziò ad avvertire una serie di disturbi del tutto simili a quelli già provati con la febbre intermittente come per esempio: brividi, debolezza, sonnolenza e sete. Questa prova su di sé gli fa annotare in fondo alla pagina dell’opera di Cullen la frase che di seguito vi riporto: “la corteccia peruviana, che viene utilizzata come rimedio contro la febbre intermittente, agisce in quanto è in grado di indurre dei sintomi simili a quelli della febbre intermittente nell’uomo sano”.

Ecco come questo appunto di Hahnemann, sul libro che stava traducendo nel 1790, segna il punto di partenza del metodo che comincerà a sperimentare da quel momento in avanti e che si basa sul principio di similitudine.

Dopo 6 anni, nel 1796, Hahnemann descrisse il principio di similitudine nel lavoro scientifico “Studio su un nuovo principio per scoprire le proprietà curative delle sostanze medicinali, seguito da qualche osservazione sui principi ammessi fino ai nostri giorni” ed il suo metodo sperimentale (testato su se stesso e su altri) era descritto così: “Per approfondire gli effetti dei farmaci, per adattarli alle malattie, ci si dovrebbe affidare il meno possibile al caso, ma, al contrario, procedere sempre secondo ragione…Non ci resta pertanto che sperimentare sull’organismo sano i farmaci di cui si può conoscere il potere terapeutico”. Pertanto, Hahnemann, continuò a sperimentare e a curare i suoi pazienti con i rimedi preparati secondo il metodo omeopatico fino alla sua morte nel 1843.

La storia continua

L’evoluzione dell’omeopatia non finisce con la morte di Hahnemann . Ci sono stati, e ci sono anche oggi, altri medici che l’hanno studiata e utilizzata dopo di lui. Uno dei più noti è probabilmente James Tyler Kent, medico americano, che nel 1897 pubblica il “Repertorio della materia medica omeopatica”. Questo manuale è stato tradotto in più lingue e, ancora oggi, rappresenta un punto di riferimento tra le opere della medicina omeopatica.

Un altro nome che ritengo doveroso citare è quello del medico francese Léon Vannier che, nel 1912, fondò la rivista “L’Homeopathie Francaise” e che con il suo lavoro si impegnò a rendere sempre più accessibile e moderna la medicina omeopatica adattandola agli studi della sua epoca.

La curiosità è evoluzione

La curiosità, che spero di essere riuscita a risvegliare almeno in alcuni di voi è, secondo me, la protagonista indiscussa di questa storia. Non da sola, ma insieme a tanta competenza, pazienza e costanza. Tutte caratteristiche che dovrebbe avere ogni persona che ha il compito di prendersi cura di altre persone. Parlo di persone e non parlo di medici, farmacisti, infermieri, psicologi, caregiver o altro. Parlo di persone perché è questo che siamo prima di ogni altro ruolo che rivestiamo. Parlo di persone perché sono persone quelle che si affidano a noi chiedendoci un consiglio. Il mio vuole essere un invito a riscoprire la curiosità verso quello che siamo e quello che proviamo. Conoscere e scoprire continuamente, senza giudizio, ma con la curiosità dello scienziato che non sa cosa troverà alla fine del suo esperimento, ma che è disposto ad osservare e anche ad accettare che se non è in grado di capire una cosa, magari è solo questione di tempo, di pazienza e di costanza.

Dott.ssa Cristina Scaglianti -Farmacista specializzata in Omeopatia

Contatti: Su Linkedin e Instagram mi trovi come Cristina Scaglianti, seguimi anche su www.farmacistaomeopata.it e www.instagram.com/farmacistaomeopata

BIBLIOGRAFIA & SITOGRAFIA

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo. Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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