Medicina integrata e Fitoterapia

Omeopatia: partiamo dal principio.

Per capire davvero di che cosa stiamo parlando quando si tratta di Omeopatia è opportuno partire dall’inizio, e quindi, prima di Hahnemann. Infatti, non è stato lui il primo a parlare di principio di similitudine.

Siamo alla fine del Settecento e, da persona di scienza della sua epoca, è arrivato ad elaborare il metodo omeopatico studiando i testi dei suoi predecessori, ma facciamo qualche passo indietro.

Sheraton medicine chest, Europe, 1720-1800. Inside this mahogany medicine chest are 32 glass bottles (some labelled with the names of their original contents), six pottery jars and thirteen weights and a balance to measure and weigh out ingredients. Medicine chests were found in apothecary shops and pharmacies and some were owned by wealthy families. Contributors: Science Museum, London. Work ID: erhm8dq8. Creative Commons Attribution

Cos’è il principio di similitudine?

Il principio di similitudine stabilisce una correlazione tra il potere tossicologico di una sostanza e il suo potere terapeutico.  Attraverso il metodo di preparazione dei medicinali omeopatici si ottiene una sostanza in dosi infinitesimali in grado di agire sui sintomi che la stessa sostanza è in grado di provocare se assunta a dosi ponderali.

Un esempio che può rendere chiaro a tutti il significato pratico di questa definizione è rappresentato dall’effetto che generalmente la cipolla fa a tutti noi. Tagliando una cipolla cominciamo a produrre lacrimazione e secrezioni acquose nasali abbondanti. Attraverso il metodo di preparazione omeopatica, partendo dalla cipolla, si ottiene il rimedio omeopatico Allium cepa in grado di agire proprio su questi sintomi di lacrimazione oculare e scolo nasale abbondante, sintomi che spesso si manifestano in caso di allergia o alcuni casi di raffreddore.

Chi parlò per primo di similitudine?

La risposta a questa domanda è: Ippocrate. Ebbene sì, Ippocrate già nel III secolo a.C affronta questo tema che ancora oggi fa tanto discutere.

Ippocrate pone la Natura al centro della nuova scienza medica dell’epoca e la propone come evoluzione della medicina che, fino ad allora, era estremamente legata alla religione e alla filosofia.

Busto di Ippocrate. Fonte : Wikimedia Commons

Quando si ripercorre il percorso scientifico della nascita dell’Omeopatia è fondamentale avere presente il contesto storico dell’epoca in cui si sono svolti i fatti per capire l’entità del cambio di approccio.

Ippocrate fonda la nuova medicina su due principi fondamentali :

  • La legge dei contrari
  • La legge dei simili

Per Ippocrate, la prima legge entra in gioco quando si conosce la causa della malattia, alcuni esempi per noi possono essere: “usare gli antibiotici quando la malattia è di origine batterica, usare gli antiinfiammatori quando è in atto un processo infiammatorio” e così via. Quando invece, non si conosce la causa della malattia, ritiene importante studiare le reazioni individuali della persona applicando la legge dei simili.

Ecco che già con Ippocrate emergono due concetti fondamentali dell’Omeopatia, ovviamente non ancora legati ad essa, che sono: la legge dei simili e le reazioni individuali della persona malata.

Il precursore dell’Omeopatia

Siamo tra la fine del 1400 e la prima metà del 1500 e Teofrasto Bombast von Hohenheim, o meglio conosciuto come Paracelso, manifesta la sua disapprovazione nei confronti dei metodi medici utilizzati dai suoi colleghi, accusandoli di non rispettare la Natura. Introduce pertanto una nuova tipologia di Alchimia basata sulle piante: le studia, le osserva a fondo e compara anche la forma e il colore dei frutti, delle foglie, delle radici con la forma e il colore degli organi del corpo umano. In questo modo elabora un attento abbinamento tra organo e pianta corrispondente.

Paracelso plaque – Palazzo Paradiso – Università di Ferrara – Biblioteca comunale Ariostea
fonte: Wikimedia Commons

Noto a tutti i farmacisti per la sua storica frase “è la dose che fa il veleno” , è considerato anche il precursore dell’Omeopatia proprio per la sua attività di alchimista che attraverso la diluizione e la dinamizzazione distilla la quintessenza delle sostanze vegetali da lui adoperate.

Per oggi il viaggio nel vasto mondo dell’omeopatia si conclude. Se siete curiosi di sapere come continua questa storia e quali altri personaggi del passato sono coinvolti non perdetevi assolutamente l’articolo seguente!

Dott.ssa Cristina Scaglianti -Farmacista specializzata in Omeopatia

Contatti: Su Linkedin e Instagram mi trovi come Cristina Scaglianti, seguimi anche su www.farmacistaomeopata.it e www.instagram.com/farmacistaomeopata

BIBLIOGRAFIA & SITOGRAFIA

Omeopatia medicina non violenta – Bruno Brigo e Ennio Masciello

La Materia medica omeopatica clinica e associazioni bioterapiche – Max Tétau, nuova ipsa editore

https://it.wikipedia.org/wiki/Paracelso

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo. Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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