Psicologia del Benessere

L’assertività, lo stile per comunicare in modo equilibrato con se stessi e con gli altri.

La Comunicazione efficace, in ogni area delle nostre vite, sia professionale che personale, si nutre di abilità e competenze che possono essere sempre migliorate, allenate, perfezionate.
Una di queste attitudini che il padre dell’Intelligenza Emotiva, il Prof. Daniel Goleman, fa rientrare nel novero dell’articolato mosaico delle “soft skills” personali è definita assertività.

Foto Pixabay

Inquadriamo l’assertività

L’assertività è una specifica abilità comunicativa che consente alle persone di far valere il proprio punto di vista, necessità ed esigenze, sempre nel massimo rispetto dei diritti dell’altro. Non si tratta di una semplice “tecnica per comunicare” o “trasferire” un contenuto a qualcuno in un determinato contesto…  va ben oltre.
L’assertività è un vero e proprio “stile di comportamento” che, allo stesso tempo, si traduce in diverse manifestazioni concrete come: relazioni e atteggiamenti, sia sociali che individuali.

Per capire meglio di cosa stiamo parlando proviamo a immaginare una linea continua, sulla quale in un estremo punto troviamo comunicazioni e comportamenti aggressivi (e in essi non c’è e non ci può essere rispetto, ascolto e accettazione dell’altro), mentre nell’altro estremo individuiamo comunicazioni e comportamenti passivi (e qui non riusciamo a far valere i nostri bisogni). I due punti opposti, aggressività e passività, conducono entrambi alla creazione di relazioni insoddisfacenti e poco efficaci, spesso conflittuali, con conseguenze negative anche per l’equilibrio psico-fisico dei soggetti coinvolti.
L’obiettivo dell’
assertività è quello di stimolare la creazione di relazioni positive, non violente e rispettose, prima verso se stessi e poi verso i nostri interlocutori.

Che cos’è l’assertività?

L’assertività è una competenza personale che, come molte altre abilità “soft” è solo in parte innata e può essere appresa o perfezionata, e che risulta determinante nel modo che abbiamo di costruire relazioni.
Chi utilizza uno stile di comunicazione assertivo infatti riesce ad esprimere e comunicare i propri vissuti interiori, quali pensieri, bisogni, sentimenti, opinioni, stati emotivi, senza sovrastare o dominare l’altro, senza aggredire, offendere o forzare l’interlocutore ad esprimere approvazione per il nostro punto di vista. L’assertività non solo migliora notevolmente la capacità di comunicare in modo efficace, creando meno conflitti relazionali con le persone, ma ha importanti risvolti per il benessere personale.

Cosa vuol dire “assertività”

Il termine assertività deriva dal latino “ad serere”, e significa asserire, dichiarare, trarre a sé, affermare se stessi. Indica quindi un comportamento dichiarativo e di affermazione del sé. Da qui è nato un errore interpretativo molto importante che vede l’assertività quasi come una capacità di “manipolare” gli altri al proprio volere attraverso una forma di comunicazione persuasiva, a volte violenta o impositiva.

Purtroppo non è affatto così! Nulla di tutto questo. Il significato di assertività parte dall’affermazione sana del sé e, allo stesso tempo, contiene ed esprime il più profondo e inalienabile rispetto dell’altro.

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Un perfetto equilibrio tra aggressività e passività

Proviamo a immaginare una livella a bolla, quello strumento di lavoro che ad esempio i muratori utilizzano tanto… Bene! L’assertività è come un punto ideale di equilibrio, il centro con la bolla in perfetto equilibrio, la posizione mediana tra due estremi:

  • Da una parte il comportamento passivo, ovvero, tutte quelle situazioni in cui non riusciamo a manifestare i nostri bisogni, a causa di vissuti interni frutto di relazioni disfunzionali con gli altri, oppure a causa di modelli educativi centrati sulla prevaricazione, ma anche per paure e timori del giudizio e della valutazione sociale. Questi fattori potrebbero creare dei “blocchi” oppure  “renderci esitanti” e poco efficaci nel confronto con gli altri. La passività si esprime a livello relazionale con delle modalità ben precise: ad esempio non riusciamo mai a dire di NO, il tono della nostra voce è prevalentemente basso, così come le nostre posture/gestualità esprimono chiusura.
  • All’estremo opposto ritroviamo il comportamento aggressivo, caratterizzato da atteggiamenti e manifestazioni verbali e non-verbali centrate sulla prevaricazione e sul mancati rispetto dell’interlocutore; atteggiamenti utilizzati al fine di imporre in modo egoistico i propri bisogni e necessità. Chi si pone in modalità aggressiva usa, molto spesso, anche delle strategie comunicative basate sul proprio Ego, ad esempio parlando a voce alta, non rispettando i tempi di eloquio degli altri, utilizzando posture e gesti che denotano predominanza anche dello spazio. Insomma l’aggressività si esprime molto con la nostra Comunicazione.

L’assertività si pone a metà tra questi due estremi, è il centro della bolla della quale abbiamo fatto l’esempio poco sopra, e si manifesta come giusta valutazione sia dei propri bisogni e stati d’animo, sia di quelli altrui. Per essere assertivi c’è bisogno di consapevolezza e di abilità, anche in ambito “Comunicativo”, per scegliere le modalità giuste per esprimerci, in modo da comunicare con efficacia e fare delle richieste che siano equilibrate e non-violente, solo così eviteremo di generare esperienze negative, vissute dai nostri interlocutori come relazioni violente, poco costruttive e, per le quali, molto spesso avremo delle risposte assolutamente negative.
Ricordiamo sempre che l’assertività è anche cura delle “modalità” di una comunicazione. Esprimere nel modo giusto un contenuto, seppur ad alta criticità, mi permette quasi sempre di far arrivare il contenuto del messaggio nel modo più efficace e opportuno. Gli altri non alzeranno muri, anzi costruiranno ponti.

Assertività come stile di vita che favorisce il benessere

Il primo a parlare (e a mettere in evidenza) il ruolo decisivo dell’assertività nel benessere psicologico e nella qualità delle relazioni interpersonali è stato lo psichiatra sudafricano Joseph Wolpe (1915-1997),  figura di spicco della terapia comportamentale. Egli ha elaborato per primo il termine assertiveness (assertività in inglese) per descrivere quella capacità di saper esprimere apertamente, senza esitazioni, le proprie opinioni e i sentimenti, senza dimenticare il valore del rispetto.

La comunicazione assertiva è quindi un modo di comunicare che si manifesta come “attivo e propositivo” verso l’altro e non in contrapposizione. Condizione essenziale, però, è una  buona fiducia nei confronti di se stessi; cioè per avere una modalità relazionale assertiva è necessario un buon livello di autostima. E’ fondamentale credere in se stessi e nelle proprie potenzialità. Questo significa che dobbiamo essere consapevoli in modo equilibrato dei nostri pregi, così come dobbiamo riconoscere i nostri punti di debolezza.

L’assertività è un tipo di comunicazione che intercetta pienamente i propri diritti e bisogni e, contemporaneamente, riconosce quelli altrui, “elevandosi” così da semplice modello relazionale a un “modello comportamentale con valenza sociale”.

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Massima espressione del rispetto

Secondo gli studi del Prof. Wolpe l’assertività è una delle forme più alte di riconoscimento degli inalienabili diritti dei nostri interlocutori, come soggetti della Comunicazione e come esseri umani; ovviamente questo vale anche per noi in prima persona. Proviamo a elencare i più importanti di questi diritti:

  • Il diritto ad essere trattato sempre con rispetto e con dignità a prescindere dalla propria posizione sociale o ruolo all’interno di gruppi e organizzazioni, sociali e professionali;
  • Il diritto di dire di NO;
  • Il diritto ad esprimere i propri sentimenti, le proprie emozioni e il proprio punto di vista;
  • Il diritto di riconoscere il proprio vissuto come importante allo stesso modo rispetto a quello degli altri;
  • Il diritto di chiedere ciò che si desidera o ciò di cui si sente il bisogno.
  • Il diritto di commettere errori e di sbagliare;
  • Il diritto  di poter cambiare idea;
  • Il diritto di scegliere se dare oppure no spiegazioni dei propri comportamenti;
  • Il diritto di non essere influenzati dal giudizio altrui;

Solo se riconosciamo questi diritti e li riconosciamo agli altri nostri interlocutori, abbiamo la possibilità di assumere posizioni e comportamenti autenticamente assertivi.

L’assertività è un’ abilità che ci rende più efficaci come “comunicatori” ma, più in generale, ci permette di essere percepiti più autentici come esseri umani. E questo, infine, ciò che può fare la vera differenza.

Dottor. Giuseppe Sferrazzo – Formatore e docente nell’ambito della Comunicazione efficace

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo. Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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