Medicina integrata e Fitoterapia

Erba medica: padre di tutti gli alimenti.

L’aggettivo “medica” non può trarci in inganno; anche se il suo nome deriva alle regioni d’oriente, in particolare dalla Persia, l’erba medica viene impiegata nella medicina non convenzionale grazie alla presenza di particolari componenti chimici che generano di riflesso benefici per la salute di chi ne fa uso.

Ricordate il cartone animato “Heidi”?

Ad un certo punto della storia, la bambina, decide di raccogliere dell’erba medica per nutrire le sue caprette. Heidi sa che, alimentandole così, può arricchire il loro latte con ulteriori sostanze nutritive. In questo modo potrà rendere la sua colazione e quella della sua amica Clara decisamente più sostanziosa e saporita e, infine, potrà ottenere più latte per i formaggi del caro nonno. La paralisi di Clara verrà così superata; grazie al buon latte e all’aria di montagna.

Certo, far fede solo ad un cartone animato sarebbe assurdo, ma tutto è scientificamente provato!

Cos’è l’erba medica?

L’uso dell’erba medica risale a molti secoli fa, addirittura millenni. Pianta dalle origini Persiane, fu introdotta prima in Grecia e poi in Europa, naturalizzandosi alla fine anche in Italia. Cadde in disuso nel Medioevo, ma ricomparse nuovamente in Spagna grazie agli Arabi, per questa ragione, molte volte viene ricordata anche come “Erba Spagna”.

Appartenente alla famiglia delle leguminose; Il suo nome scientifico è Medicago Sativa, ma viene riconosciuta anche con il termine arabo Alfalfa che significa “padre di tutti gli alimenti”.  

Riesce a germinare e produrre massa vegetale su diversi terreni (pH ideale intorno a 7) e grazia al suo contenuto proteico e vitaminico può essere impiegata sia come foraggera per il bestiame sia come fonte di farina.

Si consiglia la semina poco prima dell’autunno in modo da far saldare bene le radici al terreno, mentre il miglior momento per falciare è quando la pianta è in fioritura. Gestisce bene la siccità ma si potrebbero verificare problemi con eventuali ristagni idrici.

L’erba medica, assieme ad altre colture foraggere, può contribuire a mitigare l’emergenza climatica, riducendo le emissioni di gas-serra e l’impatto ambientale delle produzioni orticole.

https://www.seminart.it/project/erba-medica/

Utile sia per il terreno che per il bestiame

Essendo una leguminosa compie anche azione azoto-fissatrice, dando notevoli benefici al terreno, soprattutto dopo una cultura di cereali autunno-vernini o Soalnaceae. L’azoto-fissazione è una funzione preziosa, che rende inutile l’uso di concimi chimici azotati riducendo notevolmente i rischi di contaminazione delle falde acquifere sottostanti.

Le rotazioni oltre ad aumentare la fertilità del terreno diminuisce anche i rischi di insorgenza di patologie delle piante evitando quindi trattamenti con anticrittogamici e pesticidi.

Il foraggio di medica migliora notevolmente le caratteristiche organolettiche del latte degli animali che ne consumano ed aumenta la capacità e la quantità di secrezione lattea, quindi di quantità in litri, per la presenza di fitoestrogeni. Al contrario, proprio per tale motivo, è sconsigliato il suo uso umano alle donne gravide o in allattamento.

Principi nutritivi

Grazie alle sue radici molto profonde (circa 15m), dette a fittone, questa pianta riesce a captare e assimilare minerali che altre piante non potrebbero mai raggiungere. Inoltre, si avvale di risorse idriche del sottosuolo non temendo così la siccità. L’erba medica è pertanto fonte di:

  • Saponine
  • Clorofilla
  • Fibre solubili e insolubili
  • Alcaloidi
  • Sali minerali come: Boro, Calcio, Cobalto, Ferro, Fosforo, Magnesio, Manganese, Potassio, Rame, Sodio, Silicio
  • 8 enzimi digestivi utili all’assimilazione del cibo
  • Fitoestrogeni
  • Vitamine (provitamina A, B, C, D, E, K, U)
http://www.enciclopedino.it/piante/erbamedica.html

Usi fitoterapici e nutrizionali

Solitamente, in fitoterapia, la doga impiegata è la pianta intera ad esclusione delle radici. Si adopera come:

  • Antinfiammatorio e cicatrizzante:

Queste attività sono legate alla presenza di saponine e prendono in considerazione l’uso esterno della pianta. Per un uso interno, in questo caso, la presenza di saponine non deve allarmarci, perché, affinché la saponina possa diventare pericolosa deve rimanere intatta.

Il processo di digestione rompe tranquillamente i legami molecolari fra zucchero e sapogenina e l’apparato digerente ha tutto il tempo per assimilare queste sostanze senza che causino il benché minimo effetto collaterale. In soggetti più sensibili, dosi importanti, potrebbero generare al massimo un gonfiore addominale.

  • Ipocolesterolemizzante e ipoglicemico.

Questa attività è legata alla presenza di fibra solubile. La fibra, infatti, accresce il numero di batteri utili nel colon, evitano l’assorbimento esagerato di grassi e zuccheri, prevengono malattie cardiovascolari e il diabete. È presente anche fibra insolubile, come la cellulosa, che miglio il transito intestinale, evitando problemi come stitichezza e infiammazioni dei diverticoli.

Funge anche da lassativo e diuretico naturale sempre per azione della fibra. Si suggerisce l’utilizzo di erba mendica anche a persone con scarso appetito o con problemi alimentari, in alcuni casi anche in situazioni di obesità. Assumere questa erba prima dei pasti fa sì che aumenti l’attività gastro-intestinale; al contrario dopo i pasti facilita l’assorbimento delle sostanze nutrienti più importanti.

  • Attività ormonale

Il componente chimico presente che genera questa azione è il cumestrolo, un fitoestrogeno, il cui utilizzo è consigliato a tutte le donne in menopausa che non vogliono o non possono affidarsi alle terapie ormonali classiche.

Il fitoestrogeno è una sostanza naturale simile agli estrogeni ed è in grado di diminuire: le vampate di calore, la colesterolemia e l’incidenza del tumore mammario nelle donne post-menopausa.

Nelle popolazioni orientali, dove l’uso di leguminose è giornaliero, si è riscontrato un basso livello di osteoporosi o malattie cardiovascolari, al contrario delle popolazioni occidentali, dove a prevalere sono nutrienti ad alto contenuto proteico. Stimola in maniera notevole anche la ghiandola tiroidea, inibendone il malfunzionamento.

  • Fonte proteica, di minerali e vitamine

È sicuramente la leguminosa con il più alto contenuto in proteine, superando la soia. Viene impiegato come ricostituente, nutriente e stimolante per chi ha carenza di vitamine e minerali. In particolare, è ricca di vitamina K, per mantenere ossa forti e come buon coagulante del sangue.

Vitamina C, che contrasta lo scorbuto, le emorragie ripetute e l’anemia. Per combattere l’anemia, inoltre, l’erba medica “si serve” dell’abbondante quantità di clorofilla in essa contenuta. Le vitamine B6, C ed E contribuiscono a depurare il fegato. La vitamina U limita l’insorgenza di ulcere e gastriti. La vitamina A, unita alla clorofilla, diventa un ottimo antimicrobico. I minerali presenti giocano un ruolo fondamentale per il buon funzionamento di tutti gli organismi viventi.

Le parti utilizzate in campo alimentare sono i germogli (ricchi soprattutto di vitamine e fibre) e le foglie. I germogli possono essere aggiunti alle insalate, frullati insieme ad altri ingredienti per salse, centrifugati e condimenti, uniti a formaggi o altro. Le foglie per tisane o per ricavarne un’ottima farina.

Controindicazioni

Sebbene l’erba medica sia un prodotto naturale, ciò non significa che non siano presenti effetti collaterali o non possa avere controindicazioni. Poiché questa pianta è un potente agglomerato di fibre, potrebbero rendere inefficace l’uso di antibiotici o di altri farmaci, limitandone l’assorbimento.

Anche i suoi semi, se non germogliati, risultano tossici e possono provocare squilibri a livello ematico. L’uso dell’erba medica per scopo terapeutico deve essere sempre concordato col medico curante o, comunque, è bene metterlo a conoscenza dell’utilizzo, chiarendo ogni possibile dubbio.

I pazienti con una particolare sensibilità verso uno o più componenti dell’erba medica, così come e le persone affette da gotta e da lupus eritematoso sistemico devono evitare assolutamente ogni suo derivato.

Dott.ssa Caterina Fedele – Tecnologo alimentare

BIBLIOGRAFIA

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo. Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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