Alimentazione e Sport

Differenze tra gli alimenti per diete ipocaloriche e gli integratori per perdere peso.

Cercare di mantenere o, in diversi casi, raggiungere il proprio peso ideale è una prerogativa di molte persone. Alcuni amano perdersi cura del proprio corpo e rimanere costantemente in forma, altri invece, lo fanno per motivi strettamente di salute. Infatti, per chi soffre di patologie a carico del sistema muscolo scheletrico, dell’apparato cardiovascolare e metabolico, viene “consigliato” di perdere un po’ di peso e raggiungere il proprio “normopeso” dettato dai personali parametri dell’IBM. Non è facile. Il ritmo degli impegni quotidiani, o semplicemente, abitudini alimentari disordinate e qualche apericena di troppo, non permettono di svolgere attività sportive e mangiare correttamente. Quando la prova costume si avvicina, come ultima spiaggia, si ricorre a tutti quegli alimenti per diete ipocaloriche ed agli integratori per perdere peso. Sono tantissimi, rappresentano un vasto campo di interesse nutrizionistico-alimentare, salutistico oltre che economico. Scopriamoli insieme!

Da: ragusanews.com

Gli alimenti destinati a diete ipocaloriche per la riduzione del peso:

Sono i cosiddetti sostitutivi di un pasto o dell’intera razione giornaliera. Regolamentati dal Decreto del 7/10/98 n. 519 (GU 94/95), sono alimenti che devono possedere una composizione particolare per poter sostituire interamente il pasto oppure in parte. Sono dei prodotti dietetici riservati al controllo del peso corporeo e alla riduzione dello stesso. È importante che non vengano confusi con gli integratori alimentari. Soprattutto, è fondamentale comprendere che non è possibile “oggettivamente” definire dei tempi standard per la perdita del peso, né alla quantità così come alla riduzione dello stimolo della fame e del senso di sazietà.

L’etichetta è fondamentale per evitare problemi di vario genere, pertanto deve rispettare delle specifiche, ovvero:

  1. Il valore energetico in kcal e kJ,
  2. La quantità di proteine, carboidrati, grassi presenti
  3. La quantità media delle vitamine e proteine contenute
  4. L’apporto di polioli quotidiano non superiore ai 20 g (perché può avere effetto lassativo)
  5. Istruzioni per la corretta preparazione
  6. Se sostituisce uno o più pasti
  7. Utile solo se associato ad una dieta ipocalorica corretta, quindi che integra tutte le sostanze assenti
  8. Se sostituisce tutto il pasto deve indicare che fornisce tutti gli elementi nutrizionali essenziali e che non può essere usato di conseguenza oltre 3 settimane e con il controllo del medico
  9. La menzione di mantenere il giusto apporto di liquidi giornalieri

Sicuramente è un ambito molto complesso e, spesso, ritroviamo questi prodotti presenti tra gli scaffali del supermercato oltre che in farmacia e soprattutto nei negozi on line. Difficile la scelta senza un consiglio medico relativo alla nostra problematica. Difficile non essere adescati dalla pubblicità o da un taglio prezzo. Difficile non cedere al proprio desiderio di dimagrire il più velocemente possibile senza pensare alle conseguenze.

Che caratteristiche devono avere per non provocare danni al nostro organismo?

L’allegato I del Decreto 519/98 è molto chiaro su questo:

  • L’energia fornita per l’intera razione giornaliera deve essere inclusa tra 800-1200 kcal
  • L’energia fornita da un sostitutivo di un solo pasto tra 200-400 kcal
  • La quantità di proteine giornaliere non deve andare oltre i 125 g per un apporto di energia tra il 25%-50% del totale
  • Le fibre presenti tra 10-30 g
  • L’acido linoleico non meno di 4,5 g (per quelli che sostituisco la razione giornaliera) e 1 g (se un solo pasto)
  • L’indice chimico della proteina non può essere mai inferiore all’80% (in riferimento FAO/OMS proteico)
  • I grassi non devo fornire oltre il 30 % dell’energia totale
  • Il quantitativo di vitamine e minerali deve essere quello raccomandato dalle linee guide ministeriali

Gli integratori alimentari per perdere peso:

Spesso confusi e paragonati ai prodotti dietetici, gli integratori sono ritenuti dei veri e propri alimenti regolati da una normativa sia nazionale che europea. Rientrano all’interno del DL 111/92 e sono definiti come tutti quei prodotti alimentari che possono completare una normale dieta e costituiscono una risorsa concentrata di sostanze nutritive e altre sostanze con caratteristiche nutritive ed anche fisiologiche. Gli integratori alimentari non hanno proprietà terapeutica e non è possibile (dal punto di vista legislativo) attribuire tali proprietà. Non è nemmeno possibile conferire agli stessi la capacità di prevenzione o cura di determinate patologie dell’uomo. Altro luogo comune da sfatare è che non sostituiscono una corretta alimentazione, poiché una dieta equilibrata e varia di per sé è in grado di soddisfare le richieste nutritive generali del nostro organismo. Di conseguenza non bisogna assumere sostanze che probabilmente non porteranno alcun beneficio. Un’assunzione eccessiva potrebbe dar luogo a reazioni averse, infatti, è molto importante rispettare i valori di riferimento per qualunque vitamina o sale minerale o altra sostanza, cioè i LARN o RDA.

Tenendo da parte vitamine e sali minerali, notevole sviluppo e commercializzazione negli ultimi anni stanno avendo gli integratori per perdere peso. È un campo molto complesso e delicato; rispecchia il sogno di molti, quello di raggiungere e recuperare la propria linea. In particolare sono regolati dalla circolare 25/07/02 n.4 (GU 215/02). Vengono suddivisi in due grandi categorie: gli inibitori enzimatici e il chitosano.

Gli inibitori enzimatici:

Per ridurre l’apporto delle calorie giornaliere ci sono gli inibitori delle α-amilasi e delle lipasi, infatti, questi se assunti in contemporanea agli amidi e ai lipidi riducono la digestione enzimatica ad opera degli stessi enzimi digestivi.

Gli inibitori delle α-amilasi sono ripartiti in tre categorie: carboidrati microbici contenti azoto, peptidi microbici e proteine ricavate da piante superiori. Un esempio è la faseolamina, contenuta nel fagiolo bianco (Phaseolus vulgaris) ma anche nel rosso e nel nero.

Gli inibitori delle lipasi si caratterizzano per la loro natura fenolica e sono estratti da piante superiori: flavani dimerici presenti nella Cassia nomane (leguminosa di origine cineese) e prodotti fenolici estratti da Alpinia galanga, una zingiberacea aromatica che si usa nella tradizione orientale per problemi infiammatori.

In generale gli inibitori enzimatici delle α-amilasi vengono associati alla niacina, il cromo, la vitamina B, oppure al cromo, vitamina C, niacina, e fibra (guar e chitosano).

Gli inibitori delle lipasi, invece, si associano alle vitamine A, E, D, bioflavonoidi da agrumi, la lecitina. Il fatto di ridurre l’attività enzimatica ne consegue una riduzione dell’assorbimento e di conseguenza dell’apporto calorico.

Il Chitosano

Polisaccaride lineare derivante dalla N-acetil-D-glucosammina è la chitina; una sostanza che va a formare i gusci dei crostacei e le corazze degli insetti conferendone forza e resistenza. Attraverso la reazione di deacetilazione si ricava il chitosano.

Da integratoriefficientiblogspot.com

Il chitosano è un polimero che riesce a formare una particolare fibra indigeribile con la peculiarità di legare i grassi. Infatti, questa capacità di legare i lipidi viene utilizzata all’interno dei prodotti per il controllo del peso ed anche del colesterolo; da sottolineare che l’azione ipocolesterolemizzante riduce i livelli delle LDL e non delle HDL. I gruppi amminici presenti nel chitosano con polarità positiva attirano i gruppi carbossilici con carica negativa dei lipidi (colesterolo, trigliceridi e biliari). Si forma così un legame elettrolitico che gli enzimi digestivi non riescono a trasformare.

Da chimica-online.it

I lipidi legati al chitosano non vengono assorbiti al livello intestinale e, di conseguenza, vengono escreti direttamente per via fecale. Tale riduzione dell’assorbimento è molto importante dal punto di vista metabolico oltre che preventivo. L’eventuale aggiunta dell’acido ascorbico (con la sua azione ossidante) e dell’acido idrossicitrico (presente nella Garcinia Cambogia) ne potenziano ulteriormente l’azione. È utile ricordare che è controindicato per le persone allergiche ai crostacei oppure in gravidanza.

Gli integratori a base di chitosano sono utilizzati in modo attivo anche per prevenire i problemi legati ai dismetabolismi e l’aterosclerosi. Nelle diete ipocaloriche, la capacità di legare a sé i grassi, ostacolandone l’accumulo, favorisce la riduzione del peso corporeo.

È fondamentale comprendere che l’uso non è idoneo (e consentito) per periodi prolungati, che bisogna associare una dieta ipocalorica e la giusta attività fisica. Indispensabile è il consiglio del medico. Ricordiamoci, inoltre che tutto ciò che è “naturale” o definito in tal modo, non sempre da garanzie di sicurezza. È bene, dunque, seguire gli esperti piuttosto che i comuni social.

Dott.ssa Orsola Procopio

BIBLIOGRAFIA

https://www.chimica-online.it/organica/chitina.htm

http://integratoriefficienti.blogspot.com/

Cabras, P. & Martelli, A., 2004. Chimica deli alimenti. Piccin-Nuova Libraria.

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo. Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza

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