Medicina integrata e Fitoterapia

Il Sistema Endocannabinoide

Le funzioni del Sistema Endocannabinoide (SEC)

Riprende il viaggio alla scoperta della Cannabis, e sulla scia della famosa serie TV animata “Siamo fatti così”, ci addentriamo nel corpo umano per capire il ruolo degli endocannabinoidi (ovvero i cannabinoidi prodotti dall’organismo), dei recettori che interagiscono con i cannabinoidi e le loro funzioni fondamentali per la vita.

Gli endocannabinoidi hanno suscitato da subito un enorme interesse scientifico. Infatti la loro diffusione in quasi tutto l’organismo, insieme ai recettori cannabinoidi, li correla con la modulazione di importanti processi fisiologici.
In linea generale i cannabinoidi endogeni sono dei neurotrasmettitori “particolari” e svolgono un ruolo inibitorio nel controllo della neurotrasmissione, mentre esercitano un’azione stimolatoria nella regolazione dell’appetito e dell’assunzione di cibo. Inoltre sono coinvolti in numerosi processi del sistema cardiovascolare, gastrointestinale e riproduttivo, e partecipano alla regolazione delle risposte immunitarie, infiammatorie e alla secrezione endocrina.

Studi scientifici hanno dimostrato il coinvolgimento del Sistema Endocannabinoide (SEC) in numerosi altri eventi della fisiopatologia umana, soprattutto nella regolazione centrale della memoria, della plasticità sinaptica, del movimento e del controllo del dolore.
Inoltre è stato osservato che regolazioni errate (dysregulation) a carico di uno o più componenti del SEC siano determinanti nella genesi di patologie neurodegenerative come il morbo di Parkinson (Little et al. 2011), la sclerosi multipla (Pryce et al. 2015), la sclerosi laterale amniotrofica, il morbo di Alzheimer (Velayudhan et al. 2014), la schizofrenia e anche nei disturbi alimentari di origine nervosa (bulimia e anoressia).

Dunque l’intervento farmacologico con fitocannabinoidi può aiutare a prevenire, ritardare e alleviare i sintomi di malattie coinvolte in questi processi neuroinfiammatori. Un esempio eclatante è l’epilessia infantile farmaco resistente, per cui è stata approvata recentemente una formulazione orale di CBD puro al 100%, (nome commerciale Epidiolex). Non solo, i dati incoraggianti ottenuti da studi condotti su uomini affetti da sclerosi multipla hanno portato all’approvazione di farmaci che possiedono una concentrazione standardizzata dei fitocannabinoidi THC e CBD (nome commerciale Sativex®), per ridurre il dolore causato dai sintomi della malattia come gli spasmi muscolari.

Rappresentazione dei fitocannabinoidi, degli endocannabinoidi e di una sinapsi cannabica (1)

La scoperta dei recettori cannabinoidi e dei ligandi endogeni

La scoperta del THC e del CBD portò i ricercatori ad ipotizzare che nell’organismo fossero presenti strutture in grado di interagire con i fitocannabinoidi. Fu così che nel 1990 fu isolato e clonato dalla corteccia cerebrale di ratto un recettore transmembrana in grado di legare il THC. Il recettore fu chiamato CB1 “recettore cannabico di tipo 1” ed è maggiormente espresso nel sistema nervoso centrale e periferico.
Poco dopo fu scoperto un secondo recettore presente nelle cellule del sistema immunitario, il CB2 “recettore cannabico di tipo 2”. L’attivazione di quest’ultimo è responsabile degli effetti immunomodulanti che i derivati della Cannabis esercitano sul sistema immunitario.

La ricerca sul sistema endocannabinoide era appena iniziata. Infatti nel 1992 fu isolato nel cervello di maiale il primo ligando endogeno in grado di interagire con entrambi i recettori cannabinoidi: fu denominato anandamide (AEA), dalla parola sanscrita che significa “stato di grazia”. Breve parentesi chimica: l’AEA è l’ammide derivata dalla condensazione fra l’acido arachidonico e l’etanolammina. (Devane et al. 1992)
In seguito, fu isolato un altro cannabinoide endogeno, appartenente alla classe dei monoacilgliceroli: il 2-arachidonilglicerolo (2-AG) (Sugiura et al. 1995). Quest’ultimo è presente a concentrazioni 100 – 200 volte più elevate di quelle dell’AEA (soprattutto di giorno), ed è capace di attivare entrambi i recettori cannabinoidi, mentre l’AEA è un agonista parziale di CB1 e CB2, ed è un agonista pieno dei recettori ionici TRPV1 appartenenti alla famiglia dei vanilloidi (a cui si lega anche la capsaicina, responsabile della piccantezza del peperoncino).

Rappresentazione schematica dei recettori CB1 (in blu) e CB2 (in verde) (2)

Sebbene strutturalmente differenti dai fitocannabinoidi, tali composti lipidici sono in grado di attivare, con diversa selettività, i recettori cannabinoidi, mimando in tal modo alcuni effetti anche psichici del THC.
L’AEA, il 2-AG e i loro analoghi sono stati chiamati “endocannabinoidi” per analogia con le endorfine, i ligandi endogeni dei recettori oppiacei. I cannabinoidi endogeni costituiscono una nuova classe di mediatori lipidici che comprende ammidi, esteri ed eteri degli acidi grassi poli-insaturi a catena lunga, tutti dotati di proprietà simili ai cannabinoidi. Un composto è definito “cannabimimetico” se è positivo al test noto come “test della tetrade” cioè l’induzione di:
– ipotermia
– analgesia
– catalessi
– ipomotilità

Oltre agli endocannabinoidi, sono presenti altri composti come la palmitoiletanolammide (PEA, disponibile in commercio come Normast e indicato per disturbi neuroinfiammatori), e l’oleammide, che pur non essendo veri e propri ligandi endogeni dei recettori, presentano un’azione endocannabinoide-simile. Infatti tali molecole intervenendo sul metabolismo degli endocannabinoidi, ne potenzierebbero l’effetto (effetto “entourage”) (Maccarrone Biochimica del sistema endocannabinoide).

Con questo breve e intenso articolo abbiamo posto le basi per continuare l’esplorazione di questo affascinante sistema endocannabinoide, scoperto recentemente e oggetto di numerosi studi da parte della comunità scientifica.
Grazie al suo enorme potenziale terapeutico in numerose patologie, che ad oggi non trovano riscontro con le terapie tradizionali, rappresenta un target fondamentale per la ricerca medica.

Dr. Giuseppe Battafarano

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo.
Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

Fonti:

Testo e immagine (1): Tesi di laurea di Giuseppe Battafarano: “Estratto oleoso di Cannabis FM2 come agente neuroprotettivo in modelli in vitro di ischemia cerebrale;

Immagine (2): https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Cb1_cb2_structure.png

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