Psicologia del Benessere

Marketing sensoriale: “benessere” per i fatturati. Come l’aromaterapia stimola la propensione agli acquisti.

In cosa consiste

Il Marketing sensoriale (o Sensory Branding) rafforza l’unicità di un Brand, la fedeltà del cliente ed associa una percezione di qualità, in quanto trattasi di un elemento essenziale per ogni marchio. La psicologia degli odori, che studia l’influenza di uno specifico odore sul comportamento di una persona, indica che l’olfatto è una sensazione fisica in grado di influenzare le nostre risposte agli stimoli e definire se quel qualcosa ci piaccia o meno. Gli odori sono sensazioni fisiche che influenzano la nostra esperienza mentale. Perfino quando non siamo addirittura a conoscenza di un determinato odore nell’ambiente, esso è in grado di guidare i nostri pensieri e giudizi in modo sorprendente, senza il nostro necessario arbitrio.

Da: olfattiva.it

È opportuno ricordare però, che nonostante sia elevata l’influenza degli odori nella nostra intimità più profonda, la fragranza diffusa deve tenere in considerazione in maniera più minuziosa possibile, tutti gli aspetti del negozio o ufficio, vale a dire: arredo, colori, luci, materiali, brand, eventuale nicchia di riferimento e/o da convogliare. Alcune linee guida:

  • il profumo deve consolidare quello che gli altri sensi vedono e percepiscono, così il messaggio sarà più forte;
  • deve essere piacevole e non troppo intenso, infatti deve essere piacevolmente percepito come una dolce brezza;
  • per garantire e mantenere una certa permanenza del cliente, la diffusione della fragranza negli spazi deve essere equilibrata e non concentrata solo in apposite aree, che rischierebbero di non essere ben osservate e trafficate.

Come e dove agisce?

Secondo Pam Scholder Ellen, docente di Marketing alla Georgia State University: “Con tutti gli altri sensi si pensa prima di rispondere, ma con l’olfatto il cervello risponde prima che si pensi”. E’ stato dimostrato che quando viviamo una situazione emotiva importante per la nostra psiche ed è presente un profumo, il nostro inconscio assocerà i due stimoli e li memorizzerà insieme. Questa associazione rimarrà indelebile nel tempo e sarà piacevolmente o spiacevolmente recuperata dalla memoria anche a distanza di anni, quando si sentirà di nuovo lo stesso profumo o una fragranza simile.

La dottoressa Thalma Lobel, insegnante alla School of Psychologycal Science, dell’Università di Tel Aviv, pone la sua attenzione sui microcondizionamenti, vale a dire sul come e perché i nostri sensi influenzano la nostra mente senza il nostro necessario controllo. Essa ha dimostrato aspetti sorprendenti in merito al funzionamento del nostro cervello, evidenziando situazioni per noi molto familiari e quotidiane, ad esempio:

  • davanti ad una tazza di caffè, siamo più propensi ad abbassare la guardia ed ascoltare;
  • stando seduti su una morbida sedia, siamo più aperti e flessibili ad accettare le richieste di chi abbiamo di fronte;
  • altra situazione, molto popolare soprattutto sui social, è il caso della foto scattata dal basso verso l’alto, la quale fa percepire ai nostri sensi che il soggetto sia più potente, autorevole e ci mette in una sorta di “soggezione” nei suoi confronti;
  • infine, l’odore della menta, ci rende più propensi ad effettuare degli acquisti.
Da: emozioniolfattive.it

Il Dottor Alan Hirsch ha condotto un interessante studio su base economica, riguardante la vendita di scarpe Nike, dimostrando come il profumo possa favorire e dirottare verso l’acquisto certo. Nel suo esperimento aveva predisposto due stanze completamente identiche con le stesse scarpe esposte, ma l’unica differenza era determinata dal fatto che veniva diffuso un profumo di fiori in solo una delle due. I risultati furono incredibili: l’84% dei partecipanti a questo esperimento, testimoniò di preferire le scarpe collocate nella stanza profumata e cosa ancora più sorprendente, le percepivano come più pregiate e questo li esortava a spendere circa 10 dollari in più.

Il frutto di studi e ricerche, constata come il nostro cervello abbia alla base delle reazioni agli stimoli del tutto automatiche. Infatti la stimolazione dei sensi lascia partire delle risposte fisiologiche non facilmente controllabili e prevedibili.

Le fragranze vincenti

Tra varie fragranze presenti sul mercato, le più efficaci risultano essere quelle alla Vaniglia o le fragranze di Talco, in quanto è stato dimostrato che queste in particolare, facciano riaffiorare nella nostra mente i ricordi dell’infanzia e soprattutto le attenzioni che ci dava la nostra mamma. Infatti, la vaniglia, è una componente che si trova nel latte materno. I neonati, sono in grado di riconoscere la loro mamma istintivamente dal profumo della pelle e dall’odore del latte. Lo Psicologo Eric Spangenbrg, nel 2007, ha dimostrato che la diffusione della fragranza di Vaniglia in un negozio di abbigliamento femminile incida sull’aumento della spesa da parte dei clienti.

Da: lussostyle.it

In Giappone ad esempio si ritiene che l’essenza di limone abbia un effetto stimolante ed è facile sentirne il profumo entrando in ufficio al mattino.

Negli uffici del Sol Levante, nelle diverse ore della giornata può capitare che vengano spruzzati profumi diversi: nel pomeriggio ad esempio, l’odore di fiori, prolunga la resistenza. Il cipresso, ad esempio, sembra particolarmente indicato per far passare la sensazione di sonnolenza dopo pranzo e viene a volte usato anche nelle sale riunioni.

Alcune aziende che adottano questa strategia di marketing

Al di là delle singole proprietà dei diversi aromi, le sensazioni olfattive sono da tempo utilizzate per esempio in pubblicità, oppure nei negozi per creare un’atmosfera che accolga il cliente e lo spinga a trattenersi il più a lungo possibile e magari anche ad acquistare. È solito trovare infatti, in molte attività commerciali, diffusioni di fragranze principalmente dai fancoil dell’aria condizionata, aventi lo scopo di rendere quel punto vendita o quel brand riconoscibile, andando a creare involontariamente, nel visitatore una sorta di ricordo sensoriale di quel luogo. La fragranza diffusa in alcuni negozi infatti (fenomeno sempre più ricorrente), spesso coincide con un profumo che loro in realtà vendono. Non molto distante è il risultato ottenibile per mezzo di un diffusore olfattivo (di facile posizionamento grazie alle sue piccole dimensioni) localizzato nel pv.

Da: aromadesign.it

L’attenzione delle aziende al marketing sensoriale è sempre più in crescita, per citarne alcuni esempi:

  • SAMSUNG, NEW YORK: i consumatori si rilassano come se fossero in vacanza su un’isola, grazie alla diffusione all’interno del negozio della fragranza al melone. Creando una condizione di relax, aumenta di conseguenza la disponibilità all’acquisto dei clienti;
  • BRITISH AIRWAYS: diffonde una fragranza di erba, così da indurre la percezione che gli spazi siano più ampi ed addirittura meno affollati. I viaggiatori avranno l’illusione di trovarsi all’aperto in mezzo ad un prato e non in un posto chiuso;
  • NESCAFE: progetta le sue confezioni facendo particolarmente attenzione al coinvolgimento dell’olfatto quando vengono aperte. Infatti all’apertura della confezione, viene sprigionata una forte essenza di caffè;
  • SARTORIE: importanti sartorie diffondono all’interno del negozio il profumo del cotone. Gli abiti vengono percepiti come più preziosi ed il negozio più curato;
  • SUPERMERCATI: alcune catene hanno iniziato a diffondere il profumo del pane o dei biscotti appena sfornati. Sono fragranze che oltre a dare sensazioni di comfort e piacere, stimolano il senso dell’appetito. Così facendo, il nostro orientamento viene talmente influenzato al punto da farci acquistare anche cose che magari non erano incluse nella lista della spesa.

Alla luce di studi, ricerche, dimostrazioni e testimonianze, siamo ancora così pienamente convinti, di essere noi a comandare la nostra mente o nella maggior parte dei casi, è lei a comandare noi?! Da quanto suddetto, si evince come il nostro cervello abbia alla base delle reazioni agli stimoli del tutto automatiche. Infatti la stimolazione dei sensi crea l’avvio di risposte fisiologiche non facilmente controllabili e prevedibili. Le aziende hanno quindi capito che tutto ha senso e tutto è necessario, per creare nei negozi ed uffici, un ambiente che possa far sentire clienti ed operatori a proprio agio, così da creare un legame indelebile nella propria mente e memoria sulla percezione del luogo e/o del brand.

Dottor Francesco Angotti – District Manager nel settore Fashion Retail

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo. Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

1 pensiero su “Marketing sensoriale: “benessere” per i fatturati. Come l’aromaterapia stimola la propensione agli acquisti.”

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