Medicina integrata e Fitoterapia

La polmonaria: la pianta con le macchie

Buongiorno a tutti, oggi parliamo di una pianta alquanto insolita e probabilmente sconosciuta ai più, ovvero la Polmonaria officinalis.

Si tratta di una pianta erbacea perenne, con un’altezza che si aggira tra i 15 e i 30 cm.

La si può scorgere nelle zone umide, preferenzialmente all’ombra, fino ai 1500 m in montagna. Fiorisce in primavera, mostrando piccoli fiorellini con un colore che varia dal rosa-rossastro fino all’azzurro-violaceo, per poi passare al bianco al termine della fioritura. Di questa pianta si utilizzano le foglie e le sommità fiorite.

Nelle mie pagine social ho più volte parlato della Teoria delle Segnature, concetto molto importante nella conoscenza antica sulle piante. Vi parlo di questo perché le macchie sulle foglie ricordano quelle di un polmone affetto dalla tubercolosi (TBC), infatti la prima parte del nome deriva dal latino “Pulmo, pulmonis”, che significa appunto polmone.

Nella medicina popolare di molti paesi viene/veniva usata come rimedio contro varie malattie respiratorie tra cui asma, bronchite cronica, tubercolosi e tosse. Ha anche proprietà antitussive, diaforetiche (aumenta la secrezione del sudore da parte della pelle) ed espettoranti.

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Foto da Pixabay

Altre fonti non medicinali indicano che le infusioni o i decotti di P. officinalis sono utilizzati come astringenti, anticoagulanti, antimicrobici, e antinfiammatori.

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Foto da Pixabay

Se applicata esternamente può dare grandi benefici nei trattamenti di ustioni, ferite, tagli ed eczemi.

Viene utilizzata, in combinazione con la Tussilago farfara, chiamata anche tussilagine comune, per la pertosse e la tosse cronica.

Per gli amanti della cucina, le foglie vengono utilizzate nelle minestre; il succo fresco ha proprietà dietetiche per il suo contenuto di vitamina A e C. Questa pianta infatti, come la Rosa canina, è una fonte di vitamina A e C, dove la prima è utile per rinforzare il sistema immunitario, e anche per combattere l’acne, gli eczemi e la psoriasi, mentre la seconda, oltre che benefica sempre per il sistema immunitario, è un’antiossidante e protettore dei neurotrasmettitori.

Simone Ambrogio

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo.
Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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