Alimentazione e Sport

Acidosi metabolica, come contrastare una patologia emergente

L’equilibrio del pH sia nel sangue che nei tessuti è uno dei meccanismi più importanti nella biochimica di tutto l’organismo umano infatti il pH controlla la velocità delle reazioni all’interno del corpo umano.
Una diminuzione del pH del sangue (7.38<pH<7.42) e/o della matrice extracellulare può causare gravi danni, sofferenza e perfino patologie gravi.

Ciò vale a dire che il corpo è in salute fino a quando il pH e la sua regolazione rimangono nei range ottimali grazie alla presenza di minerali alcalinizzanti, vitamine e, antiossidanti che contribuiscono a tamponare lo scompenso e ad eliminare gli acidi prodotti dal fisiologico metabolismo cellulare ma l’organismo umano in salute è in grado di rimanere in questa situazione grazie ad una serie di reazioni biochimiche continue che portano ad un riadattamento incessante.

L’acidosi metabolica è proprio una delle patologie del millennio causata dall’impossibilità di rientrare appunto in questo range ottimale.

Purtroppo la diagnosi non è sempre così facile.

Infatti quando i sistemi tampone che l’organismo possiede vengono in qualche modo compromessi si possono manifestare una serie di sintomi anche molto diversi tra di loro e difficilmente riconducibili ad una vera e propria patologia; questo è dovuto al fatto che le scorie acide continuano a svilupparsi ed accumularsi all’interno degli organi, apparati e tessuti portando ad un pH acido costante e quindi ad una acidosi cronica.


Decisamente importante è ribadire il concetto che affinché l’equilibrio vitale delle cellule rimanga costante il nucleo deve avere una reazione acida e il citoplasma un ambiente basico: questa differenza è fondamentale perché grazie a ciò viene avviene lo scambio dei nutrienti e delle informazioni tra nucleo e citoplasma.
In condizioni di acidosi metabolica l’ambiente in cui la cellula vive diventa troppo acido e tutta questo eccesso di ioni H⁺ penetra all’interno della cellula andando a modificare il citoplasma che non riuscirà più a scambiare informazioni e porterà inevitabilmente il tessuto a shiftare in uno stato di infiammazione e patologia.

Questo momento di blocco è facilmente rilevabile con la misurazione del pH urinario i cui valori rimangono bassi, quindi acidi, durante tutta la giornata. Tutto ciò avviene quando i sistemi di difesa dell’organismo volti a mantenere la sua omeostasi sono carichi e non riescono più ad entrare in gioco nel momento giusto; tra i vari sistemi regolatori dell’equilibrio acido – base ritroviamo polmoni, reni e fegato e attraverso i sistemi tampone l’organismo riesce a bypassare la problematica.

Il sistema tampone più importante dell’organismo è quello costituito dal acido carbonico e bicarbonato di sodio ed è a livello plasmatico.

A questo punto entrano in gioco due importanti organi come reni e polmoni; i reni si occupano di un intervento lento dove si ha il riassorbimento dei bicarbonati e l’ escrezione degli ioni H⁺ mentre i polmoni intervengono decisamente più rapidamente e si occupano della liberazione degli ioni H⁺ in eccesso e della CO₂ in forma gassosa.


Un altro sistema tampone del plasma è costituito dalle proteine del siero che al pH fisiologico di 7,4 si comportano come acidi deboli e possono neutralizzare le basi.

È bene ricordare che l’equilibrio acido-base tessutale è legato al ritmo circadiano ovvero all’ alternarsi della luce e del buio.
Dalle 3 a.m. alle 3 p.m. il nostro corpo si trova fisiologicamente in una situazione di acidosi: infatti durante queste ore il corpo si alimenta, si muove, produce. La quantità di acidi che si origina dall’attività fisica e dal catabolismo energetico è sostenuta dalla secrezione dei glucocorticoidi: la matrice accumula così gli acidi. In questo momento della giornata la matrice si trova in uno stato di sol (soluzione) che è uno stato che corrisponde sì all’infiammazione per eccesso di ioni H⁺, ma anche allo scambio continuo e veloce di molecole e di informazioni tipiche del diurno volto a regolare le reazioni biochimiche fondamentali.
Dalle 3:00 p.m. fino alle 3:00 a.m. della giornata successiva le nostre cellule entrano in uno stato di gel ( gelatinoso, quindi più denso) che corrisponde alla ricostruzione ovvero l’accumulo dei radicali acidi. Durante la giornata favorisce la gelificazione della matrice extracellulare, mentre il rialzo serale e notturno della temperatura corporea determina la successiva fase di solubilizzazione e di smaltimento degli ioni H⁺. Lo stato di gel corrisponde ad una matrice molto densa dove gli scambi avvengono lentamente ma questo è il momento in cui il corpo deve iniziare a riposare per riprendere le forze e per eliminare gli ioni H⁺ e le scorie accumulatesi durante la giornata.

Se le cellule non alternano questi momenti di sol e gel rimangono perennemente in uno stato di acidosi che porta ad una infiammazione cronica latente.

Quali sono i sintomi dell’acidosi metabolica?


Si evidenziano problematiche a carico del sistema nervoso centrale come mal di testa, sonnolenza, confusione e possiamo arrivare fino a perdita di coscienza e coma nei casi più gravi.
Inoltre si possono riscontrare delle problematiche respiratorie come mancanza di respiro, il classico “fiato corto” e tosse; alterazioni a livello cardiaco come aritmia oppure aumento della frequenza cardiaca; patologie a carico del sistema gastrointestinale quali nausea, vomito, diarrea e dispepsia. Altre problematiche possono interessare i muscoli dando spasmi e debolezza.
Questi sintomi pur essendo molto vaghi possono, protratti per lungo tempo, portarci a pensare ad una diagnosi di acidosi metabolica.

Fonte https://www.viafarmaciaonline.it/blog/post/l-acidosi-e-l-equilibrio-acido-base/



Un’ altra patologia a lungo termine indotta dall’acidosi metabolica è l’osteoporosi: c’è una correlazione lineare tra eliminazione di calcio e acidosi ossia, maggiore è l’acidosi superiore sarà la perdita di calcio dalle ossa e di conseguenza si verificherà uno scenario predisponente l’osteopenia e nella peggiore delle ipotesi evolvente verso l’osteoporosi.
Infatti quando l’organismo accumula scorie acide in eccesso che non riesce a eliminare con i propri sistemi tampone fisiologici, l’osso interviene rilasciando bicarbonati quindi l’emergenza acidosi viene risolta ma sicuramente il prezzo da pagare è molto alto e ciò porta ad un indebolimento del tessuto osseo.


Quali sono le strategie che possiamo mettere in atto per frenare l’acidosi metabolica?


In primis possiamo fare una correzione della dieta prediligendo un’alimentazione alcalinizzante.


In termini pratici dobbiamo incrementare il consumo di alimenti alcalinizzanti quali: nutrienti ricchi di sali minerali antiossidanti, fitoestrogeni e fibre come frutta e verdura, semi di lino, soia, cereali integrali, legumi, noci e alghe. Dobbiamo di contro ridurre l’assunzione di alimenti acidificanti che contengono elevate quantità di proteine e di zuccheri, quindi limitare l’uso di carne, formaggi, salumi, caffè, bibite e dolci considerando anche un corretto apporto di acqua che deve arrivare a sfiorare i 2 litri fuori pasto.


E’ fondamentale evitare nicotina, alcol ed una vita sedentaria ricordando che lo stress va a braccetto con l’acidosi metabolica perché l’aumento di cortisolo tipico delle situazioni stressogene porta ad un aumento di ioni H⁺ circolanti e alla distruzione delle riserve di Magnesio, uno dei minerali più utilizzati dall’organismo per compensare lo stress; di contro anche lo sport eccessivo, in un organismo non allenato risulta essere controproducente.


Può essere utile utilizzare degli integratori che contengono bicarbonato di potassio, bicarbonato di sodio, calcio carbonato, magnesio idrossido, sodio citrato e zinco gluconato che siano in grado quindi di alcalinizzare l’ambiente circostante e riportarlo velocemente verso la fisiologia.

Un’altra importante integrazione che può essere fatta è quella che prevede l’utilizzo di sostanze antiossidanti quali Resveratrolo, N-acetil-cisteina, Glutatione, Vitamina C, Vitamina E, Zinco, Selenio e Rame.

È sicuramente fondamentale concludere che il corretto stile di vita con una dieta varia, sport regolare e l’evitare, per quanto possibile, le situazioni stressogene e i farmaci non necessari, rimanga il miglior alleato per la meravigliosa “macchina” che si chiama “corpo umano”.

Dottoressa Elena Ferrero – farmacista e operatrice olistica

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo.
Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza
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