Medicina e salute

Human Papilloma Virus (HPV): che cos’è, prevenzione e vaccino

I virus del papilloma umano, comunemente noti con l’acronimo HPV (ovvero Human Papilloma Virus), sono una grande famiglia di virus appartenenti alla famiglia Papillomaviridae che si trasmettono prevalentemente per via sessuale. Si conoscono, infatti, 120 sottotipi di HPV e circa il 75% della popolazione entra in contatto con uno o più HPV nel corso della vita e, proprio per questo, è importante conoscere questi virus e prevenirli.

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Che cos’è l’HPV?

Gli HPV sono piccoli virus a DNA circolare. Questo genoma codifica per sei geni precoci e due geni tardivi. A monte dei geni precoci c’è una regione regolatrice contenente l’origine della replicazione, alcune sequenze regolanti la trascrizione e una sequenza N-terminale comune a tutte le proteine precoci. Le proteine precoci servono a modificare il metabolismo della cellula infettata sfruttando la differenziazione cellulare per regolare la propria replicazione, mentre le tardive sono le proteine strutturali, che associandosi tra loro formano la struttura icosaedrica del capside virale. 

Il Papillomavirus Umano si replica all’interno dell’epitelio squamoso stratificato: penetra nell’epitelio attraverso microabrasioni e raggiunge, infettandole, le cellule dello strato basale. L’infezione da HPV può trasformare una normale cellula dell’epitelio cervicale in una cellula tumorale. Il passaggio chiave in questo processo è l’integrazione del DNA virale nel genoma della cellula ospite. Il genoma dell’HPV è circolare: per essere integrato nel DNA della cellula ospite si rompe in corrispondenza del gene E2, che viene danneggiato in modo permanente. In assenza della proteina E2, la produzione di E6 ed E7 aumenta in modo notevole: elevati livelli di queste proteine determinano un elevato tasso di divisione cellulare nell’epitelio cervicale e aumentano le probabilità che si sviluppi il cancro. Inoltre, le infezioni da HPV interrompono l’espressione e la segnalazione delle citochine con le oncoproteine ​​E6 ed E7 che prendono di mira in particolare la via IFN (interferone) di tipo I. 

Non tutti gli HPV sono in grado di provocare la formazione di tumore e per questo sono suddivisi in base ai siti del DNA a cui sono affini, e quindi alle modificazioni che provocano, in: 

  • a basso rischio”, che danno luogo a manifestazioni cliniche, come i condilomi genitali, le verruche, la papillomatosi laringea, ecc. Le varianti HPV 6 e HPV 11 sono due delle più note tipologie a basso rischio.
  • ad alto rischio”, che danno luogo a manifestazioni subcliniche e sono implicati nella carcinogenesi dei tumori del collo dell’utero e di altre mucose. HPV 16 e HPV 18 rappresentano i più comuni ceppi ad alto rischio, causando circa il 70% dei tumori della cervice uterina e la maggior parte degli altri tumori legati all’infezione.

Nella maggior parte dei casi il sistema immunitario è in grado di riconoscere il “nemico” e di eliminare l’infezione nel giro di circa un paio d’anni, senza avere né sintomi né conseguenze. Bisogna ricordare che ciò vale anche per i sierotipi ad alto rischio, i quali, pur essendo legati allo sviluppo tumorale, non necessariamente daranno origine al cancro.

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Diffusione dell’HPV: un problema non solo per le donne

Gli HPV si contraggono tramite contatto diretto (sessuale, orale e cutaneo). Sono presenti in liquidi biologici quali saliva, sperma o sangue e quindi il rischio di contrarre una infezione aumenta con il numero dei partner sessuali, ed è massimo tra i giovani adulti (20-35 anni). L’uso del profilattico è fortemente raccomandato ma non pare avere azione protettiva completa in quanto l’infezione è spesso diffusa anche alla cute della vulva e del perineo.

 Per la maggior parte dei casi l’infezione da HPV è asintomatica e si risolve da sola nel giro di qualche anno. Tuttavia, in alcuni casi, si possono manifestare: condilomi acuminati, escrescenze della pelle di tipo verrucoso che colpiscono di preferenza le zone genitali, sia nell’uomo (glande, prepuzio, pene, scroto) che nella donna (perineo, vulva, vagina, cervice uterina); papillomatosi respiratoria, malattia respiratoria rara caratterizzata dallo sviluppo di papillomi esofitici che interessano la mucosa del tratto aero-digestivo superiore (in particolare la laringe); lesioni genitali, che possono provocare forme proliferative maligne, come il cancro alla cervice uterina o il cancro del pene, dell’ano, della vulva, tumori della testa e del collo, tumori del cavo oro-faringeo. 

Complessivamente l’elevata prevalenza e la breve durata della maggior parte delle infezioni indicano che l’infezione da HPV è un evento comune, di cui il cervicocarcinoma rappresenta un esito raro. Tuttavia, esso rappresenta il quarto tumore più frequente nel sesso femminile, con una stima di 528.000 nuovi casi all’anno e 266.000 decessi nel mondo nel 2012 (la maggior parte dei quali nei Paesi in via di sviluppo). Ogni anno, in Italia, sono circa 3.500 le donne che si ammalano di cancro del collo dell’utero. Il papilloma virus è presente praticamente nel 100 per cento dei tumori della cervice uterina, un cancro che colpisce in Italia 2.300 persone ogni anno. 

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Prevenzione e vaccino

La storia naturale dell’infezione è fortemente condizionata dall’equilibrio che si instaura fra ospite e virus. Esistono, infatti, tre possibilità di evoluzione dell’infezione da HPV: regressione, persistenza e progressione:

  • Regressione: la maggior parte delle infezioni da HPV è transitoria, perché il virus viene eliminato dal sistema immunitario prima di sviluppare un effetto patogeno. Il 60-90% delle infezioni da HPV, incluse quelle da tipi oncogeni, si risolve spontaneamente entro 1-2 anni dal contagio
  • Persistenza: è invece la condizione necessaria per l’evoluzione verso il carcinoma. In questo caso, si possono sviluppare lesioni precancerose che possono progredire fino al cancro della cervice. 
  • Progressione: rappresenta la formazione vera e propria delle cellule cancerose. In caso di infezione persistente, il tempo che intercorre tra l’infezione e l’insorgenza delle lesioni precancerose è di circa 5 anni, mentre la latenza per l’insorgenza del carcinoma cervicale può essere di decenni (20-40 anni). 

Esistono diversi cofattori che promuovono la progressione da infezione a lezione preneoplastica e sono: il fumo di sigaretta, l’uso di contraccettivi orali, l’elevato numero di partner, la presenza di altre malattie sessualmente trasmesse, come ad esempio l’HIV.

Lo strumento di prevenzione secondaria ad oggi più utilizzato è il Pap-test. Si tratta di un semplice test nel quale il canale vaginale viene divaricato con uno speculum per consentire il prelievo di alcune cellule dalla cervice con una spatolina. Il prelievo citologico va effettuato nel periodo compreso tra i 3-5 giorni che seguono il termine delle mestruazioni ed i 3-5 giorni che precedono l’inizio del flusso mestruale. Prima dell’esame vanno osservati almeno due giorni di astinenza sessuale. Quello del Pap-test è un programma di screening ormai ampiamente consolidato che in Italia include tutte le donne dai 25 ai 65 anni. È il principale strumento per salvaguardare la salute del collo dell’utero. Oggi esiste un’ulteriore possibilità di secondo screening, l’HPV test. Si tratta di un test molecolare che ricerca il DNA di HPV ad alto rischio oncogeno. 

Esiste un test diagnostico per capire se un uomo è affetto da HPV? La risposta è semplice: no, non esiste.Non è disponibile alcun esame del sangue che possa riscontrare il virus. Tuttavia, un esame che può aumentare la sensibilità diagnostica è la penoscopia che consiste nell’analisi della cute dei genitali esterni ad elevati ingrandimenti. In questo modo è possibile riconoscere lesioni cutanee da HPV anche molto piccole: in queste sedi potrà essere eseguito il brush-test per la ricerca del DNA virale. Resta tuttavia da dire che una penoscopia negativa non esclude un’infezione da HPV: il virus potrebbe essere presente solo a livello dello strato basale dell’epidermide oppure comparire negli strati superficiali della cute ma solo a livello microscopico. Resta il fatto che il virus potrebbe essere silenzioso e quindi non portare nessuna conseguenza nell’uomo che tuttavia può trasmetterlo al partner sessuale, uomo o donna che sia. 

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Lo strumento di prevenzione primaria è il vaccino anti-HPV. Esiste un vaccino bivalente (Cervarix) che è in grado di immunizzare dagli HPV ad alto rischio cancerogeno (genotipi 16 e 18) e uno quadrivalente (Gardasil) che determina protezione anche dagli HPV responsabili dei condilomi genitali (HPV 11 e 6). Dal 2018 è disponibile in Italia anche il vaccino nonavalente (Gardasil-9), in grado di proteggere dai sierotipi 6, 11, 16, 18, 31, 33, 45, 52 e 58. Questo vaccino copre più ceppi di HPV e consente quindi una protezione importante in senso antitumorale anche per i soggetti di sesso maschile, in quanto include ceppi responsabili anche di tumori più rari, come quelli del pene, dell’ano e della gola. Attualmente in Italia viene proposta la vaccinazione a tutte le bambine e i bambini prima dell’inizio dell’attività sessuale (all’età di 12 e 13 anni) e a tutte le donne non vaccinate in precedenza fino all’età di 26 anni. È quindi fortunatamente ipotizzabile per il futuro un netto calo dell’incidenza delle verruche genitali e soprattutto del tumore della cervice uterina. Tuttavia, essendo più di cento i genotipi di HPV individuati, questi vaccini non potranno consentire la debellazione completa delle infezioni da HPV. Studi recenti stanno inoltre valutando un possibile ruolo terapeutico della vaccinazione anche in soggetti già contagiati dal virus. I risultati preliminari sembrano favorevoli e potrebbe essere quindi ampliata l’indicazione per la somministrazione del vaccino.

Il ruolo del farmacista nella prevenzione 

La figura del Farmacista è sempre in evoluzione: oggi è sempre più al servizio del paziente, sta acquisendo un vero e proprio ruolo di caregiver. Il paziente si rivolge al farmacista quale consulente per tutte le questioni relative alla salute e al benessere della vita quotidiana, e non solo nella malattia. La sua professionalità non si limita più a garantire la corretta cura della gestione del farmaco (dall’aderenza alle terapie alla farmacovigilanza), ma sta evolvendo verso una vera e propria figura di “educatore”. Il farmacista riveste un ruolo di primo piano nella prevenzione delle infezioni HPV-associate e delle relative complicanze attraverso l’educazione, la consulenza e l’informazione in merito ai vantaggi del vaccino anti-HPV e non solo. Organizzando campagne di prevenzione, che prevedono screening tramite Pap-test e HPV tipizzazione, si volge l’attenzione verso l’HPV che spesso viene sottovalutato sia dai giovani che dagli adulti e, soprattutto in questa pandemia in cui le persone hanno trascurato i test importanti da effettuare annualmente, la farmacia diventa un punto di riferimento come primo presidio sanitario per il cittadino.  

Evento di prevenzione di marzo 2021 organizzato presso la Farmacia La Torre (Fonte Nuova)

Dott.ssa Miriam Foglia – Farmacista

IG: @miriam.foglia 

Linkedin: https://www.linkedin.com/in/miriamfoglia/

Mail: miriamfoglia93@gmail.com

Riferimenti

Gavillon N, Vervaet H, Derniaux E, et al. [How did I contract human Papillomavirus (HPV)?]. Gynecologie, Obstetrique & Fertilite. 2010 Mar;38(3):199-204. DOI: 10.1016/j.gyobfe.2010.01.003.

G. Ronco, J. Dillner, K M. Elfström, S. Tunesi, P. J F Snijders, M. Arbyn, H. Kitchener, N. Segnan, C. Gilham, P. Giorgi-Rossi, J. Berkhof, J.Peto, C. J L M Meijer, Efficacy of HPV-based screening for prevention of invasive cervical cancer: follow-up of four European randomised controlled trials,

The Lancet, Volume 383, Issue 9916, 2014, Pages 524-532.

M.A. Stanley, M.R. Pett, N. Coleman; HPV: from infection to cancer. Biochem Soc Trans 1 December 2007; 35 (6): 1456–1460. 

https://www.airc.it/news/hpv-e-cancro-un-problema-non-solo-femminile

https://www.epicentro.iss.it/hpv

https://www.fondazioneveronesi.it/magazine/tools-della-salute/glossario-delle-malattie/papillomavirus-umano-hpv

http://medical.med.tokushima-u.ac.jp/jmi/vol49/pdf/v49_n3-4_p124.pdf

https://www.euroimmun.it/prodotti/biologia-molecolare/hpv/#

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo.
Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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