Medicina integrata e Fitoterapia

L’UTILIZZO DELLA CAPSAICINA…DALLE NOSTRE TAVOLE ALLA FARMACOTERAPIA!

La capsaicina è un composto chimico presente in piante del genere Capsicum. La capsaicina e la diidrocapsaicina sono le due molecole  responsabili della diversa gradazione di piccantezza in gran parte delle piante di peperoncino. Il numero di unità di Scoville indica l’appartenenza alla scala (SHU) (Scoville Heat Units) che indica la quantità di capsaicina equivalente contenuta. La parte più piccante del peperoncino è la placenta, un filamento chiaro che contiene le ghiandole capsaiciniche.

La molecola della Capsaicina – Da: godelicious.it

Cento grammi di peperoncino contengono:

  • Alcaloide: capsaicina
  • Oleoresina: capsicina
  • Acido malonico e citrico, calcio, ferro, magnesio, fosforo, potassio, rame, zinco, zolfo.
  • Vitamine: vitamina A, tiamina (B1), riboflavina (B2), niacina (B3), acido pantotenico (B5), acido folico, vitamina C, vitamina E, triptofano, lisina
  • Carotenoidi: capsantina.
  • Acidi grassi: palmitico, miristico e oleico
  • Flavonoidi: quercitina, esperidina, eridietrina, lecitina, pectina, sostanze azotate.

La capsaicina è una molecola piuttosto lipofila pertanto per alleviare la sensazione di bruciore orale provocato dalla piccantezza non è assolutamente consigliato bere l’acqua, in quanto essendo una molecola idrofila non fa altro che diffondere la sensazione di bruciore. Pertanto per “spegnere” la sensazione di bruciore è consigliato bere il latte o lo yogurt o mangiare un pò di pane.

Mangiando alimenti piccanti si attiva un segnale cerebrale che innesca rilascio di endorfine, gli ormoni della felicità. Ecco perché dopo aver mangiato cibi piccanti ci si sente rilassati.

Il potere della Capsaicina-Da: https://hipwallpaper.com/view/kASQ5m

La capsaicina ha un’ azione rubefacente ovvero stimola l’afflusso di sangue nella zona con cui entra in contatto. È oggi utilizzata in vari ambiti clinici e preventivi.

Secondo recenti studi, la capsaicina é risultata utile nel trattamento del dolore infiammatorio, spesso associato a patologie autoimmuni e auto infiammatorie. Potrebbe risultare utile nelle patologie infiammatorie come l’artrite reumatoide, psoriasi ed aterosclerosi. La capsaicina esplica la sua attività antinfiammatoria inibendo l’espressione delle citochine infiammatorie.

La capsaicina può esercitare un’azione analgesica. Si utilizzava già in passato come anestetico naturale. Sono stati scoperti dei recettori specifici per la capsaicina. I recettori che sono attivati da questa sostanza, dopo una prima intensa attivazione, vengono inattivati. Ne consegue una deplezione nel contenuto di un lipide, il PIP2, a livello della membrana cellulare che comporta una desensibilizzazione della terminazione nervosa nei confronti dello stimolo che l’ha inizialmente eccitata. Ne consegue che preparati contenenti capsaicina vengono utilizzati contro i dolori muscolari e reumatici con proprietà analgesiche. La capsaicina agisce su recettori noti come termo-nocicettori. Il tipo di recettore che lega la capsaicina è noto come recettore vanilloide (VR1). Tale recettore si attiva anche ad alte temperature. Questo recettore rientra nella grande famiglia dei canali ionici TRP (transient receptor potential). Il recettore vanilloide è stato poi noto come TRPV. Sono recettori localizzati a livello di neuroni di terminazioni nervose libere del nervo trigemino a livello delle papille gustative. Il recettore VR1 è un canale membranario, conseguentemente il legame recettore-capsaicina provoca l’apertura dei canali al Calcio e conseguente deflusso verso l’interno della cellula. Raggiunto un determinato valore di depolarizzazione della membrana, ne consegue la trasmissione del potenziale d’azione a livello centrale.

Meccanismo sensoriale della Capsaicina-Da: http://www.naturopataonline.org

La capsaicina ha un effetto benefico sull’apparato cardiocircolatorio. Abbassa il livello di pressione sanguigna grazie all’aumento di NO (ossido nitrico), potente vasodilatatore, e allo stesso tempo elimina parzialmente il colesterolo “cattivo”. Tale effetto benefico sull’apparato cardiocircolatorio, combinato alle proprietà antinfiammatorie della capsaicina, permette di evitare l’irrigidimento delle arterie, esercitando in tal maniera un’azione preventiva sull’apparato cardiocircolatorio.

La capsaicina è un valido antibiotico naturale. La sua azione si esplica su due apparati, su quello respiratorio e quello gastrointestinale. Per quanto concerne il primo, la capsaicina può essere utile nel combattere problemi come la sinusite e l’enfisema, o anche più semplicemente nel liberare il tratto nasale. Nel secondo caso entrano in gioco le potenti proprietà antibatteriche della capsaicina, che possono aiutare a combattere le infezioni batteriche del tratto intestinale, combattendo anche la dissenteria. Inoltre, è dimostrato un effetto positivo nello stimolare gli enzimi digestivi e, quindi nel migliorare la digestione.

La capsaicina migliora la performance nello sport. Migliora le capacità fisiche di endurance. Questa attività sarebbe da ricondurre ad un miglioramento apprezzabile del flusso energetico e del metabolismo intermedio. Ci sono tuttavia ancora ulteriori studi in corso che ne comprovino questa attività.

La capsaicina presenta proprietà antitumorali. In vitro esercita un’ attività antitumorale, intervenendo su delicati meccanismi molecolari. Facilita il processo apoptotico, o morte programmata delle cellule tumorali e, inibisce l’espressione di un fattore noto come VEGF, responsabile della vascolarizzazione della massa tumorale e della conseguente metastatizzazione.

La capsaicina contrasta l’obesità e migliora il metabolismo.

Negli studi finora condotti, la capsaicina, utilizzata a dosaggi elevati, ha dimostrato effetti benefici sulla riduzione dell’ iperglicemia, sulla riduzione dell’insulina-resistenza, sulla riduzione delle molecole pro infiammatorie. Sembra inoltre avere un effetto anti obesità (permette la combustione dei grassi per trasformarli in energia) e secondo gli studi più recenti sembra selezionare un microbiota intestinale particolare. Tutte proprietà da confermare con ulteriori studi clinici.

L’azione che contrasta l’obesità della capsaicina è invece stata osservata anche in corso di trial clinici. Tale attività risulterebbe correlabile sia all’attivazione di proteine note come UCP, responsabili della dissipazione di energia sotto forma di calore, sia all’attivazione del sistema nervoso simpatico. Entrambe le proprietà espleterebbero un’ attività induttrice nei confronti del metabolismo, aumentando la termogenesi ed il conseguente metabolismo basale.

CONCLUDENDO…

Per ogni attività terapeutica testata o potenziale della capsaicina non ci sono ancora una serie di ulteriori studi che ne supportino la sua attività ma ciononostante una spolveratina di peperoncino in polvere o del peperoncino fresco tagliato a pezzettini su uno dei nostri piatti mediterranei non può che essere un toccasana e dare “un tocco di vita” ad un semplice piatto. Come annunciava in passato Paracelso, di un farmaco “È la dose che ne fa il veleno”. Così come per i farmaci, così per gli alimenti, al fine di ottenere un effetto benefico e non collaterale, è bene non eccedere! L’uso di Capsaicina si è generalmente rivelato sicuro e ben tollerato.
Non sono note al momento reazioni avverse frequenti e clinicamente rilevanti, legate all’uso di questo principio attivo.
Sarebbe tuttavia utile ricordare la potenziale attività irritante sulle mucose della Capsaicina assunta ad alte dosi.

Per tali ragioni assunto con moderazione il peperoncino può essere un potenziale valido Superfood!

Dott.ssa Ilaria Mazzarella-laureata in CTF/diploma di Master in Discipline Regolatorie G.Benzi.

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo. Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

2 pensieri su “L’UTILIZZO DELLA CAPSAICINA…DALLE NOSTRE TAVOLE ALLA FARMACOTERAPIA!”

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