Medicina integrata e Fitoterapia

Sistema immunitario e fitoterapia

Con l’arrivo del Covid-19, i salotti televisivi e i social si sono popolati di illustri immunologi il cui tema principale era il sistema immunitario e il suo funzionamento. E con esso sono apparsi sugli scaffali delle farmacie o delle erboristerie, nella pagine Facebook od Instragram, nuovi prodotti e molecole dalle proprietà miracolose sul sistema immunitario.

Quercitina e lattoferrina son state la novità 2020/21, seguite a ruota dalla vitimina D e poi dalla cara e vecchia vitamina C e dall’Echinacea.

In tutto questo chiacchiericcio di prodotti, molecole e “vaccini” e altro, spesso quello che è poco chiaro, è dove questi prodotti agiscono e soprattutto in che modo. Questo perchè quando si parla di sistema immunitario in realtà si apre un mondo immenso e vasto, fatto di cellule, organi, sostanze che fanno parte o che vengono prodotte dal nostro organismo in risposta ad un agente esterno.

Ma il sistema immunitario da cosa è composto? E come agisce?

Il sistema immunitario è un INSIEME DI ORGANI E CELLULE CHE CONTRIBUISCONO ALLA RISPOSTA IMMUNITARIA: capacità di “conoscere” le proprie cellule (self) e di “riconoscere” come estranee le cellule di un altro organismo (non-self) .

L’uomo, come la maggior parte dei vertebrati, possiedono due tipi di difese per combattere gli agenti esterni:

Immunità innata: presente fin dalla nascita, più veloce ad agire ma meno efficace;

Immunità acquisita: si sviluppa a seguito all’esposizione dell’agente esterno, più lenta ad agire ma di maggior efficacia.

Immunità innata: la nostra prima difesa

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Photo by Ella Wei on Pexels.com

L’immunità innata è costituita da barriere fisiche/chimiche come la cute e le mucose o i liquidi corporei come le secrezioni salivari e gastriche; oppure da cellule come i linfociti NK (Natural killer), mastociti, gli eosinofili, i basofili, i macrofagi, i neutrofili e le cellule dendritiche le quali attraverso diversi meccanismi sono in grado di identificare ed eliminare i microrganismi.

Questi meccanismi possono prevedere la produzione di molecole solubili come citochine infiammatorie, interferoni, fattori di necrosi tumorale, attivazione del sistema del complemento, oppure attraverso meccanismi come la fagocitosi e l’infiammazione.

L’infiammazione è la reazione dell’organismo all’invasione da parte di un agente patogeno o a stimoli fisici o chimici (ferite, esposizione a T troppo alte o basse, danni da insulti meccanici, azione di acidi o alcali, radiazioni…).

Immunità acquisita: la cavalleria del nostro corpo

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Photo by Ott Maidre on Pexels.com

L’immunità acquisita è più lenta di quella innata, ma ha un’efficacia maggiore. Si manifesta solo dopo il contatto con l’antigene e si distingue in immunità cellulo mediata e immunità mediata da anticorpi.

La prima è costituita da due classi di cellule che sono le APC (cellule che presentano l’antigene, Ag): macrofagi e cellule dendritiche (nella pelle e nelle mucose, dove si chiamano cellule di Langerhans); i LINFOCITI: linfociti B (attivati, si trasformano in PLASMACELLULE capaci di produrre anticorpi); linfociti T (attivati possono partecipare direttamente all’eliminazione dell’antigene o attivare i linfociti B); cellule Natural-Killer.

L’antigene è una cellula o una molecola non-self. Può essere un batterio o un virus, sostanze prodotte dal microrganismo stesso, cellule cancerose.

I linfociti B e T, sono i cavalieri del sistema immunitario, originano dalle cellule staminali nel midollo osseo dove si differenziano e maturano, e poi migrano in altri parti del corpo. I linfociti T, concludono la loro maturazione nel timo, dove acquisiscono la capacità di prendere parte alla riposta immunitaria.

I linfociti T si differenziano in linfociti T citotossici, che dopo attivazione riconoscono e uccidono cellule APC che espongono l’antigene, ed in linfociti T helper, che una volta attivati contribuiscono all’attivazione dei linfociti B e dei linfociti T citotossici. Una volta attivati, i linfociti T citotossici si dividono in nuovi linfociti T citotossici e della memoria.

L’incontro fra le cellule APC che espongono un frammento di un Ag e un Linfocita T helper porta alla produzione di citochine da parte del T Helper responsabili dell’ attivazione del linfocita B.

Il linfocita B attivato si moltiplica e da origine a dei cloni di cellule che si dividono in Plasmacellule e Cellule B della memoria.

Le plasmacellule sono la “fabbrica” degli anticorpi, che sono l’artiglieria pesante del nostro organismo. Una volta finita la loro azione le plasmacellule vanno incontro ad apoptosi.

Le cellule B della memoria invece continuano a vivere e a produrre piccole quantità di anticorpi. In seguito al contatto con l’antigene, queste si differenziano di nuovo in plasmacellule e cellule della memoria.

Fitoterapia e sistema immunitario: Come funziona?

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Photo by Tara Winstead on Pexels.com

Dopo aver fatto una panoramica sulla composizione e sul funzionamento del sistema immunitario, possiamo immergerci nel mondo dell’integrazione e come questa può lavorare sul nostro organismo.

Gli integratori presenti sul mercato possono essere costituiti da sostanze naturali, per la maggior parte di origine vegetale, spesso in associazione con minerali e vitamine.

Echinacea: la regina degli immunostimolanti

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Photo by Rami Tayyem on Pexels.com

La corona per la migliore pianta che stimola il sistema immunitario appartiene all’Echinacea, una pianta originaria del Nord America, di cui esistono diverse cultivar. In ambito terapeutico le specie più utilizzate sono la Echinacea purpurea, pallida ed angustifolia.

Il fitocomplesso dell’Echinacea contiene innumerevoli principi attivi dalle diverse proprietà, ma quello che caratterizza di più questa pianta è la presenza di un pool di polisaccaridi dalle proprietà immunostimolanti ed immunomodulanti, e da fenoli, il cui maggiore rappresentante è l’echinacoside dalle proprietà antibiotiche e batteriostatiche.

In particolare, l’Echinacea, stimola l’attività dei macrofagi, i quali fanno parte dell’immunità innata, e la capacità da parte di questi di produrre interleuchine in grado di attivare la risposta immunitaria e velocizzare l’immunità acquisita.

Uncaria Tomentosa: la pianta “unghia di gatto”

L’uncaria (Uncaria Tomentosa) è una pianta originaria del Sudamerica particolarmente diffusa in Perù, conosciuta anche con il nome di unghia di gatto a causa delle spine ricurve che utilizza per sostenersi agli alberi, che ricordano le unghie di questo felino.

La sua corteccia è ricca di principi attivi, tra i quali spiccano gli alcaloidi, sostanze alle quali sono attribuite attività antinfiammatoria e di sostegno delle naturali difese dell’organismo.

Questi alcaloidi ossindolici pentaciclici, agiscono principalmente a livello dei macrofagi stimolando la fagocitosi degli agenti patogeni. Inoltre stimola il rilascio di interleuchine, in particolare la IL1 e IL6 che attivano la risposta immunitaria.

Lattoferrina: direttamente dal colostro

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Photo by Dominika Roseclay on Pexels.com

Un molecola, conosciuta da anni nel campo dell’integrazione, ma che ha avuto successo con l’era Covid, è stata la Lattoferrina. Questa molecola, chè è una glicoproteina legante il ferro, è presente principalmente nel colostro dei mammiferi, ma anche in altri fluidi coroporei come nella saliva e nelle lacrime, svolge un ruolo importante nella regolazione immunitaria e nei meccanismi di difesa contro batteri, funghi e virus. La capacità di legare il ferro della lattoferrina è correlata all’inibizione della crescita microbica nonché alla modulazione della motilità, dell’aggregazione e della formazione del biofilm da parte dei batteri patogeni. Indipendentemente dalla capacità di legare il ferro, la lattoferrina interagisce con le superfici microbiche, virali e cellulari inibendo così l’adesione microbica e virale e l’ingresso nelle cellule ospiti. La lattoferrina può essere considerata non solo un agente di difesa primario contro le infezioni dellle mucose, ma anche un regolatore polivalente che interagisce nei processi infettivi virali. La sua attività antivirale, dimostrata contro virus sia rivestiti che nudi, si trova nella fase iniziale dell’infezione, impedendo l’ingresso del virus nella cellula ospite. Questa attività viene esercitata legandosi ai recettori cellulari glicosaminoglicani di eparan solfato, o particelle virali o entrambi.

Inoltre studi recenti hanno dimostrato che la lattoferrina è in grado di stimolare la maturazione dei Linfociti T e B (immunità acquisità) e il rilascio di interleuchine con attivazione della risposta immunitaria.

Quercetina: la molecola anti-covid

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La corona per la novità dell’anno 2020/21 come miglior molecola anti covid va alla quercetina, un flavonoide presente in natura in moltissime piante.

Questa si trova in una notevole varietà di alimenti tra cui mele, bacche come mirtilli e lamponi, verdure come il broccolo, capperi, uva, cipolle, scalogno, tè e pomodori, oltre a molti semi, noci, fiori, cortecce e foglie. La quercetina si trova anche in piante medicinali, tra cui Ginkgo biloba, Hypericum perforatum e Sambucus canadensis.

La quercetina inoltre è presente in vari tipi di miele.

Questa molecola ha dimostrato in moltissimi studi in vitro ed in vivo di avere numerose attività, soprattutto la capacità di modulare l’infiammazione. Per quanto riguarda l’attività sul sistema immunitario la quercetina possiede proprietà immunomodulanti e immunostimolanti agendo sul rilascio delle interleuchine IL1 e IL6.

Oltre a queste proprietà, la quercetina da recenti studi condotti in vitro ed in vivo è in grado di intervenire in alcuni passaggi delle fasi della replicazione del Covid, inibendo quindi la divisione cellulare. Inoltre la quercetina è in grado di agire anche sul legame virus-cellula ospite, limitando quindi l’infezione.

Micoterapia: la medicina del futuro

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Photo by Johannes Plenio on Pexels.com

La micoterapia richiederebbe un articolo a se per le innumerevoli proprietà che possiede, soprattutto per quanto riguarda il sistema immunitario.

In particolare, il Ganoderma Lucidum, conosciuto come Reishi o fungo dell’immortalità, è studiato principalmente in ambito oncologico per la sua capacità di modulare la risposta immunologica, il rilascio di citochine infiammatorie e le proprietà anti-cancro.

I polisaccaridi contenuti nel Reishi attivano la risposta immunitaria e inibiscono la crescita tumorale agendo sul sistema immunitario. Difatti gli estratti del reishi, soprattutto i Betaglucani, attivano le cellule natural killer e i Linfociti T citotossici, inibendo quindi la proliferazione delle cellule cancerose. Inoltre, stimolano la maturazione dei linfociti B e di altri componenti del sistema immunitario, come le cellule dendritiche e i fagociti, i quali intervengono anche loro nella modulazione della crescita tumorale.

I beta glucani, che sono contenuti anche in altri funghi come lo Shiitake e il Maitake, hanno dimostrato di modulare la risposta immunitari stimolando la produzione di interleuchine che attivano i Linfociti T e le cellule Natural Killer.

Grazie a queste loro proprietà, i funghi medicinali vengono proposti in terapie complementari in ambito oncologico ma anche in patologie causate da virus come l’HIV e l’epatite.

Dott. Daniele RedolfiFarmacista ed erborista

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo. Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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