Psicologia del Benessere

LA PROSSEMICA, OVVERO COMUNICARE CON LO SPAZIO ATTORNO A NOI

Ancora una volta ci troviamo a riflettere sulla bellezza e, allo stesso tempo, sulla complessità della Comunicazione.
Non solo parole, non solo il canale verbale… non solo espressioni facciali e sguardo, o toni e volume di voce.
Addirittura lo spazio attorno a noi è uno “spazio-ambiente nel quale comunichiamo” e nel quale gestiamo (spesso inconsapevolmente e maldestramente) delle interazioni a tutti gli effetti.

Pexels.it


Quando tu parli con qualcuno, a che distanza ti poni? E in che posizione?
Gli stai di fronte… oppure di fianco. Lo tocchi? O è il tuo interlocutore che cerca di farlo?
E ancora, gli oggetti che ti accompagnano nella tua quotidianità e che sono attorno a te, come li “organizzi” da un punto di vista spaziale?

Domande che, presi dalla routine quotidiana, spesso non ci poniamo neppure, condizionati dall’idea che quando si parla di “Comunicazione” gli elementi da evidenziare siano ben altri… ed invece… Esiste una branca dell’etologia, applicata anche ai contesti relazionali umani e alle dinamiche della Comunicazione, che spiega il fenomeno dell’organizzazione dello spazio attorno a noi: la prossemica.


LE ORIGINI

E’ la disciplina creata dall’antropologo Edward Hall a partire dalle sue ricerche negli Anni ’60 del secolo scorso e che lui stesso definisce come: 
‹‹ lo studio dell’uso che, inevitabilmente,  gli individui fanno dello spazio sociale e personale››.

Egli ha notato e studiato, partendo proprio dal mondo comportamentale degli animali, che nello spazio intorno agli esseri umani è presente come una sorta di “bolla a zone” nella quale non tutti possono “accostarsi ed entrare” a proprio piacimento. In maniera inconsapevole, noi facciamo di tutto per mantenere (e gestire) le persone ad una certa distanza che, di volta in volta,  varia a seconda del contesto e del rapporto sociale.
Pensiamo a due persone innamorate e a quanto sono vicine e, invece, due persone che si sono incontrate per discutere di lavoro e magari hanno solamente buoni rapporti professionali; o ancora, osserviamo lo tra due amici piuttosto che tra sconosciuti che entrano in relazione per la prima volta.

Edward Hall ha messo subito in evidenza il fatto che la nostra organizzazione degli spazi (e la relazione con essi!) è determinata da fattori quali: la cultura, le sperienze sociali, le tradizioni familiari, le abitudini definite dal nostro background.
Insomma, la prossemica è fortemente condizionata dalle nostre esperienze in ambito sociale e, con la attuale situazione pandemica a causa del COVID-19, ci stiamo rendendo conto come le “distanze prossemiche” si stanno modificando, proprio per rispettare nuovi canoni dettati dalle esigenze sociali e personali di protezione dal Coronavirus.

Nel corso dei suoi studi effettuati su persone di cultura e socialità riconducibili al Nord America, Hall ha suddiviso lo spazio in quattro distanze interpersonali. Esse sono determinate dalla distanza che il soggetto mette tra sé e gli altri, e più le persone sono distanti tra di loro più il livello di formalità aumenta.


Le 4 distanze della prossemica nel dettaglio:

Pexels.it

Distanza intima (da 0 a 45 cm circa)
A questa distanza possono accedere solamente coloro con i quali le persone hanno stabilito un rapporto di grande fiducia e quindi intimità, altrimenti chiunque vi “entri” senza il consenso viene percepito come un invasore.
Questa “zona” è caratteristica dei rapporti stretti, dove è presente intimità, come tra i partner, tra madre e bambino, più in generale genitori-figli.
 Essi sono talmente tanto vicini da potersi certamente toccare e gli odori sono pienamente percepibili, attraverso l’apparato tattile e olfattivo.
 
Distanza personale (da 45 a 120 cm circa)
Questa area viene molto spesso occupata da soggetti che hanno con le persone relazioni sociali caratterizzate da familiarità.
Nella zona personale possono “accedere” tutte quelle persone come familiari, amici, colleghi, che non hanno un rapporto intimo, ma con le quali quotidianamente si comunica con attenzione e premura.
A questa distanza ci si trova abbastanza vicini agli altri, tanto da potersi toccare ma non da attivare pienamente l’olfatto e il tatto.

I sensi principalmente sollecitati sono l’udito e la vista.
 
Distanza sociale (da 120 a 360 cm circa)
La distanza sociale è riservata a relazioni formali e impersonali. In questa area non si parla della propria vita privata, non ci si confida, ma si affrontano le questioni di lavoro, si negozia, si contratta, si media, si svolgono attività di consulenza.


A questa distanza non è possibile avere il contatto fisico con l’altro, per questo motivo i sensi che vengono utilizzati maggiormente sono soltanto la vista e l’udito.
 
Distanza pubblica (da 360 cm circa in poi)
Questo spazio è generalmente utilizzato nelle situazioni pubbliche come un formatore che interagisce con le persone da formare, l’insegnante che spiega alla classe, oppure l’oratore che parla ad un convegno.
Chi comunica nella zona pubblica non ha intenzione di stabilire con ogni partecipante un rapporto di coinvolgimento diretto ma, più che altro, punta a un tipo di coinvolgimento con il gruppo delle persone.
La distanza è tale che l’apparato che più di ogni altro viene utilizzato è il visivo e solo in parte il canale uditivo.
 

Pexels.it

L’IMPORTANZA DELLA PROSSEMICA

Ogni corpo si muove e occupa uno spazio, assumendo una determinata posizione in base alle persone e agli oggetti che lo circondano. Il comportamento spaziale, studiato per la prima volta da Hall,  è il segnale non verbale più diretto e importante per gli esseri umani, dato che può essere facilmente misurato in termini di distanza e orientamento. La nostra capacità di osservazione e un maggior livello di consapevolezza, ci possono condurre ad analizzare il movimento del nostro corpo all’interno di un ambiente, le distanze che questo assume dagli altri, aiutandoci a capire anche alcuni aspetti della personalità, degli stati emotivi e delle “modalità relazionali” di una persona. Ovviamente per fare questo è importante prima di tutto sviluppare

La conoscenza della prossemica è importante tanto quanto la consapevolezza del canale verbale, perché, tra le altre cose è possibile auto-educarsi ad “avere sempre una posizione coerente con il contesto”.
Cosa vuol dire?
Rispondo con una domanda…
Quante volte ci capita di irritarci e di essere infastiditi da persone che, in certi contesti di dialogo, si avvicinano troppo?
Oppure in altre più confidenziali e intime si avvicinano troppo poco?
Credo sia successo a tutti. Questo perché la prossemica è una “competenza” in parte scritta nei nostri geni e in parte “appresa” dall’ambiente/situazione, che è necessario allenare per mettere in atto sempre una Comunicazione “coerente e congruente”.

Se desideriamo che la nostra comunicazione possa essere efficace è necessario fare attenzione anche ai segnali non verbali che l’interlocutore invia e che noi stessi emettiamo (segnali di allontanamento o avvicinamento), ponendosi ad una distanza relazionale che l’altro desidera venga mantenuta… questo creerà un livello maggiore di interazione e una migliore “qualità” della stessa.

L’uso consapevole degli spazi, tra l’altro, ha un enorme e potente “valore simbolico” e rappresenta la modalità più importante con cui si segnalano, ad esempio:  autorità, autorevolezza, passività, rispetto, attenzione, riservatezza, prevaricazione.  

Come diceva il grande filosofo Arthur Schopenhauer in una delle sue opere più importanti, Parerga e Paralipomena: ‹‹avvicinarsi è possibile per dare e ricevere affetto e sicurezza, ma attenzione gli aculei possono ferire e ferirci››.  

La prossemica è una componente impalpabile della nostra Comunicazione, come molte altre sua componenti…
Eppure questo non significa che i suoi effetti non possano condizionare e guidare, in modo positivo o negativo, la direzione (e gli effetti) delle nostre relazioni interpersonali.

Dott. Giuseppe Sferrazzo – Formatore, Coach e Consulente di Comunicazione efficace, Comunicazione non violenta e Public Speaking

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo.
Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...