Alimentazione e Sport, Psicologia del Benessere

Cos’è la stanchezza?

La stanchezza è un messaggio del nostro organismo

Puntuale come la primavera torna a farsi sentire la classica stanchezza stagionale, la sensazione di sonnolenza  che ha portato a coniare il detto “aprile dolce dormire”. La stanchezza altro non è che un campanello d’allarme, un messaggio per noi da parte del nostro organismo che ci mette in guardia circa il basso livello energetico e la necessità di porre rimedio. Il nostro organismo è governato da ritmi circadiani e le variazioni di luce e temperature hanno sul nostro orologio interno una notevole influenza, sfasandolo. La necessità fisiologica dell’organismo di riadattarsi a temperature più miti e al cambio di luce imposto dall’ora legale spesso ci induce a sentirci  particolarmente stanchi. Dobbiamo imparar a cogliere i segnali che ci vengono lanciati e reagire per ripristinare i giusti livelli energetici.

Come reagire alla stanchezza?

Contrastare la stanchezza e dare la giusta carica all’organismo lo si può fare agendo su più fronti. Anzitutto curare l’igiene del sonno e l’alimentazione. Per dormire bene e svegliarsi riposati dovremmo imparare per quanto possibile ad avere orari regolari(andare a letto e svegliarsi sempre alla stessa ora) e dedicare le giuste ore al sonno– solitamente le ore di sonno necessarie diminuiscono con l’avanzare dell’età- , almeno sette per notte. La stanza da letto dovrebbe essere libera da televisori, computer, tablet e cellulari, perché è la stanza del riposo, e la sollecitazione notturna del cervello di certo non è amica di un buon sonno. Una corretta alimentazione che risponda alle esigenze del nostro organismo è fondamentale, spesso si mangia per non sentire fame ma senza pensare troppo a cosa stiamo ingerendo. La regola che vuole una colazione da re, un pranzo da principe e una cena da povero ha un suo razionale. Dopo il digiuno notturno abbiamo bisogno di nuove energie per affrontare la giornata e la colazione dovrebbe fornirle in modo adeguato, spesso invece si mangia male e di fretta consumando qualcosa al volo accompagnato da un caffè; il pranzo deve permetterci di continuare la giornata senza appesantirci, il che provocherebbe digestione lenta e sonnolenza postprandiale. La cena deve essere leggera e possibilmente contenere alimenti che concilino il sonno (fonti di triptofano, precursore della serotonina– l’ormone del benessere-). In sostanza ci vuole una dieta bilanciata, con tre pasti principali e due spuntini che apporti i nutrienti essenziali (cabroidrati, proteine, lipidi, vitamine, mineriali). Gli alimenti non devono essere troppo processati, e nel menù devono sempre esserci legumi, cereali integrali, verdura, frutta, uova, derivati del latte, carne preferibilmente magra, pesce. Limitare i cibi troppo grassi, che richiedono un impegno digestivo notevole provocando sonnolenza. Una sana attività fisica che non richieda sforzi estremi, aiuta a liberare le endorfine che hanno l’effetto di rilassare l’organismo ricaricandolo piacevolmente.  Quando tutto questo non dovesse bastare si può ricorrere all’aiuto di prodotti fitoterapici e alcuni integratori in grado di aiutare il fisico rinvigorendolo fornendogli la giusta dose di energia sotto forma di sostanze fondamentali.

Ph by Giulio Francesco Valeriano

Non esagerare con gli stimolanti!

Troppo spesso nell’errata convinzione che siano di aiuto si esagera con stimolanti quali il caffè, il ginseng o energy drink che altro non fanno -consumati in eccesso e senza criterio- se non aumentare il livello di stress dell’organismo (stimolando i surreni che rispondono producendo cortisolo) con conseguente aumento del senso di stanchezza. Due o al massimo tre caffè per chi non ha problemi di sensibilità alla caffeina sono più che sufficienti per dare lo sprint necessario all’organismo senza ripercussioni negative e godendosi il gusto della bevanda. Anche il fumo di sigaretta e l’alcol sono nemici acerrimi del nostro organismo, al quale richiedono un notevole sforzo e quindi consumo di energie per disintossicarsi

Rimedi utili per la stanchezza

Foto di whaltns17 da Pixabay

Imparare a nutrirsi rispondendo alle necessità del nostro organismo è un buon punto di partenza. Ricordiamo che gli alimenti, una volta ingeriti vengono degradati e processati per utilizzare le parti di loro di cui l’organismo necessita. Quello che ingeriamo viene scisso nei componenti fondamentali (zuccheri, proteine, lipidi, vitamine, minerali) poi utilizzati e assemblati secondo le necessità . Quindi trattiamo il cibo per quello che è fondamentalmente, parte di noi. Fai che il tuo cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo diceva Ippocrate. Se nonostante i buoni propositi e i comportamenti corretti necessitiamo di un aiuto per contrastare la stanchezza allora si può ricorrere a un’ integrazione con :

Vitamine: se l’apporto con l’alimentazione non basta, il primo passo consiste nell’integrazione multivitaminica, scegliendo prodotti che forniscano la corretta dose (RDA) e assumendoli per almeno 30 giorni.

Minerali Importanti: magnesio e potassio sono fondamentali per il buon funzionamento dell’organismo e una loro carenza può causare stanchezza , irritabilità, nervosismo e crampi muscolari.

Rimedi adattogeni: Alcuni rimedi di origine vegetale sono in grado di aiutare l’organismo ad adattarsi ai cambiamenti riducendo il senso di stanchezza sia fisica che mentale. Tra questi rimedi troviamo la rhodiola , l’eleuterococco e il ginseng.

  • Rhodiola rosea: Tipica delle zone fredde, come la Scandinavia e la Lapponia, era una pianta cara ai vichinghi che se ne servivano per aumentare la loro forza e resistenza fisica. Agisce riducendo i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) e aumentando quelli di serotonina e dopamina, neurotrasmettitori che stimolano benessere e buonumore. Utile l’estratto SHR-5 titolato e standardizzato in salidroside (almeno all’1%) e risavina (almeno al 3%). Su tale estratto sono stati condotti studi clinici. La dose utile è di 6-7 mg per chilo di peso corporeo.
  • Eleuterococco: conosciuto anche come ginseng siberiano  per la sua provenienza da Siberia e Mongolia. Pianta adattogena per eccellenza, aumenta la resistenza dell’organismo e la sua adattabilità allo stress, conferendo capacità di rinvigorimento, toniche e antifatica. Vari studi hanno dimostrato effetti positivi su memoria e funzioni cognitive. La dose utile è di 6 mg/die di estratto secco per chilo di peso corporeo.
  • Ginseng :Quello migliore è il rosso coreano anche se ne esistono di vari tipi. Si usa la radice che contiene ginsenosidi, capaci di tonificare l’organismo diminuendo la fatica, e aumentandone la resistenza. La dose è di 6 mg/die per chilo di peso corporeo.

Dr. Giulio Francesco Valeriano – farmacista, naturopata

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo.
Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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