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Il Mirtillo: ruoli benefici sulla salute umana

Il mirtillo nero, il cui nome botanico è Vaccinium myrtillus (Famiglia  Ericaceae) è un arbusto spontaneo di piccole dimensioni, molto comune nel sottobosco di montagna, dove cresce tra i 900 e i 2000 metri.

I frutti del mirtillo, tipicamente sferici, di piccole dimensioni e dal colore variabile dal blu al viola scuro, rivestono ruoli notevoli nella fisiologia umana dando loro lo status di importanti  nutraceutici.

Principi attivi

Il mirtillo contiene antociani, molecole aromatiche la cui porzione non zuccherina è detta antocianidina, (cianidina, delfinidina, pelargonidina, malvidina ); si tratta di molecole antiossidanti responsabili del colore di frutti, foglie, fusti di colore rosso, viola o blu, come appunto sono le foglie della vite rossa, le fragole, le mele, le arance, le more, le bacche di ginepro, ma anche le melanzane, le rape rosse, i fiori di malva e carcadè, il radicchio e il vino rosso. Sono pigmenti idrosolubili il cui colore varia dall’azzurro più chiaro al viola più profondo in virtù  delle reazioni pH dipendenti dei liquidi cellulari in cui si trovano disciolti. Gli antociani appartengono alla classe chimica dei flavonoidi, i quali, insieme ad altre molecole di questa classe, conferiscono i colori sgargianti che ammiriamo in natura.

Oltre agli antociani, i mirtilli contengono anche tannini, vitamina C e pectine.

Foto di Heidelbergerin da Pixabay

Proprietà

Le piu’ importanti proprietà attribuite a queste molecole riguardano le loro capacità antiossidanti, antinfiammatorie, capillaroprotettrici e vasotoniche; i mirtilli vengono quindi utilizzati nel caso di vene varicose, ritenzione idrica, cellulite, nonché problemi oculari, emorroidi e problematiche del microcircolo. Le proprietà vasoprotettrici sono dovute alla capacità di inibire elastasi e  collagenasi, rendendo cosi il tessuto connettivo più stabile ed elastico.

In questo articolo vorrei però porre l’attenzione su un ruolo fondamentale del mirtillo nella prevenzione delle patologie cardiovascolari, a partire dall’intestino.

Con le conferme ottenute sulla centralità dell’intestino e del microbioma nella salute di tutto l’organismo, si può affermare che dall’intestino dipenda la salute della pelle, degli occhi, oltreché degli emuntori come fegato, reni, pelle, polmoni e del cardiocircolatorio.

Questi collegamenti sono ben noti alle Medicine Tradizionali come la Medicina Tradizionale Cinese, dove ad esempio i meridiani di Polmone e Intestino Crasso  sono associati con le funzioni di scambio ed eliminazione, ma scorrendo sulla superficie del corpo i relativi disturbi si visualizzano sulla pelle e nel naso.

Queste considerazioni sono stato argomento di studio solo per gli addetti ai lavori, ovvero medici e praticanti di discipline orientali.

Oggi invece possiamo tutti approfondire la nostra fisiologia al fine di occuparci della nostra salute.

E’ dell’aprile dello scorso anno, in piena crisi pandemica, un intervento del Prof. Fanos , Dipartimento di Scienze Chirurgiche, Università di Cagliari, in cui scrive:

“Il Microbiota polmonare nella crisi respiratoria acuta. Considerazioni sull’asse intestino-polmone”.

ll microbiota polmonare nella patologia respiratoria acuta: dal Coronavirus alla metabolomica: […] Nelle malattie acute del polmone come la sepsi, i traumi, e la sindrome da Distress respiratorio acuto, il microbiota polmonare diventa ricco di batteri intestinali, quali Bacteroidetes ed Enterobacteriacee. Il fenomeno è detto di immigrazione batterica o more gut in the lung.”

https://www.unica.it/unica/it/dco_189.page

Il mirtillo cosa c’entra in questo discorso?

Foto di Couleur da Pixabay

Abbiamo visto che prendersi cura dell’intestino è di vitale importanza e il mirtillo rientra a buon diritto in questo contesto per la sua azione antinfiammatoria intestinale.

Alcuni ricercatori (Michael Scharl e colleghi, Università di Zurigo) hanno identificato  negli antociani i responsabili di questa azione di inibizione genica proinfiammatoria. Cio’ si è verificato perché queste molecole sopprimono l’espressione indotta dall’INF gamma nell’intestino di pazienti con colite ulcerosa. Si è anche rilevato un aumento dell’Interleuchina 22 e della IL-10, con azione immunoregolatoria.

Un consumo quotidiano di mirtilli (200 mg/die per un mese) ha provocato una riduzione dei livelli di INF-gamma e del Fattore di Necrosi Tumorale. Sono coinvolti anche altri elementi chiave dei processi infiammatori, come l’espressione dei recettori ormonali nucleari (PPARs, Peroxisome Proliferator-Activated Receptors).

Diminuire e controllare l’infiammazione intestinale ha risvolti cruciali nella salute dei vasi del cardiocircolatorio, laddove è nella microinfiammazione della tunica interna (endotelio) di vene, arterie e capillari che si avvera il rischio di formazione delle placche aterosclerotiche, in presenza o meno di valori alterati di colesterolo.

Il controllo dei processi infiammatori è di vitale importanza anche per contrastare la progressione delle patologie degenerative legate all’età. Un ruolo di primo piano lo hanno i macrofagi, cellule del sistema immunitario coinvolte nella genesi e nel controllo della cascata infiammatoria, compresa la formazione delle placche aterosclerotiche, e le citochine anzidette pro-infiammatorie.

Dott. Andrea MorelloFarmacista

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo.
Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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