Medicina integrata e Fitoterapia

Quando gli odori sembrano lontani…

Molto più spesso di quanto si creda chi si occupa di Aromaterapia si sente fare una domando “Ma gli oli essenziali funzionano anche se non sento gli odori?

La risposta a questa domanda è tutt’altro che semplice ed occorre, come sempre fare un po’ di chiarezza su quel “non sento gli odori

La mancanza di senso dell’olfatto, nota come anosmia, è la perdita totale della capacità di percepire gli odori. Essa differisce dalla iposmia che provoca una disfunzione della capacità olfattiva senza perdita totale.

Non si ha in queste righe  la presunzione di essere esauriente perché ci vorrebbe davvero una trattazione molto estesa ma è importante fare chiarezza su questo disturbo, soprattutto quando si lavora con gli aromi o comunque si parla di Aromaterapia che, lo ricordiamo, è l’uso della Materia Aromatica (oli essenziali ed essenze) a scopo terapeutico e con azione a livello fisico, mentale ed energetico.

L’anosmia, insieme alla perdita del gusto (ageusia) figura anche, e di questo di è molto parlato, fra i sintomi riscontrati in numerosi casi di covid-19  ma tengo a chiarire che non è di questo che tratta questo articolo che ha come scopo quello di parlare di anosmia in senso più ampio e sulla base di informazioni maggiormente documentate.

L’anosmia può essere transitoria o permanente, congenita o acquisita e consegue, di solito, a malattie di tipo respiratorio, in particolare a carico del tratto nasale.

La perdita totale dell’olfatto può anche essere causata da un trauma cranico, dalla malattia di Parkinson, dalla malattia di Alzheimer e da alcune neoplasie cerebrali.

Nel caso di anosmia congenita le cause si possono rintracciare nella sindrome di Kallmann attribuita alla mancata formazione del lobi olfattori dell’encefalo ed alla malattia di Refsum nella quale la perdita dell’olfatto si associa a retinite pigmentosa.

La risposta corretta alla domanda riguardante la relazione fra anosmia e azione della Materia Aromatica è che, dal punto di vista clinico ed energetico la Materia Aromatica “funziona” comunque ed allo stesso modo in tutti i soggetti dal momento che nel primo caso l’attività è dovuta alle molecole e nel secondo alle proprietà vibrazionali

Un discorso a parte è invece quello legato alla Psicoaromaterapia, ovvero all’azione della Materia Aromatica su emozioni e comportamenti attraverso la percezione olfattiva.

In questo caso infatti, la molecola aromatica (per sua caratteristica volatile e quindi presente nell’aria) attraverso l’atto respiratorio viene a contatto con una piccola struttura presente sulla mucosa nasale che prende il nome di recettore olfattivo.

È un po’ come quando una chiave entra nella serratura (il recettore olfattivo è specifico proprio per quella molecola, per quell’aroma):  scatta un meccanismo che fa partire uno stimolo elettrico in grado di raggiungere in tempo reale la parte più antica e profonda del cervello, il cervello limbico, dove sono conservate le memori ancestrali, quelle che derivano dai nostri antenati e che molto hanno a che fare con l’istinto, le emozioni e le nostre personali “memorie olfattive” (a chi non è mai capitato, sentendo un particolare odore, di fare un balzo indietro nel tempo, o di ritornare ad una precisa sensazione? Da qui originano le nostre emozioni e molti dei nostri comportamenti istintivi che, dunque, molto hanno a che fare anche con gli aromi e l’olfatto.

La Psicoaromaterapia basa la propria efficacia proprio su questo stimolo e pertanto, in caso di anosmia essa può essere efficace o meno a seconda delle cause alla base dell’anosmia stessa.

In caso di anosmia genetica mancano i recettori olfattivi, e pertanto il soggetto non può trarre alcun beneficio dall’uso degli aromi, in caso invece di anosmia da trauma o come conseguenza di patologia  ci sono possibilità di recupero del senso dell’olfatto e dunque della possibilità di dare efficacia alla Materia Aromatica.

Questo può avvenire in seguito all’utilizzo di specifici protocolli.

Sono da tempo stati condotti studi che consentono di lavorare anche con la Materia Aromatica su soggetti affetti da iposmia o anosmia di origine non genetica.

Questi metodi possono essere utilizzati anche da soggetti normosmici che desiderino potenziare la percezione olfattiva.

I principali studi si basano sul lavoro del Dr Thomas Hummel (centro di ricerca di Dresda) ripreso dal Dr Hirac Gurden (direttore del centro di ricerca in neuroscienze di Parigi) e si concretizzano in un vero e proprio “training olfattivo” il cui obiettivo è  quello di migliorare la percezione sensoriale.

Non vengono date garanzie di riuscita ma molti soggetti che si sono sottoposti per almeno 12 settimane a questa pratica hanno rilevano grande beneficio.

Che cosa accade in pratica?

La scelta della Materia Aromatica avviene secondo lo schema illustrato nella Tabella sottostante

Ciascuno dei 5 oli essenziali scelti viene messo in una boccetta identificata con un numero da 1 a 5 e non resa nota al soggetto.

Per un periodo non inferiore alle 12 settimane due volte al giorno, mattina e sera, in un ambiente privo di sollecitazioni olfattive, lontano da pasti, fumo ed assunzione di bevande che non siano l’acqua, il soggetto porrà due gocce del contenuto di ciascuna boccetta su un dischetto di cotone che avvicinerà a 2 cm dal naso e dal quale  inspirerà profondamente per 2 volte facendolo oscillare da sinistra a destra e viceversa.

Lo metterà dunque da parte (in un recipiente chiuso) e dopo aver lasciato trascorrere almeno 30-40 secondi, passerà alla boccetta successiva.

La raccomandazione principale sarà di eseguire le operazioni con calma e di permettere alla sensazione olfattiva di ritornare poco a poco ma soprattutto di non scoraggiarsi se soprattutto all’inizio sembrerà di non aver percepito nulla.

Può essere utile diffondere oli essenziali (uno per giorno)  nell’ambiente durante la giornata

Viene richiesto di annotare su un diario le eventuali sensazioni percepite senza andare a controllare i fogli delle giornate precedenti (sarà il terapeuta che conduce il training a valutarne gli esiti)

Per la buona riuscita del protocollo sarà molto importante

  • considerare il trattamento come un percorso
  • affrontarlo in modo positivo con volontà e fiducia
  • essere pazienti (terapeuta e cliente)
  • integrarlo con elementi positivi
  • imparare a concentrarsi sulla respirazione

Questo tipo di protocollo e gli studi del Dr Hummel e del Dr Gurden così come di molti altri rappresentano un enorme passo avanti per tutti coloro cui per qualche motivo è stata negata la possibilità di gioire delle percezioni olfattive e dei benefici enormi che ne possono derivare ma anche una grande opportunità per chi, pur avendo una percezione normale del mondo degli odori, desideri affinarla e beneficiare maggiormente del loro enorme potenziale.

Dr Stefania Sartoris

Farmacista – Biologo – Naturopata

Professore a Contratto presso il Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco – Università degli Studi di Torino

dr.sartoris.stefania@gmail.com
https://www.linkedin.com/in/stefania-sartoris-7312660
Instagram: percorsincorso

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo.
Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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