Medicina integrata e Fitoterapia

Il percorso degli aromi: affrontiamolo insieme!

A chi non è mai capitato di emozionarsi “incontrando” un odore particolare: quello della Lavanda, che la mamma metteva nei cassetti a profumare la biancheria, quello della scorza di mandarino che ci fa pensare al Natale.

A me succede con l’odore del legno, che in un attimo mi riporta alla Bottega da falegname del nonno nella quale trascorrevo i miei pomeriggi osservando come un semplice pezzo di legno prendeva forma fino a diventare l’anta di un armadio, oppure il ripiano di una mensola, e con l’odore della pioggia dei temporali mi ricorda le lunghe, bellissime estati in montagna.

Ma può un “odore” fare tutto questo? Assolutamente, e la spiegazione è da ricercare nella fisiologia del nostro sistema olfattivo, oltre che nella “costruzione” del nostro cervello.

Gli odori compiono infatti un vero e proprio “percorso” che incomincia nel momento in cui le molecole che li costituiscono, tecnicamente definite come “odoranti”,  si mescolano al mezzo gassoso, ovvero all’aria,  e termina nella parte più antica ed interna del nostro cervello, il sistema limbico che è sede di emozioni, istinti primordiali e comportamenti oltre che delle cosiddette “memorie olfattive” che in tempo zero sono in grado di correlare un “odore” ad un evento e di suscitare la conseguente reazione.

A quelle generali, legate appunto ai meccanismi di nutrizione e sopravvivenza, si aggiungono poi quelle personali, legate a eventi o persone che ciascuno di noi ha vissuto o incontrato.

Come avviene tutto ciò?

L’olfatto è, fra i cinque sensi, quello filogeneticamente più antico: si è sviluppato per primo nell’evoluzione della specie ed è il primo a raggiungere completezza nel neonato che alla nascita “riconosce” la madre dall’odore. In tutte le specie è legato al nutrimento e alla sopravvivenza, ma anche alla “memoria” (esattamente come il cervello limbico!).

La sede principale è la mucosa delle cavità nasali nella quale sono localizzati i recettori olfattivi (OR), cellule che rispondono a molecole chiamate odoranti che hanno la caratteristica di avere un peso molecolare ridotto ed una elevata volatilità, intesa come capacità di mescolarsi al mezzo gassoso attraverso il quale raggiungono facilmente la cavità nasale e quindi il recettore.

Gli odoranti hanno caratteristiche precise sia dal punto di vista fisico (piccola dimensione) che chimico (conformazione in grado di legare il recettore): queste caratteristiche influenzano in modo diretto la volatilità: una molecola più piccola e dalla conformazione più semplice si mescolerà più rapidamente al mezzo gassoso (e viceversa) e queste caratteristiche determinano il timbro olfattivo della molecola che viene identificata dal recettore e quindi dal SNC in modo preciso ed immediato.

Per questo motivo l’olfatto è stato definito il senso perfetto: perché si tratta dell’unico senso nella cui struttura non esistono centri di elaborazione intermedia fra il momento in cui l’odorante lega il recettore olfattivo e quello in cui l’impulso raggiunge il cervello,  come accade per tutti gli altri sensi.

L’olfatto è anche l’unico senso che non si attenua mai, nemmeno durante il sonno, è un sistema di vera e propria “vigilanza” sempre in allerta.

I geni che codificano per i recettori olfattivi rappresentano la “famiglia” più estesa nel genoma del mammifero e nell’uomo sono oltre 350: questi numeri danno la misura di quanta importanza è stata dedicata dalla Natura a questo senso.

I recettori olfattivi (OR) sono specifici per specifiche molecole aromatiche (odoranti) e sono collocati sulla mucosa nasale (epitelio olfattivo).

Le tappe anatomo-fisiologiche dell’informazione olfattiva sono rappresentate da tre strutture precise: l’epitelio olfattivo, il bulbo olfattivo, il cervello (SNC).

L’odorante incontra l’epitelio olfattivo e viene “catturato” dal recettore, a questo punto parte lo stimolo (potenziale di azione) che trasmette segnali al bulbo olfattivo e quindi, attraverso il nervo olfattivo, al cervello (SNC) ed in particolare al sistema limbico sede della memoria olfattiva, delle emozioni e degli istinti (cervello antico): non viene coinvolta in questo passaggio la corteccia cerebrale che, sede della razionalità, eserciterebbe una sorta di “filtro”, per cui il passaggio è veloce, diretto e non mediato.

Anche l’ipotalamo, sede del controllo ormonale, viene coinvolto ed in questo modo viene influenzata la produzione di neurotrasmettitori di ormoni come endorfine, serotonina, adrenalina, che influenzano il comportamento e la percezione del sé.

La molecola aromatica viaggia dunque in modo diretto e privo di censure verso il luogo recondito delle nostre emozioni e dei nostri istinti, senza il vaglio della ragione e della volontà consapevole che anzi, è lei stessa ad influenzare.

Così come per la vista anche l’olfatto possiede una sorta di “spettro” che per quanto riguarda l’uomo è di oltre 10-30 milioni di recettori  appartenenti a circa 100 tipologie differenti. Altre specie (cane) ne possiedono un numero superiore e sono infatti in grado di percepire odoranti che noi non possiamo percepire: i roditori sono gli animali con il più ampio spettro  olfattivo.

Questo spiega come il nostro organismo e le nostre funzioni possano essere influenzate da un odorante che noi non percepiamo o che percepiamo solo dopo un certo tempo o, ancora, come la nostra percezione dell’odore vada incontro ad adattamento (nessuno percepisce il proprio odore o, dopo un certo tempo in cui si sta in un luogo, si smette di percepirne l’odore). Anche chi soffre di anosmia (perdita della percezione degli odori, temporanea o permanente) può venirne influenzato.

Tutto questo ci fa comprendere in quale modo le molecole aromatiche lavorino sulla nostra componente mentale.

La piccola molecola odorosa presente nell’aria viene respirata ed entra in contatto con una altrettanto piccola struttura sulla mucosa nasale, ed è come quando una chiave apre una porta: si entra in una “stanza virtuale” dove (pensate di quali “magie” è capace il nostro corpo) si “accende” una scarica elettrica che, velocissima, attraverso il nervo olfattivo, raggiunge il cervello limbico.
Qui ci sono le emozioni, che aspettano di essere risvegliate…ecco perchè la Lavanda è capace di portare aiuto, Ravintsara è il soffio che disperde la tristezza, Limone la voglia di fare, e Ylang Ylang la serenità di cui spesso abbiamo tanto bisogno.

In questo modo è possibile “usare” l’Aromaterapia per intervenire a livello mentale: semplicemente mandando in diffusione (in uno dei prossimi articoli di questa rubrica proprio della diffusione con  strumento di terapia parleremo in modo più approfondito) un olio essenziale o un’essenza, oppure utilizzando lo strumento delle “inalazioni a secco” direttamente dal boccetto tenuto ad un centimetro di distanza dal naso.

Anche i “bagni aromatici” sono un importante strumento per il nostro benessere, ed anch’essi sfruttano questa straordinaria capacità delle molecole aromatiche di generare impulsi in grado di determinare specifiche reazioni da parte nostra.

Gli aromi dunque, attraverso il loro speciale “percorso” verso la parte antica del nostro cervello ci danno la possibilità di “fare terapia” in moltissimi modi, in particolare migliorando il nostro umore, la nostra capacità e voglia di fare, di guardare con fiducia al futuro.

Dr Stefania Sartoris

Farmacista – Biologo – Naturopata Professore a Contratto presso il Dipartimento di Scienza e Tecnologia del Farmaco – Università degli Studi di Torino

@percorsincorso

https://www.linkedin.com/in/stefania-sartoris-7312660

dr.sartoris.stefania@gmail.com

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo.
Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

2 pensieri su “Il percorso degli aromi: affrontiamolo insieme!”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...