Medicina integrata e Fitoterapia

ELICRISO:IL SOLE D’ORO in FITOTERAPIA

Figlio del  sole,  del vento
 e del silenzio,
tu che per la costa vai,
tra rocce e lame,
lungo scogliere
e ripidi sentieri,
tu che nessuna cura chiedi,
oggi, come un prodigio,
generoso t'apri
dove pareva impossibile la vita
Paolo Bassani, L'elicriso- Poesie, La spezia, 1988

La curiosità e la voglia di addentrarmi nell’affascinante mondo della Fitoterapia e delle sinergiche proprieta’dei Fitocomplessi, mi spinge da anni verso l’approfondimento della Fitoterapia Galenica. Mi si sono aperti mondi nuovi, in sintonia con il rispetto dell’ambiente, la storia e le tradizioni che in passato riuscivano a vedere nelle piante  la  terapia migliore. Uno colpo d’occhio al passato per allineare quella preziosa tradizione all’attività del farmacista che mai come ora si è conquistato un posto di primo piano nella prevenzione, consiglio e ascolto di chi si decide di affidarsi a lui.

Un’ intervista un po’particolare

Una di quelle piante che meritano una “menzione speciale”, in quanto le evidenze cliniche e sperimentali dimostrano proprietà molto interessanti per quanto riguarda infiammazione, asma, disturbi dermatologici  che in questo periodo d’emergenza sembrano aver preso il sopravvento.

L’Elicriso, cosiddetto “Sole d’oro”, sarà davvero in grado di stupirci. 

E’ molto probabile che, anche senza sapere che si trattava dell’Elicriso, almeno una volta ciascuno di voi sia stato stregato dal profumo di questa pianta in una calda giornata d’estate in Sardegna. Menta, liquirizia e camomilla: una nota legnosa concentrata al sole, a cui è impossibile rimanere indifferenti, perché ricollega ad un tempo antico, anzi antichissimo, che risale a Plinio il Vecchio e alla sua Naturalis Historia. Di fronte a quelle statue delle divinità incoronate con i capolini di questa pianta “immortale”, che nemmeno seccando, perdeva i suoi petali.

La nostra prima “Intervista con la Scienza”, dedicata a questa pianta così affascinante che da oggi sarà finalmente un po’ più “famosa”.

-Buonasera Signor Elicriso o dovrei chiamarla pianta del sole, benvenuto nella nostra nuova rubrica “intervista con la Scienza”, grazie dell’esclusiva a noi concessa!

-Buonasera a lei cara Dottoressa, le svelo un mio “soprannome”: ORO DEL MEDITERRANEO, non ho mai capito se ciò sia dovuto ai riflessi biondo dorato dei miei capolini o alle origini antiche del mio nome, dal greco “Helios Chrysos”, ( SOLE D’ORO) appunto.

– Si potrebbe dunque dire, che la ricchezza delle sue proprietà e l’etimologia la rendano una vera “star” tra le piante, diciamo pure che le conferiscono una sorta di “preziosità”, ora capisco perché una farmacista parlando di lei aveva gli occhi che brillavano!

-Diciamo che, da buon Italiano (Helichrysum Italicum), a volte so come  esercitare il mio fascino, sono un vecchietto, sa ,ormai, le mie radici affondano molto lontano, ho deciso che in questa intervista la porterò indietro nel tempo, diciamo ehm…Beh partiamo dalla famiglia a cui appartengo, le Asteracee, da secoli sono conosciuto nella medicina popolare e ultimamente, sono stato messo sotto lente d’ingrandimento, compaio in studi interessanti che hanno permesso di identificare quei miei “segni particolari” da inserire nel mio passaporto “salutistico/fitoterapico”. Vuole alcuni nomi? Beh potrei dirle.. ARZANOLO, (notare la curiosa provenienza del suo nome, da Arzana, una città sarda!) e la farei pensare alle mie proprietà anti-infiammatorie, (inibizione della biosintesi di alcuni mediatori pro-infiammatori come le prostaglandine E2, il trombossano B2 e i leucotrieni). Insieme ad altre sostanze, l’Arzanolo esercita proprietà antiossidanti in diversi sistemi in vitro di perossidazione lipidica. Poi potrei aggiungere TILIROSIDE (sulla sommità della mia pianta) e la farei pensare ai FLAVONOIDI, quei “santi uomini”, con una potente azione antiossidante dovuta all’inibizione della perossidazione lipidica, a quel punto chiamerei in causa anche la GNAFALINA e il PINOCEMBRINO, altri due fratelli flavonoidi, per non fare torto a nessuno. Altri componenti interessanti del mio fitocomplesso sono poi l’acido caffeico, l’elicrisina (un composto costituito da diversi flavonoidi), acido ursolico, rutina, isoquercetina, calcio, magnesio, potassio e silicio. La composizione dell’olio essenziale varia e contiene principalmente curcumene, pinene, acetato di nerile, nerolo, linalolo.

OLEOLITO: dai fiori di Elicriso lasciati a macerare in un olio vegetale per circa un mese si ottiene un oleolito dalle ottime proprietà per la pelle, che trova largo impiego nella cosmetica naturale

-Già i Romani e i Greci la conoscevano vero, caro Signor Elicriso?

-Lei, Dottoressa, vedo che  si è documentata assai prima di questa intervista, proprio così! I Romani e i Greci decoravano le statue degli dei con corone intrecciate con le mie infiorescenze.  I sardi, ancora oggi ne fanno un uso simile: i bachi da seta, che solitamente si nutrono con le foglie di gelso, vengono nutriti con i miei fiori, producendo una seta naturalmente gialla, usata poi  per la produzione di vestiti tradizionali.

-Scusi se la interrompo caro Signor Elicriso, alcune “voci”, mi corregga se sbaglio, mi hanno parlato di un suo acerrimo nemico, tra l’altro molto temuto, lo Staphylococcus aureus, conferma?

-Ma sta scherzando?!Ma certo! La mia battaglia è proprio contro di lui e da alcuni ultimi studi è emersa la mia capacità di inibire la crescita di alcuni ceppi, sia meticillino-resistenti che meticillino-sensibili, (inibisco inoltre alcuni enzimi fattori di virulenza come coagulasi, DNAsi, termonucleasi e lipasi). La mia attività antibatterica è riconducibile all’azione dell’Arzanolo e di altri composti fenolici quali cumarati, benzofurani, pironi e floroglucinoli eterodimerici. Queste osservazioni convalidano l’uso topico che mi vede in prima linea per prevenire le infezioni delle ferite, una pratica che apparteneva già, udite udite, alla medicina tradizionale della zona mediterranea! Un bel traguardo Dottoressa, non trova?

-Davvero signor Elicriso, lei mi stupisce! Quali sono i Paesi in cui sente di riuscire a dare il meglio di sè?

Italia, Spagna, Portogallo e Bosnia ed Erzegovina. In questi paesi, i miei fiori e le mie foglie sono le parti più utilizzate nel trattamento di disturbi come allergie, raffreddori, tosse, disturbi del fegato e della colecisti, infiammazioni, e insonnia. Inoltre potrei definirmi antisettico (soprattutto per le infezioni al tratto respiratorio), digestivo, cicatrizzante e capace di migliorare i problemi articolari. Mi lasci vantare di un’altra importante azione, sono  un vero e proprio aiutante nella psoriasi, con cui ho un conto aperto..

-Quali sono i due ricercatori, se ci sono, a cui lei deve diciamo di più?

-Le rispondo con enorme senso di gratitudine e orgoglio, giacchè condividono con noi la nazionalità: Castore Durante e Leonardo Santini! Castore Durante (1529-1590), medico e botanico rinascimentale, scoprì che un enolito a base di miei capolini essiccati era molto efficace per il trattamento dei disturbi del fegato, in seguito utilizzò anche un mio decotto per contrastare il catarro.

Dopo ben quattrocento anni bussò alla porta il mio cosiddetto “padre adottivo” Leonardo Santini, oggi considerato uno dei miei massimi esperti. Egli utilizzò il decotto descritto da Castore Durante per i suoi pazienti ammalati di problemi respiratori, lo usava per le affezioni bronchiali del bestiame, ma, sicuro della sua atossicità, lo provò anche sui suoi pazienti con ottimi risultati.

Successivamente decise di fare un salto di qualità e di provarmi nella psoriasi e nelle dermatiti eczematose ancora una volta con notevole successo. Iniziò ad utilizzare l’infuso dei fiori e di sommità fiorite, successivamente il decotto (al 5%) che trovò più efficace. Attratto da tali osservazioni, Santini iniziò a sperimentare clinicamente un decotto e uno sciroppo a base di Elicriso, accorgendosi che l’attività di quest’ultimo era simile a quella del cortisone. A livello topico usava un oleolito di Elicriso al 10% e balneoterapia con decotto concentrato della pianta al 20%.

I miglioramenti si avvertivano già dopo tre settimane di trattamento, le chiazze  eritemato-squamose miglioravano con riduzione concomitante del prurito. La ricaduta avveniva a distanza di due mesi con una sintomatologia nettamente migliore e immediatamente reversibile. Da tenere in considerazione è la sicurezza della mia droga: essa appare priva di effetti avversi locali e sistemici. Questo mio “papà acquisito” decise un bel giorno di utilizzarmi anche per la rinite allergica complicata da infiammazione della congiuntiva, irritazione cutanea e cefalea, in aerosol e collirio.

Santini riconduceva la mia azione antiallergica all’ effetto disintossicante, lui mi ripeteva sempre che io ero in grado di esaltare l’azione protettiva cortico-surrenalica e di bloccare il rilascio di sostanze responsabili del rilascio di istamina, mi diceva sempre che il segreto di questa mia capacità era dovuto al fatto che riducevo la permeabilità di membrana e avevo un potere antiossidante.

Santini ottenne notevoli risultati usandomi in pomata anche per trattare geloni e ustioni.

-Santini è stato davvero importante per lei, come ha saputo “ringraziarlo” di così tanta dedizione nei suoi confronti?

-Cara Dottoressa, in onore di questo mio “papà adottivo”, ho fatto sì che una classe di lipidi presente nella pianta fosse chiamata Santinoli: si tratta di acidi grassi a catena media mai scoperti, i quali rappresentano un nuovo tipo di lipidi vegetali ancora poco studiati. Curiosamente, uno degli acidi presenti è un marcatore per la diagnosi dell’acidemia propionica.

-Cercando informazioni su di lei, ho trovato interessanti studi che la interessavano, uno tra questi, la dichiarava in grado di migliorare l’iperglicemia post-prandiale nei topi in cui era stato indotto il diabete. 

-Cara Dottoressa confermo! Nel lavoro di De la Garza, studiando alcune piante medicinali ricche in flavonoidi capaci di migliorare l’iperglicemia post prandiale nei ratti resi diabetici, gli autori suggeriscono che il miglioramento dell’ iper-insulinemia  sia essenzialmente dovuto alla inibizione di alcuni enzimi (alfa glucosidasi ed alfa amilasi) e alla inibizione dell’uptake  del glucosio. Nello studio di Rigano invece hanno studiato l’efficacia dei miei fiori nel trattamento dei disturbi intestinali.  I risultati dimostrano che il mio estratto ha proprietà antispastiche ed inibisce il transito specialmente nell’ intestino irritato. In un recentissimo studio condotto su 117 pazienti, si è visto come una crema da notte a base di melatonina, carnosina ed il mio estratto, aiutava a ridurre la reattività cutanea e i segni di fotodanneggiamento! Avremo modo di approfondire proprio questo risultato in un articolo dedicato! 

-Ricapitolando signor Elicriso, numerose ricerche hanno confermato il suo utilizzo per la sua attività anti-infiammatoria, il potere antiossidante, le potenzialità antimicrobiche e antivirali, ma se le chiedessi ora quale futuro lei ha davanti, lei cosa mi risponderebbe?

-Beh, cara dottoressa, mi piacerebbe che scoprissero nuove mie potenzialità, mi piacerebbe assistere al mio utilizzo in settori come quello cosmetico, alimentare e farmaceutico.

-Sono sicura, che già anche solo dopo questa intervista caro Signor Elicriso, molti Pharmaddicted e amanti della Scienza e della Conoscenza, nonché della galenica Fitoterapica, saranno rimasti molto colpiti dalle sue infinite qualità! Onorata di aver potuto fare con lei questo interessante viaggio alla scoperta di tutte le sue sfumature dorate, la saluto dicendole che questa chiacchierata con lei, oggi è stata come farsi riscaldare da un  bellissimo raggio di sole!

Giulia Sanino

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo.
Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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