Medicina e salute, Medicina integrata e Fitoterapia

La Cannabis e l’uomo: un legame millenario

La relazione tra uomo e Cannabis ha avuto inizio circa 5000 anni fa, quando in Asia centrale la coltivazione di questa pianta era principalmente destinata alla produzione di fibra tessile. Le caratteristiche psicotrope della Cannabis, dovute alla presenza del THC (Tetraidrocannabinolo), furono scoperte per la prima volta in India dove veniva impiegata per scopi religiosi e per le sue proprietà terapeutiche. Il padre della medicina cinese Shen Nung (Cina 2737 a.C), inserisce la Cannabis all’interno dell’antica farmacopea delle erbe medicinali cinesi il “Pen T’sao Ching” come rimedio per il trattamento di gotta, reumatismi, malaria, stipsi e debolezza mentale (Parella, Breve storia della Cannabis). Fu grazie alle migrazioni delle tribù nomadi che la Cannabis seguì l’uomo nel bacino del Mediterraneo e giunse fino all’ Europa occidentale e al Medio Oriente. Uno dei più antichi e famosi riferimenti scritti sull’uso della pianta lo si ritrova in un testo di Erodoto risalente al 500 a.C (Storie, IV, 74-5), in cui racconta che gli Sciiti usavano consumarla durante i banchetti e le cerimonie funebri per mettere allegria (Samorini – Gli Sciiti e la canapa). Dall’Egitto, la diffusione proseguì nel resto del continente Africano soprattutto per l’uso terapeutico: per Pigmei, Zulù e Ottentotti divenne un indispensabile medicamento in casi di crampi, epilessia, gotta (Parrella, Breve storia della Cannabis). La coltivazione di Cannabis da fibra, per la sua qualità in termini di resistenza ed elasticità, fu incrementata in Europa centrale e meridionale. In Italia, in particolare, la canapa (nome comune della Cannabis Sativa L.) per scopo tessile, è stata un’enorme risorsa per la produzione di vestiti di pregiata manifattura ed ampiamente utilizzata nella navigazione, veniva impiegata per la realizzazione di corde e vele delle navi mercantili e da guerra delle fiorenti Repubbliche Marinare.

Abito e tessuti di canapa realizzati artigianalmente al telaio

Nel XII secolo i tribunali dell’Inquisizione colpirono duramente la cultura e l’uso della Cannabis, al punto tale che sia in Spagna che in Francia fu vietato qualsiasi uso della pianta. La repressione ecclesiastica non fu tale da impedire l’espandersi della Cannabis nel nord Europa, dove le estese coltivazioni in vari Paesi ne garantirono la diffusione e l’uso dei suoi derivati in tutto il mondo. Nonostante nel 1484 una bolla papale ne vietò l’uso ai cattolici, la Cannabis si diffuse comunque negli ambienti intellettuali dove il consumo a scopo ricreativo divenne una vera e propria moda: famoso è il “Club des Hashischins”, o mangiatori di Hashish, frequentato da poeti e scrittori del calibro di Victor Hugo, Alexandre Dumas, Charles Baudelaire e Honoré de Balzac. Per restare in ambito letterario, la Bibbia di Gutenberg fu redatta su carta di canapa. Fu grazie alle campagne militari di Napoleone Bonaparte in Egitto, che dall’Ottocento in poi la Cannabis acquistò un particolare interesse a livello medico soprattutto in seguito ai numerosi racconti aneddotici sui suoi innumerevoli effetti benefici. Fu nel corso del XIX secolo che la medicina occidentale la adottò ufficialmente come farmaco per la sua particolare efficacia antiemetica, analgesica, anticonvulsiva e per contrastare emicrania, debolezza muscolare e dismenorrea. Era di uso comune utilizzare farmaci costituiti da estratti di Cannabis. All’inizio degli anni ’30, in seguito all’ingresso della canapa nell’industria cartiera, si assistette ad un ulteriore incremento delle coltivazioni sia in America centro-settentrionale che nell’Europa centrale. L’utilizzo fu talmente diffuso che anche la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti fu stesa su carta di canapa. Fu agli inizi del XX secolo, a partire dagli USA, che una serie di circostanze storico-politiche determinarono un’inversione di marcia sul largo impiego della Cannabis. La canapa fino ad allora era una fonte abbondante di materia prima per numerosi settori industriali con una caratteristica unica: una risorsa ecosostenibile e rispettosa dell’ambiente.

Rappresentazione della pianta di Cannabis Sativa nella Farmacopea fiorentina del XVI secolo

Dr. Giuseppe Battafarano- Biotecnologo medico e farmaceutico

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo.
Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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