Alimentazione e Sport

Valutare lo stato nutrizionale marziale ? Bisogna tener conto di perdite e necessità individuali

Analizzare lo stato nutrizionale del ferro all’interno dell’organismo umano non è facile come sembra, in quanto, diversi sono gli indici diagnostici che devono essere presi in considerazione e tante altre possono essere le condizioni individuali del soggetto che caratterizzano la diagnosi marziale.

Una dieta mediterranea apporta un quantitativo di ferro che si attesta intorno ai 10-20 mg al giorno. A tal proposito spesso ci si trova di fronte a profili dietetici che non tengono conto del fabbisogno marziale del soggetto, portandolo ad uno stato carenziale. In genere nei Paesi in via di sviluppo vengono a verificarsi stati di carenza di ferro anche in relazione al largo consumo di fibre insolubili che ne alterano l’assorbimento.

ferro

In particolare l’Africa risulta esclusa da tale condizione in quanto durante la preparazione di bevande alcoliche ,in pentoloni di ferro, questo metallo viene disciolto all’interno delle stesse durante la preparazione.

In media le scorte di ferro all’interno del nostro organismo presentano dei valori di riferimento specifici per uomo e per donna :

  • DONNA : 500-1500 mg
  • UOMO : 300-1000 mg

Come è possibile valutare uno stato carenziale di ferro?

tabella-fabbisogno-ferro

Per stimare una carenza marziale si prendono come riferimento alcuni indici biochimici importanti :

  • Ferro colorabile negli aspirati di midollo osseo
  • Ferritina plasmatica
  • Transferrinemia
  • Sideremia

Quando il clinico si trova di fronte ad una carenza marziale, in generale, si ha una diminuzione della saturazione della transferrina, diminuzione della sideremia e contemporaneo aumento della quantità totale di transferrina.

Nella situazione citata, di solito, diminuisce anche la concentrazione di ferritina nel siero, mentre la transferrina e la sideremia potrebbero essere ancora nella norma in presenza di lievi carenze marziali.

Altri indici di riferimento importanti sono la quota libera di protoporfirina all’interno degli eritrociti, la ferritina ed il recettore per la transferrina che è stato proposto come test importante per la diagnosi di carenza.

Anemie e diagnosi differenziale

globuli-rossi-bianchi-piastrine

Per effettuare una diagnosi differenziale tra i diversi tipi di anemie microcitiche (diminuzione della grandezza dei globuli rossi) è utile tener presente differenti fattori. Nella deficienza di ferro si somministra il metallo che porta ad un miglioramento del quadro clinico del paziente, ma li dove se ne è attestato uno stato carenziale.

E’ importante anche considerare che la ferritina si innalza in alcuni processi infiammatori cronici : artrite reumatoide, linfoma, leucemia, forme tumorali e insufficienza renale cronica.

Differenziare tali stati patologici da una anemia sideroblastica è importante, in quanto, quest’ultima risulta caratterizzata da un eccesso di ferro in determinati distretti.

Dunque per diagnosticare una anemia ferrocarenziale bisogna dimostrare una diminuita scorta di ferro all’interno dell’organismo attraverso una valutazione del suo stato nutrizionale.

Perdite obbligatorie

ferro-sangue

Esistono all’interno del nostro organismo delle perdite obbligatorie di ferro che possono avvenire in diversi distretti ed in relazione a diversi fenomeni degenerativi.

La maggior parte delle perdite avviene attraverso le feci, ed in questo caso il metallo deriva dallo sfaldamento di cellule mucosali morte, dalla bile o da globuli rossi provenienti da minuscolo episodi emorragici.

Altre quantità molto piccole di ferro vengono eliminate attraverso la pelle dalla desquamazione di cellule epiteliali attraverso il sudore e con le urine che lo contengono solo in tracce.

Di solito i bisogni marziali vengono calcolati con la regola di 1mg.d -1 , nel maschio adulto, con il metodo fattoriale.

Analizzando le eventuali perdite :

  • 0.35 mg derivanti dall’intestino in relazione a piccoli fenomeni emorragici
  • 0.20 mg con secrezioni epiteliali
  • 0,08 mg con le urine
  • 0,10 mg dalla ferritina delle cellule mucosali desquamate
  • 0,20 mg con la bile

Andare a stabilire la perdita marziale che avviene con il ciclo è difficile, in quanto vengono persi in media 40 ml di sangue ma alcune donne presentano cicli molto più abbondanti pur non presentando stati carenziali.

La gestazione compresi i 6 mesi di allattamento portano ad una deplezione del metallo che va da 420- 1.030 mg di ferro.

Di solito il sangue perso durante il parto non viene considerato in quanto risulta pareggiato dai mesi senza ciclo. Non viene preso in considerazione anche l’extra ferro che è necessario per l’espansione dell’utero e per volume ematico, in quanto questo viene recuperato dopo la gravidanza.

Il fattore più importante da tenere in considerazione è che durante la gravidanza la donna necessità di quantità di ferro maggiori in relazione ad un avida deplezione indotta dal feto.

Gli specialisti a tal proposito consigliano supplementi di ferro nella donna gravida proprio in relazione a tale fenomeno.

Il fabbisogno marziale di una donna in gravidanza non può essere, nella maggior parte dei casi, soddisfatto con il solo atto alimentare.

Fabbisogno marziale e particolari condizioni

L’assorbimento intestinale di ferro alimentare si attesta intorno al 10-20 % ed in base a tale fattore possono essere eseguiti dei calcoli matematici di quantità minime da assumere.

In realtà la situazione risulta molto più complessa perchè non tutti abbiamo la stessa capacità di assorbimento da parte della barriera intestinale ed inoltre il fabbisogno cambia in relazione a sesso, età e condizione patologica, nonchè alimentare.

I maschi presentano una maggiore necessità di ferro durante la rapida crescita puberale, mentre nelle donne questa si verifica nel periodo di maggiore fertilità.

In particolare ci sono gruppi di persone che richiedono particolari considerazioni circa i bisogni di ferro :

  • Donatori abituali di sangue necessità di un aumento del fabbisogno marziale
  • Parassitosi intestinale: in soggetti di particolari Paesi le infezioni da anchilostomi impongono fabbisogni più alti di ferro
  • Donne che utilizzano contraccetivi orali : Riduzione del flusso mestruale del 60% con abbassamento della RDA relativa di ferro
  • Donne in menopausa che utilizzano terapia ormonale sostitutiva: Sanguinamento relativo uterino con aumento di bisogno di ferro
  • Diete vegeriane: attenzione particolare ai vegetariani che assumono alimentari che non hanno ferro-eme e tutto ciò comporta un minore assorbimento del metallo con relativo aumento di carenza marziale.

Nell’ultimo punto bisogna specificare al lettore che non tutte le diete vegetariane portano a questo tipo di condizione, in quanto bisogna andare ad analizzare i singoli alimenti inseriti nel protocollo alimentare calcolando, in relazione al soggetto, il giusto apporto marziale .

Dr. Vincenzo Zottoli – Farmacista, dottore in Biologia, master di secondo livello in dietetica e nutrizione clinica.

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo. Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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