Alimentazione e Sport

Sarcopenia ed invecchiamento: Cosa si intende per sarcopenia?

Quando sentiamo parlare di sarcopenia dobbiamo pensare ad una graduale degradazione del tessuto muscolare e della sua funzionalità. Nello specifico le fibre interessate da questo depauperamento sono principalmente le fibre 2a, ovvero quelle a contrazione rapida. Una perdita graduale di 1-2% di massa muscolare all’anno porta il paziente ad un graduale declino della mobilità e grave disabilità.

Le cause ipotizzate che sono alla base di questo processo patologico sono diverse, e tra queste ritroviamo :

  • Attività fisica non regolare
  • Alterazioni endocrine
  • Perdita della funzione neuromuscolare
  • Cambiamento del metabolismo proteico
  • Apoptosi
  • Patologie o traumi
  • Genetica
sarcopenia-radiografia

L’alimentazione ancora una volta diventa una protagonista importante del processo, in quanto, una dieta ipocalorica ed ipoproteica contribuisce in maniera profonda alla sarcopenia.

Nel soggetto anziano studi sperimentali hanno dimostrato che nonostante un introito calorico giornaliero adeguato, una dieta ipoproteica può portare ad un decadimento della massa muscolare e della funzionalità immunitaria.

A livello molecolare vi è una diminuzione della sintesi proteica a livello mitocondriale, probabilmente riconducibile a danni al DNA mitocondriale ed alterazione dell’attività ossidativa di questo organello. Risulta inoltre aumentato il catabolismo delle proteine mediante il sistema ubiquitina dipendente-proteasoma.

Una particolare attenzione va data anche alla diminuzione della sintesi ormonale come il testosterone, deidroepiandrosterone e IGF1, che sono normalmente responsabili di un’aumentata sintesi proteica.

Diversi studi hanno dimostrato che alla base della sarcopenia vi sia un processo infiammatorio di base causato da un aumento di citochine proinfiammatorie IL-1, IL-6 e TNF alfa.

La lista delle citochine infiammatorie coinvolte nel processo sarcopenico aumenta di giorno in giorno , tra le principali ritroviamo :

  • TGF- beta
  • leptina
  • resistina
  • adipnectina
  • visfatina
  • IL-8 ed MCP-1
  • proteine del sistema alternativo del complemento ( adipsina)
  • proteine emostatiche come PAI-1
  • Angiotensinogeno
  • neurotrofine come VEGF
  • proteine della fase acuta (aptoglobina, Serym Amyloid-A
sarcopenia-fattori

Il fattore di necrosi tumorale alfa rilasciato dal tessuto adiposo ha come bersaglio il tessuto muscolare, inducendo catabolismo delle proteine mediate sistema ubiquitina-proteasoma, inibizione del differenziamento dei mioblasti ed aumento dell’espressione genica delle proteine disaccoppianti UCP2 ed UCP3.

Anche l’interleuchina 6 rappresenta una citochina protagonista del “cross talk” tra tessuto adiposo e tessuto muscolare, in quanto essa stimola la proliferazione dei mioblasti ed induce insulino-resistenza con conseguente bloccato del recettore GLUT-4 del glucosio , attraverso un meccanismo che vede coinvolto anche il fattore di necrosi tumorale alfa.

Bisogna specificare che un aumento della produzione di ormoni come testosterone ed estrogeni portano ad una diminuzione di IL-1 ed IL-6. Tenendo conto di questa importante premessa, si può ricollegare una diminuzione ormonale ad un indiretto aumento del catabolismo muscolare.

Gli indici di riferimento per definire la sarcopenia

Gli indici che vengono utilizzati a livello sperimentale per definire l’evidenza di un processo sarcopenico sono :

  • RMS o indice di massa muscolare relativa che viene definito con il rapporto tra la massa muscolare espressa in chilogrammi, diviso per la statura del paziente espresso in metro quadro. La sarcopenia insorge quando tale indice risulta inferiore di 2 deviazioni standard rispetto alla popolazione di riferimento. Per l’uomo sarcopenico si ha un valore di RMS inferiore a 7,26 kg/m2, mentre per la donna è di 5,53 kg/m2.
  • BCMI o body cell mass index o indice di massa cellulare corporea è definito dal rapporto tra il BCM in chilogrammi diviso per la statura dell’individuo in metri quadri. In base a questo indice si parla di sarcopenia quando si ha un BCMI inferiore di a 2 deviazioni standard rispetto al riferimento. In particolare nell’uomo si ha sarcopenia quando BCMI < 8,83 kg/m2 , mentre nella donna quando si ha un BCMI < 6,96 kg/m2.

Sarcopenia ed invecchiamento

Una caratteristica dell’invecchiamento è la sarcopenia e la sua graduale perdita della massa muscolare che ne deriva. Sappiamo che il processo di senescenza è ricollegato a numerosi fenomeni fisiologici che si riflettono sulla vita dell’anziano. La diminuzione di produzione di ormoni quali testosterone ed l’aumento di radicali liberi, per compromissione graduale dei meccanismi omeostatici antiossidanti (ad es. Glutatione) può portare ad un aumento del processo sarcopenico sempre più invalidante.

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Positive emotions. Happy delighted senior woman practicing Nordic walking and smiling while being in a good mood

In questo senso la sarcopenia è un processo ipotrofico ed ipoplastico con diminuzione nel numero e nella grandezza della cellula muscolare in particolar modo dopo i 50 anni di età. L’invecchiamento compromette la risposta adattiva del muscolo scheletrico umano all’esercizio fisico eccentrico attraverso la perdita della modulazione differenziale di geni capaci di produrre citochine già menzionate nei paragrafi precedenti.

Ci sono diversi fattori che rinforzano la correlazione tra immobilizzazione e sarcopenia:

  • Sarcopenia => danno muscolare => caduta e fratture => immobilizzazione => sarcopenia
  • Sarcopenia => incapacità di procurarsi cibo => malnutrizione => danneggiamento della sintesi proteica => sarcopenia
  • Sarcopenia => diminuzione riserve proteiche dell’organismo => incapacità di far fronte alla necessità di nuove proteine successive a trauma o incidenti => sarcopenia

In ultima analisi consideriamo un aspetto importante della questione sarcopenica, ovvero gli antiossidanti. A tal proposito, vi è una forte correlazione tra capacità antiossidante dell’organismo e prestazione muscolare. Uno studio italiano ha dimostrato che gli anziani con una percentuale più alta di antiossidanti naturali plasmatici come la vitamina C presenta delle prestazioni muscolari migliori.

Tali considerazioni sono da riferirsi solo ed esclusivamente al tessuto muscolare ed alla sua correlazione con la senescenza. Per combattere l’invecchiamento è importante l’attività fisica praticata giornalmente ma con molta prudenza, in quanto altre patologie ( ad es. cardiovascolare) concomitanti potrebbero compromettere la vita dell’ anziano.

Dr. Vincenzo Zottoli – Farmacista, dottore in Biologia, master di secondo livello in dietetica e nutrizione clinica.

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo. Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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