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IBS : Una Sindrome “troppo” multifattoriale?

La IBS o Irritable Bowel Syndrome è una delle patologie più frequenti in gastroenterologia. Da un punto di vista eziologico la malattia presenta ancora molti punti oscuri. A livello medico viene definita come :

  • Colite
  • Colite mucosa
  • Colite spastica
  • Colon infiammato

Il principale problema di questa malattia è riconducibile ad una non alterazione macroscopica che possa far pensare ad uno stato patologico. Nonostante ciò esiste un gruppo eterogeneo di sintomi che sono riconducibili ad essa:

      • Meteorismo
      • Gonfiore addominale
      • Stipsi o Diarrea
      • Alterazione del tono dell’umore
      • Dolori addominali
      • Flatulenza
      • Depressione
      • Ansia
      • Alterazioni dell’alvo frequenti

Sindrome colon2

Questi sintomi possono presentarsi singolarmente od in associazione per periodi più o meno lunghi.  La frequenza e l’intensità dei sintomi possono variare nel corso della malattia e presentano una grande variabilità. Bisogna specificare che sia le situazioni di stress che i pasti possono esacerbare l’intensità della sintomatologia della IBS.

Epidemiologia

IBS

L’epidemiologia medica indica che la malattia presenta una diffusione abbastanza caratteristica. In Europa la malattia presenta una preponderanza nel Sud e una diminuzione nel Nord Europa. La percentuale degli italiani affetta da IBS è altissima in quanto arriva fino al 30% della popolazione colpita.

Si tenga presente che la malattia interessa circa il 10-20% degli adulti e adolescenti di Europa e Stati Uniti.

Le popolazioni asiatiche ed africane pare abbiano un’incidenza minore, probabilmente riconducibile alle differenze socio-culturali e sanitarie.

Il subcontinente indiano presenta una prevalenza nei soggetti maschi con il 70-80% dei pazienti con IBS; mentre nei paesi occidentali la malattia colpisce maggiormente le donne (2:1).

La fascia più colpita è quella tra i 20 e i 30 anni, mentre i pazienti che decidono di curarsi è compresa tra i 30 e i 50  anni, in particolare le donne.

Considerazione obbligatoria da fare è quella dei costi che la patologia impone allo stato, attraverso spese dirette (visiste specialistiche, indagini diagnostiche in teoria non necessarie, ricoveri ospedalieri ed interventi chirurgici) che indiretti ( forzato assenteismo dal lavoro, essendo di grado severo 1 caso su 4 di IBS).

Come avviene la diagnosi?

Lo specialista che si approccia a questo tipo di malattia arriva ad una sua diagnosi per “esclusione”. Questo avviene perchè si ha un’incompleta conoscenza della fisiopatologia del processo patologico e come tale non esiste una terapia specifica.

ciao sindrome colon

Anche se la malattia non porta ad un aumento della mortalità o di patologie correlate, vi è un notevole impatto sulla vita del paziente a causa della sua “cronicizzazione”.

Sono in corso degli studi specifici per trovare dei markers biologici affidabili per la malattia, ma purtroppo con gli esami attualmente disponibili non è possibile giungere ad una diagnosi certa della malattia. Ad oggi si ricorre ancora ai criteri di Roma  III, delineati da un team di esperti, che hanno definito la IBS come ” un gruppo di disordini intestinali funzionali nei quali il dolore addominale è associato alla defecazione o a modificazioni delle abitudini dell’intestino o a percezione soggettiva di alterata defecazione”.

I criteri di Roma III stabiliscono per la diagnosi di IBS includono dolore o discomfort addominale ricorrente per almeno 3 giorni al mese negli ultimi 3 mesi o a 2 o più dei seguenti sintomi:

  • miglioramento con l’evacuazione
  • variazione nella consistenza delle feci
  • variazioni nella frequenza delle evacuazioni

Bisogna specificare che vi sono altri sintomi che possono comparire come :

  • Alternanza di evacuazioni da meno di 3 a settimana a più di 3 al giorno
  • alterata consistenza delle feci : dure/caprine, poltacee/liquide
  • disturbi dell’evacuazione : sforzo, stimolo impellente, sensazione di evacuazione incompleta.
  • presenza di muco bianco nelle feci
  • gonfiore
  • sensazione di distensione addominale

A questa classificazione va aggiunta anche la scala di Bristol ( 7 tipologie delle feci) , Classificazione Funzionale di Longstreth, che prevede 4 tipologie di pazienti :

Bristl

  • stipsi prevalente
  • diarrea prevalente
  • alvo misto/alternante
  • alvo indeterminato

Patologia multifattoriale

La IBS resta ancora oggi, come già anticipato, una patologia non ancora ben definita. Alcune osservazioni sperimentali, su pazienti, hanno portato ad ipotizzare che essa dipenda da alcuni meccanismi fisiopatologici multifattoriali:

      • alterazione delle motilità intestinale
      • iperalgesia viscerale
      • alterazione della barriera mucosale intestinale
      • alterazioni microbiota intestinale
      • sindorme da contaminazione batterica (SIBO)
      • alterazione immunitaria
      • alterazione asse intestino-cervello

Data la vastità dei sintomi, le terapie hanno come obiettivo il controllo della sintomatologia ricorrente agendo sulla qualità della vita del paziente.

La terapia farmacologia è molto vasta e comprende diverse tipologie di prodotti:

  • anticolinergici
  • antidiarroici
  • disinfettanti intestinali
  • antibiotici
  • lassativi osmotici
  • lassativi irritanti
  • antimeteorici
  • antispastici
  • procinetici
  • antidepressivi
  • antiserotoninici 
  • oppioidi
  • attivatori canali del cloro
  • antiguanilato ciclasi

A tale terapia di solito il medico associa: attività fisica, agopuntura, ipnoterapia e misure dietetiche che sono tese a ridimensioare il consumo di FODMAPs.

colon irri

Con tale acronimo si indicano Fermentable Oligosaccaridhes, Disaccaridhes, Monosaccarisidhes and Polyiols, ovvero saccaridi che vengono assorbiti in modo incompleto dall’intestino e che fermentando, possono determinare tutti i vari sintomi addominali della IBS.

La nutraceutica può agire li dove la terapia farmacologica ha fallito per esacerbazione dei sintomi della malattia. Maggiori attenzioni devono essere date alla dieta e allo stile di vita dell’individuo.

Quindi ancora una volta curare se stessi a 360 gradi risulta ancora una prerogativa fondamente per combattere i processi patologici in genere.

Dr. Vincenzo Zottoli

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo.
Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

1 pensiero su “IBS : Una Sindrome “troppo” multifattoriale?”

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