Medicina integrata e Fitoterapia

Nutraceutica e IPB: esiste una conferma scientifica?

Cosa si intende per IPB?

Per IPB s’intende Ipertrofia Prostatica Benigna che corrisponde ad un aumento di volume della ghiandola prostatica.

Nello specifico l’aumento di volume si traduce in un’ipertrofia della porzione stromale e parenchimale della ghiandola. La parte coinvolta è quella centrale che risulta essere caratterizzata dalla porzione prostatica dell’uretra e la zona di transizione.

Studi epidemiologici dimostrano che è poco frequente negli uomini di 40 anni e si stima che il 50% degli uomini di 50 anni sviluppi disturbi disurici da IPB e l’incidenza aumenta di un 10% ogni anno fino ad arrivare all’80% negli uomini tra i 70 e gli 80 anni.

infiammazione prostat
Fig.1 Infiltrazioni immunitarie all’interno del tessuto prostatico in uno stato infiammatorio

A livello microscopico, la condizione patologica, appare come una caratteristica condizione benigna di crescita di tessuto prostatico sotto forma di noduli microscopici. Tali formazioni, nel corso del tempo, aumentano in dimensioni ed in numero, andando a distorcere e comprimere l’uretra prostatica causando un’ostruzione della fuoriuscita dell’urina.

Cenni di eziologia e fisiopatologia del processo

In realtà ancora oggi molti aspetti eziologici della malattia non sono stati ancora chiariti. Una volta esclusi i fattori ambientali riconducibili al processo patologico, sono stati presi in considerazione altri aspetti, quali:

  • Sindrome metabolica
  • Infiammazione cronica
  • Alterazione metabolismo androgenico, con conseguente accumulo anomalo di diidrotestosterone.
inibitore 5 alfa
Fig.2 Substrato e prodotto dell’enzima 5-alfa reduttasi

L’osservazione del tessuto prostatico, in condizioni fisiologiche, è caratterizzata da assenza di infiltrazioni di cellule immunitarie.

Sezioni del tessuto ipertrofico, invece, mostrano un infiltrato diffuso di linfociti T, linfociti B e macrofagi.

L’infiammazione determina una sovraespressione di fattori di crescita cellulare, determinando una proliferazione con conseguente squilibrio del ciclo cellulare. Le cellule a tale livello continuano a crescere con una riduzione dei processi apoptotici.

Attualmente la IPB è stata messa in relazione con la sindrome metabolica, in particolare la componente diabetica della malattia, porta ad un’aumento dell’insulinemia che pare conduca ad uno stimolo proliferativo per le cellule. L’aumento della pressione arteriosa, con relativo aumento di catecolamine circolanti, rallentano il turnover apoptico delle cellule.

La decisione di una terapia da intraprendere

La scelta della terapia da attuare per combattere il processo patologico non è facile. Questa decisione dipende in larga scala da quelli che sono i sintomi ed il loro impatto sulla vita del paziente. Il trattamento farmacologico costituisce il trattamento di prima linea per l’IPB sintomatica.

trattamento IPB
TRATTAMENTO MEDICO. Inibitori 5-α. reduttasi. Alfa- litici. FINASTERIDE. DUTASTERIDE. ALFUZOSINA. TAMSULOSINA. TERAZOSINA. DOXAZOSINA. PRAZOSINA. FITOTERAPICI. SERENOA REPENS. PIGEUM AFRICANUM.

Le principali terapie farmacologiche utilizzate sono:

    • inibitori della 5-alfa-reduttasi che bloccano la conversione del testosterone nel suo metabolita attivo 5-alfa-diidrotestosterone, che è responsabile della crescita prostatica.
    • Fitoterapici che agiscono su componenti correlate della malattia
    • alfa-litici che agiscono sulla componente dinamica dell’IPB, contrastando la componente vasale della malattia agendo sull’ipertono della muscolatura liscia del collo vescicale e dell’uretra.

Tirando le somme

Le terapie combinate con diverse molecole sono un’altra opzione di trattamento che è stata testata in diversi studi. L’utilizzo di terapie non tradizionali negli uomini con sintomi delle basse vie urinarie o LUTS (Lower urinary tract symptoms), è aumentato notevolmente a causa di diversi fattori come l’insoddisfazione del paziente sottoposto a trattamento farmacologico standard.

Nonostante la grande pubblicità di fitoterapici utilizzati per tale tipologia di problema, e l’aumento del consumo relativo, la reale efficacia risulta in alcuni casi controverso.

Gli agenti fitoterapici, diffusosi a partire dagli anni ’90, sono un gruppo eterogeneo di prodotti che possono contenere differenti concentrazioni di sostanze attive. Nonostante le linee guide della EAU non comprendano specifiche raccomandazioni a riguardo dell’utilizzo di fitoterapici, oggi l’uso e le prescrizioni sono aumentate notevolmente. La maggior parte dei farmacisti si ritrova a consigliare prodotti, o interpretare prescrizioni mediche che hanno come protagostini questa categoria di prodotti.

In tale campo non vi è ancora una raccomandazione a riguardo in quanto molti sono i fattori limitanti:

  • Pochi studi scientifici sulla reale azione di queste molecole
  • Quadro normativo limitato
  • Estesa eterogeneità di prodotti

Nonostante ciò, l’utilizzo della fitoterapia per combattere l’iperplasia prostatica benigna è presente, in alcuni stati, nel 50% delle prescrizioni mediche.

Di contro bisogna specificare che alcuni dati sperimentali, derivanti da studi scientifici, hanno suggerito possibili meccanismi di azione per gli agenti fitoterapici.

Gli studi in vitro dimostrano come alcuni estratti di piante possano agire con effetti anti-infiammatori, simil-ormonali, riducendo la proteina legante gli ormoni sessuali ed inibendo l’aromatasi, la lipossigenasi, fattori di crescita stimolanti la proliferazione prostatica, agire sui recettori adrenergici, sulla 5-alfa-reduttasi, neutralizzare radicali liberi e vari recettori muscarinici, diidropirdinici e vanilloidi.

Non tutti questi effetti sono stati confermati in vivo, ed i meccanismi dettagliati sulla modalità d’azione di alcune sostanze resta ancora da chiarire.

Farmacista_5_10241

Come abbiamo visto, l’utilizzo della fitoterapia non è totalmente da scartare per coadiuvare gli approcci terapeutici canonici.

Affidarsi solo a professionisti competeneti sicuramente porterà verso l’utilizzo del prodotto maggiromente congeniale alla nostra problematica e con una valenza scientifica riscotrabile da studi sperimentali.

Nei prossimi articoli tratteremo solo quei principi attivi derivanti da piante, per i quali esistono studi sperimentali che hanno portato a dei risultati in campo terapeutico.

 

Dr.Vincenzo Zottoli

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo.
Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...