Alimentazione e Sport

Introduzione ai Disturbi Alimentari

Disturbi-alimentari-depressione-bullismo

I disturbi alimentari (DA)  rappresentano nei paesi occidentali e industrializzati una vera e propria emergenza a livello sanitario. La fascia di età maggiormente colpita va dai 12-25 anni, all’interno della quale almeno 8-10  su 100 donne sono affette da qualche disturbo alimentare.

Noi italiani mostriamo ancora una forte resistenza culturale ad applicare dei modelli che in altri paesi sono già attivi da anni. La terapia medico-nutrizionale, l’integrazione e la psicoterapia sono i mezzi maggiormente utilizzati per la risoluzioni di tali problematiche.

L’esperienza internazionale, oramai trentennale, che suggerisce opportune strategie di prevenzione per ridurre il pesante impatto che tali sindromi sulla salute, dovrebbe insegnarci a dare un’importanza maggiore a tale problematica.

Epidemiologia

Nei paesi occidentali 8-10 donne su 100 soffrono di un disturbo alimentare: 1-2 nelle forme più note come Anoressia e Bulimia Nervosa, le altre di Disturbi del Comportamento Alimentare Non Altrimenti Specificati ( DCA-NAS) che possono evolvere  nelle sindromi più gravi.

L’ Anoressia Nervosa ha una prevalenza tra 0 e 1.3% , la Bulimia Nervosa invece del 0.2/1.5 %, mentre i Disturbi da Alimentazione Incontrollata (DAI) dell’1% nella popolazione generale adulta e del 3% nei soggetti obesi che richiedono un trattamento e i DCA-NAS del 3.7-6.4 %.

Le ricerche epidemiologiche condotte nel nostro Paese confermano i dati Internazionali. L’età di insorgenza media di tali problematiche è 17 anni con una fascia che va dai 10 ai 30 anni. I DA che insorgono prima della pubertà e prima del menarca, sono più frequentemente associati a psicopatologie ed hanno una prognosi più sfavorevole. Sono in aumento anche i casi di esordio in età tardiva dopo i 40 anni con forte incidenza delle forme croniche del disturbo.

disturbi alimentari

I DA sono un gruppo di malattie prettamente femminile con rapporto tra donna e uomo di 9:1. Anche nei maschi tuttavia l’incidenza e la prevalenza sembrano essere in aumento anche se non in maniera marcata come per il sesso femminile. Questo aumento potrebbe essere comunque solo apparente e dovuto al fatto che oggi gli uomini affetti da tali patologie chiedono di essere aiutati o vengono, per una migliore informazione in materia, maggiormente diagnosticati.

Nel corso della storia è stata segnalata una rapida sequenza di cambiamenti negli anni, nella frequenza delle varie forme di DA. Una iniziale impennata negli anni ’60 fu ricondotta ai casi di Anoressia, per poi passare alle forme di Bulimia nervosa degli anni ’70, fino ad arrivare alle forme di DAI e multimpulsive di BN attuali. PEr comprendere questo fenomeno è importante ricordare come i DA siano considerati una sindrome legata alla cultura (Culture-bound), come dimostra la loro assenza nei paesi più poveri dell’Asia, dell’Africa o dell’America Latina e la rapida comparsa tra gli immigrati di nazioni più povere in nazioni più ricche, a causa del rapido processo di occidentalizzazione.

bulimia1

Eziologia

La riflessione clinica sui DA, in particolare sull’anoressia ha sempre fatto pensare che vi sia un fattore unico, causale, della sindrome. Ad oggi l’approccio è totalmente cambiato in quanto, essi vengono vissuti clinicamente dallo specialista, come il risultato di una multifattorialità alla base del processo patologico.

Il nucleo patologico dei DA risiede in : bassa autostima, depressione , sofferenza causata dalla mancata corrispondenza tra peso ideale e peso reale.

Il problema patologico risulta dunque essere causato da fattori socioculturali, individuali e familiari che rappresentano fattori predisponenti, precipitanti e perpetuanti dei DA.

Fattori predisponenti

I fattori predisponenti dei DA sono:

  • Predisposizione genetica
  • Genere femminile
  • età
  • Storie di ripetute diete ed oscillazioni ponderali
  • Presenza di patologie croniche come diabete, fibrosi cistica , malattia di Crohn e colite ulcerosa, patologie tiroidee.
  • Gravidanza
  • Tratti di personalità e problemi psicologici
  • Caratteristiche familiari individuali ( scarsa definizione dei ruoli, incapacità ad incoraggiare la separazione, la distinzione e l’autonomia)
  • Fattori socio-culturali ( mito del fitness, competizione , richiesta di prestazioni straordinarie, palatabilità e manipolazione industriale degli alimenti)

 

Fattori precipitanti

I fattori precipitanti sono invece rappresentati da separazioni, perdite e malattie oltre ad alterazioni dell’omeostasi familiare e menarca vissuto in maniera traumatico. Non manca in tal senso la correlazione con abusi sessuali, traumi ed esperienze sessuali fortemente segnanti.

Anche le attività sportive dove la prestazione è correlata al basso peso corporeo e non alla maturità sessuale come la danza, l’equitazione, ginnastica artistica ecc, o ancora l’elevata competizione di gruppo.

Si osservano atteggiamenti psicologici come la paura di perdere il controllo o la stima di sè stessi come fattori precipitanti.

In questa ottica risultano ancora problematici alcuni momenti tradizionali di passaggio nella vita dei giovani come :

  • inizio di un ciclo scolastico nuovo
  • Diploma o Tesi universitaria che spesso sono raggiunti sacrificando l’attività fisica e la vita di relazione, con conseguente incremento ponderale e successivo obbligo di diete drastiche nei mesi successivi.
  • Allontanamento dal nucleo familiare di origine 
  • Periodo trascorso all’estero 

In tutte queste fasi di transizione, la persona ricerca una soluzione attraverso la manipolazione del proprio comportamento alimentare e di conseguenza del peso corporeo. E’ il controllo sul’alimentazione, e la verifica dei rapidi progressi ottenuti in termini di calo ponderale attraverso:

    • Dieta
    • Vomito autoindotto
    • Iperattività sportiva
    • uso o abuso di farmaci

Woman in toilet

Tali fattori forniscono una illusoria sensazione di avere ripreso il controllo della propria situazione. Per questa ragione l’instaurarsi di uno stato di malnutrizione con tutti i gravi disagi che l’accompagnano, come:

        • Ipotermia
        • edemi
        • stipsi
        • ipotensione
        • bradicardia

Tale quadro risulta ignorato di fronte al senso di euforia che si prova per i risultati raggiunti. Il dramma è aumentato dai mass media e dagli amici che considerano “lo stare a dieta” e ” l’essere agri” come una dimostrazione di forza di volontà e di autocontrollo.

Fattori di autoperpetuazione

Guadagni secondari legati alla mattia, una posizione di potere all’interno della famiglia , evitamento di situazioni interpersonali vissute in maniera ansiogena, effetti del digiuno e della perdita di peso. Nella maggior parte dei casi il danno provocato dalle strategie adottate per ridurre il peso corporeo risulta in una desincronizzazione del sistema biopsicologico deputato al  controllo dell’introito alimentare e calorico e del peso corporeo.

bulimia

Questo si manifesta prima con la comparsa di abbuffate e poi attraverso un vero e proprio caos alimentare. L’abbuffata alimentare, prima sporadica e poi sempre più frequente, rappresenta un evento catastrofico per questi soggetti che hanno risposto la propria autonomia e senso di potere nel controllo rigido del comportamento alimentare. La paura di aumentare di peso ed i conseguenti sensi di colpa spingono verso soluzioni di compenso come il vomito indotto, l’iperattività fisica, uso o abuso di diuretici e lassativi ( a volte prescritti dagli stessi medici). Tutto questo non fa altro che aggravare la situazione di depressione e scarsa autostima sottostante il disturbo e stimolare ulteriormente la persona verso un nuovo tentativo di dieta ancora più rigida e drastica, inevitabilmente interrotta dalla disinibizione alimentare.

 

 

Dr. Vincenzo Zottoli

 

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo.
Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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