Cosmesi e Cosmeceutica

Cosmetologia: Sostanze attive sull’adipe localizzato

Le sostanze attive sulle adiposità localizzate sono diverse sia per struttura che per meccanismo d’azione.

In generale tutte le metilxantine sono attive ma in particolare la caffeina è stata riconosciuta come un attivo efficace nell’attivazione del metabolismo degli adipociti con il risultato della demolizione dei grassi immagazzinati. Il meccanismo d’azione della caffeina, teobromina, teofillina e amminofillina è dovuto essenzialmente ad un aumento intracellulare di cAMP con un’azione combinata su due livelli:

    • Aumento della sintesi di AMP ciclico, mediante un blocco dell’inibitore dell’enzima adenilato ciclasi, responsabile della trasformazione di ATP in AMPc
    • Rallentamento della degradazione dell’AMP ciclico, mediante inibizione dell’enzima fosfodiesterasi, responsabile della trasformazione dell’AMP ciclico in AMP.

Negli adipociti, l’aumento di AMPc induce l’attivazione della lipasi lipolitica, un enzima che catalizza l’idrolisi dei trigliceridi ( grassi immagazzinati) a glicerina e acidi grassi che vengono di seguito rimossi.

L’utilizzo topico di queste sostanze è indicato per le adiposità localizzati e dunque per combattere la anche la cellulite. L’assorbimento di caffeina a livello transdermico è stato oggetto di discussione per molto tempo. In termini di solubilità, tale sostanza si scioglie nell’ordine di 20g/l, dato che è stato misurato da Merck. Da tale considerazione, nei prodotti cosmetici sul mercato viene utilizzato un massimo di caffeina del 10% in peso sul totale della formula.

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Per un impatto commerciale diverso, spesso nelle formulazioni ritroviamo non la caffeina come metilxantina, ma come estratto vegetale che contiene una certa quantità di caffeina titolata.

Gli estratti vegetali comunemente utilizzati sono :

  • Cola da Cola acuminata
  • Cacao da Theobroma cacao
  • Tè verde da Camellia sinensis
  • Matè da Ilex paraguariensis
  • Guaranà da Paullinia cubana, caratterizzato da una forma di caffeina detta guarina

Utilizzare sostanze vegetali permette, da un punto di vista di marketing pubblicitario, la scelta di claim basati sulla connotazione vegetale della formula, guadagnando una connotazione positiva e diretta agli occhi del cliente.

Non è raro tuttavia l’utilizzo di caffeina sintetica abbinata ad altri estratti vegetali, in quanto in quest’ultimo si crea una sinergia di azione che garantisce un risultato diverso rispetto al singolo componente.

Altre due estratti vegetali utilizzati nei prodotti anticellulite, sempre per il loro legame con il metabolismo dei grassi, sono quelli di Coleus Forskohlii e di Garcinia Cambogia.

La sostanza estratta dal primo è la forskolina, molecola diterpenica che agisce attivando l’enzima adenilatociclasi, provocando un aumento del livello di cAMP intracellulare.

Nella Garcinia ritroviamo il nostro Acido idrossicitrico che è risultato essere efficace nel rallentare la produzione di grassi a partire da proteine e carboidrati inibendo la citrato-liasi.

Altro complesso utilizzato è quello che vede protagoniste la carnitina e l’acido linoleico coniugato, per un maggiore livello di assorbimento, è combinato con l’estratto di Coleus f. per ottenere una duplice azione:

      • Lipolitica della forskolina
      • inibitoria della lipogenesi della carnitina

Nel caso della glaucina, un alcaloide presente nel modo vegetale (Glacium flavum), si realizza la stimolazione a livello degli adipociti mediante intervento sui canali del calcio.

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Secondo gli studi effettuati, mediante regolazione del flusso di calcio, è possibile inibire la trasformazione dei pre-adipociti in adipociti maturi. La glaucina inoltre ha proprietà antie-edemigene, pertanto è spesso utilizzata in prodotti che vantano anche attività rassodante.

Fucus-vesiculosus

Altri attivi vegetali diffusamente impiegati nei trattamenti anticellulite sono i derivati da alghe brune come il Fucus Vesiculosus (Quercia Marina ) e la Laminaria digitata. Come tutte le alghe contengono poligalattosidi, polimeri del fucosio, acido ursolico, aminoacidi essenziali e non, vitamine e sali minerali, tra cui in particolare lo iodio. Lo iodio, sia in forma inorganica che legato a proteine, viene assorbito con facilità dall’organismo e va a concentrarsi nella tiroide.

Lo iodio viene incorporato negli ormoni tiroidei tiroxina e triiodotironina, e vanno a stimolare il metabolismo basale, accelerando il ricambio e pertanto esplicano un’azione dimagrante. Questo meccanismo risulta un utile supporto ai trattamenti sotto forma di integratore dietetico, mentre può essere considerato discutibile quando si tratta di trattamenti cosmetici topici.

Iodio-integratore-proprieta

Secondo un’altra teoria, lo iodio organico agirebbe direttamente a livello dei recettori degli adipociti, stimolando l’azione enzimatica e la mobilitazione dei grassi. Di recente introduzione un attivo di natura organica, liposolubile(INCI:Trimethylcyclohexyl butilcarbamate), che nei test condotti in vitro ed ex vivo si dimostra efficace sia nell’inibire l’adipogenesi che nell’attivare la lipolisi, tra l’altro a concentrazioni molto basse (0.1-0.2%).

 

Dr. Vincenzo Zottoli

 

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo.
Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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