Medicina e salute

Biopsia tiroidea: l’ago aspirato cos’è?

agoaspirato-tiroideo-roma

L’aspirato tiroideo rappresenta il gold standard della diagnostica per l’analisi dei noduli ghiandolari.

Il Fine-Needle Aspiration (FNA) rappresenta una pratica diagnostica che permette allo specialista di distinguere noduli benigni da quelli maligni, effettuando così una scelta terapeutica adeguata al paziente.

Il prelievo per FNA di materiale tiroideo risulta essere utile anche nella diagnosi differenziale di tiroiditi autoimmuni come quella di Hashimoto o tiroidite sub-acuta che possono presentare quadri patologici nodulari o pseudonodulari.

Come si esegue la pratica ?

L’ago aspirato è una tecnica diagnostica che viene eseguita sul paziente supino.

Il collo deve essere iperteso e la parte interessata dalla lesione può essere individuata o tramite ausilio ecografico o tramite palpazione da parte del medico.

Una volta stabilita la parte da biopsizzare si punge la tiroide con un ago dallo spessore di 22-25 “gauge”, previa disinfezione della zona con disinfettante. Di solito questo ago è connesso ad una siringa, che a sua volta è inserita in un porta siringa a pistola per facilitare la pratica diagnostica, in quanto il medico può in questo modo utilizzare una sola mano.

Breast biopsy needle

Una volta all’interno del materiale tiroideo, si applica una leggera suzione da parte dell’ago, che tende  a prelevare il campione che dovrà essere esaminato successivamente. L’ago viene mosso avanti e indietro in modo da poter permettere il prelievo dalla lesione.

Si tenga presente che una manovra con una pressione troppo energica o prolungata nel tempo causa l’ingresso ,nel lume dell’ago, di una quantità di sangue che potrebbe inficiare il risultato del test.

Alcuni medici suggeriscono di effettuare  la biopsia addirittura senza aspirazione, ma che possa essere sufficiente la quantità di materiale tiroideo presente nell’ago senza suzione franca. Tale tecnica è raccomandata soprattutto per noduli di piccole dimensioni.

Una volta terminata questa operazione, si estrae l’ago in modo da evitare che il campione venga perso , bloccando il processo di suzione che provocherebbe l’ingresso di materiale estraneo all’interno dell’aspirato.

Si raccomanda di pungere il nodulo ripetutamente da 2 a 4 volte in modo da ottenere quantità di materiale sufficiente.

Il campione di tessuto nodulare viene successivamente distribuito su vetrino o strisciato per esame citopatologico classico o in formalina se abbondante.

Dopo aver concluso la procedura, si applica una leggera pressione sulla lesione per alcuni minuti con disinfettante ed il paziente può essere dimesso.

Le complicanze dovute a questa pratica sono relativamente rare in quanto è difficile causare una rottura di vasi tiroidei, ma le lesioni si limitano a leggeri ematomi sottocutanei e dolore lieve nella zona interessata, entrambi  tendono a scomparire nei giorni seguenti.

I coloranti di laboratorio maggiormente utilizzati per l’analisi citologica sono il Papanicolau e il May-Gruwald-Giemsa. In presenza di operatori esperti la possibilità di falsi negativi scenda al di sotto del 5%.

Dr. Vincenzo Zottoli

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo.
Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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