Medicina e salute

Marcatori tiroidei di malattie autoimmuni e neoplastiche

carcinoma midollare tiroideo

In questo breve articolo parleremo di marcatori biologici tiroidei, ovvero molecole, che possono ricoprire un ruolo fondamentale per la diagnosi o per la valutazione dell’andamento terapeutico di determinate malattie tirodee.

Prenderemo in considerazione tre marcatori tiroidei:

anticorpi anti TG

  1. Anticorpi anti-tiroide: 

L’esame consiste essenzialmente nella rilevazione degli anticorpi contro antigeni tirodei all’interno del siero. Esistono attualmente diversi metodi per l’identificazione di questi nel torrente sanguigno, la maggior parte di questi consistono in tecniche immunometriche affidabili che portano alla rilevazione di :

  • Anticorpi anti-tireoglobulina
  • Anticorpi anti-perossidasi
  • Anticorpi anti-recettore TSH

I primi due anticorpi sono riscontrati principalmente nelle tiroiditi autoimmuni, in special modo quella di Hashimoto. Si tenga presente che il 6-8% della popolazione generale presenta anticorpi anti-perossidasi e anti-tireoglobulina. Nel morbo di Basedow circa il 70% dei casi presenta una positività per gli anticorpi contro il recettore del TSH. In questa tipologia di paziente la rilevazione di un titolo di anticorpi anti-tireoglobulina ad intervalli regolari serve al medico per monitorare i pazienti che sono in terapia tireostatica e per valutarne una eventuale remissione della malattia.

tireoglobulina

2.Tireoglobulina :

Esso è un marcatore abbastanza aspecifico in quanto i suoi livelli possono essere alterati indipendentemente dal tipo di affezione tiroidea. Non risulta dunque un marker di utilità diagnostica, ma è fondamentale per il medico che stia seguendo pazienti tiroidectomizzati per carcinoma tiroideo differenziato. Il concetto risulta molto semplice, in quanto, in assenza di tessuto tiroideo, i livelli di tireoglobulina sono praticamente assenti e non rilevabili, mentre se essi risultano  aumentati o misurabili, in pazienti con terapia tireostatica o stimolazione con rhTSH, tale risultato potrebbe indicare la presenza di tessuto tiroideo residuo o malattia neoplastica sicuramente non risolta. In questi casi è fondamentale un ulteriore indagine strumentale come la scintigrafia tiroidea e trattamenti ablativi con radioiodio. Spesso in corso di indagini cliniche, la rilevazione di anticorpi contro la tireoglobulina risulta essere condizionata dalla presenza in circolo di anticorpi anti-TG. Sarebbe opportuno, prima di effettuare tale misurazione, determinare l’eventuale presenza di anticorpi anti-TG per evitare la falsa interpretazione dei risultati derivanti dalle metodiche immunometriche per la misurazione della TG.

La valutazione di questo marcatore biologico, inoltre, risulta utile per una diagnosi differenziale tra agenesia tiroidea ed ectopia tiroidea e la diagnosi di tireotossicosi factitia.

L’analisi del liquido derivante dall’agoaspirazione di una cisti, con la rilevazione di tireoglobulina all’interno dell’estratto, risulta essere fondamentale per stabilirne la natura tiroidea o paratiroidea di questa.

Calcitonina

3.Calcitonina:

Ottimo marcatore utilizzato per il follow-up di pazienti operati di carcinoma midollare della tiroide. La determinazione sierica della calcitonina viene effettuata in presenza di noduli tiroidei, e dopo la somministrazione di pentagastrina o calcio il test risulta ancora più sensibile.

 

 

Dr. Vincenzo Zottoli

 

 

 

 

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo.
Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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