Medicina e salute

Semiotica funzionale tiroidea: Valutazione dei meccanismi omeostatici

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Continuando la nostra rassegna endocrinologica sulla tiroide, siamo arrivati ad un aspetto cruciale da un punto di vista clinico. Per il medico risulta utile valutare i meccanismi omeostatici tiroidei per arrivare ad una corretta diagnosi clinica del paziente.

Esistono diverse indagini che possono essere effettuate da un punto di vista clinico. A livello fisiologico è fondamentale capire che il meccanismo di funzionamento di un organo risente dell’azione di altri organi ed apparati correlati alla sua funzione. Da qui il concetto di omeostasi d’organo che in realtà diventa una valutazione clinica per comprendere, in questo caso, quali siano i difetti alla base di malattie metaboliche, anche subdole. Spesso il clinico si ritrova in seria difficoltà nello stabilire un quadro diagnostico completo e dunque risulta complicata l’attuazione di una terapia coerente.

Esami per la valutazione clinica

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  • Dosaggio del TSH:

La disponibilità di metodi diagnostici immunometrici  ha portato ad una valutazione abbastanza attendibile del dosaggio del TSH , fino a 0.001 microU/ml. Utilizzare questo test è fondamentale per la diagnosi di forme subcliniche sia di ipo che di ipertiroidismo, e nel monitoraggio di un paziente con terapia tireosoppressiva con gozzo o già operati per carcinoma differenziato della tiroide. L’affidabilità di questo test ha eliminato l’utilizzo del test di stimolazione con TRH per la diagnosi sia di iper che di ipotiroidismo subclinico. A livello clinico il test per la subunità alfa del TSH, effettuato in alcuni laboratori, viene proposta per una diagnosi differenziale di ipertiroidismo da inappropriata secrezione di TSH. La presenza di tale indagine orienta verso una diagnosi di adenoma ipofisario TSH secernente.

  • Test di soppressione mediante triiodotironina:

La somministrazione di T3 esogeno, nei soggetti sani causa una inibizione della secrezione ipofisaria di TSH e quindi una conseguente captazione di radioiodio ridotta del 50%. Nei casi di ipertiroidismo autonomo come nei soggetti affetti da morbo di Basedow, gozzo multinodulare tossico o adenoma tossico, la somministrazione di T3 non causa una soppressione di TSH, in quanto risulta esserci una situazione clinica che non risente dei meccanismi di feedback ipotalamo-ipofisari. Il test viene eseguito somministrando per una settimana in dosi frazionate giornaliere di 80-100 microgrammi di T3. La valutazione viene fatta prima e dopo la somministrazione con scintigrafia tiroidea, percentuale di captazione tiroidea e concentrazione di TSH. Nei pazienti con gozzo uni o multinodulare l’effettuazione di questo test porta ad una mancata captazione del radionuclide da parte del parenchima circostante sano, con una continua attività di base dei soli noduli captanti. Tale test è consigliato in pazienti con gozzo uni o multinodulare tossico con TSH parzialmente o non ancora soppresso. Una mancata riduzione delle concentrazioni del TSH diventa dato diagnostico utile in pazienti con alterata secrezione da TSH come nel caso di un adenoma ipofisario TSH secernente, o in pazienti con sindrome da resistenza agli ormoni tiroidei. Il test risulta sconsigliato in pazienti con ipertiroidismo franco, negli anziani e nei cardiopatici.

  • Test di stimolazione con TSH:

La possibilità di utilizzare TSH ottenuto da DNA ricombinante ha portato alla possibilità di diagnosi più accurate in alcuni modelli di pazienti. Il test risulta essere molto utile per un follow-up di individui trattati con tireoidectomia totale o con carcinoma tiroideo differenziato ed in trattamento con L-tiroxina. L’assenza di effetti collaterali lo rende abbastanza sicuro, e la somministrazione di rhTSH permette di rilevare la presenza di eventuali metastasi inseguito al scintigrafia total body con iodio 131, e dosaggio prima e dopo della tireoglobulina sierica. Esso risulta utile anche in soggetti affetti da ipotiroidismo primitivo o secondario. Solo nel secondo caso si osserva, dopo somministrazione di rhTSH, una stimolazione tiroidea documentata da un esame scintigrafico e dosaggio ormonale tiroideo.

TRH

  • Test di stimolazione con TRH (TSH Releasing Hormone)

Metodo ormai che è stato superato dal dosaggio ultrasensibile del TSH. Ad ogni modo la natura della curva di risposta alla somministrazione di 200 microgrammi di TRH sintetico permette una conferma di diagnosi di iper o ipotiroidismo sublinico. Una normale risposta prevede un aumento della concentrazione sierica di TSH fino al suo picco, inseguito a somministrazione i.v. di TRH, dopo circa 20-30 minuti. Il test può essere utile anche per individuare la natura ipotalamica o ipofisaria del disturbo endrocino.

 

Dr. Vincenzo Zottoli

 

 

 

 

 

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo.
Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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