Medicina integrata e Fitoterapia

Hydrocotyle asiatica o Centella asiatica

 

centella

La centelle asiatica o hydrocotyle asiatica è una pianta asiatica appunto appartenente alla famiglia delle Apiacee.

L’azione terapeutica di questa pianta officinale, risale a diversi secoli fa quando la sua applicazione era principalmente rivolta alla cura della pelle, per le sue proprietà cicatrizzanti.

Lo studio scientifico sulle proprietà terapeutiche di questa, misero alla luce la sua spiccata attivita linfodrenante e stimolante la produzione di collagene. Questa azione è riconducibile, principalmente alla sua frazione triterpenica.

La frazione triterpenica risulta composta da acido madecassico per il 30%, acido asiatico ancora 30% e per il 40% di asiaticoside.

Questa frazione così composta è ancora chiamata nel linguaggio scientifico CAST ( Centella Asiatica Selected Triterpenes ) o TTFCA ( Total Triterpenic Fraction of Centella Asiatica). L’azione principale di tali molecole risulta essere rivolta ai fibroblasti, interagendo con esso migliorandone la produzione di sintesi di neo-collagene.

Come agisce la Centella ?

Il meccanismo d’azione di questa pianta officinale si esplica aumentando la percentuale di L-idrossiprolina (H-Pro) contenuta all’interno della fibra di collagene per valori superiore al 50%. L’aumento di questo aminoacido conferisce alla proteina una maggiore stabilità all’interno dell’elica del collagene, in quanto ne aumenta la formazione di ponti disolfuro altamente stabilizzanti da un punto di vista strutturale.

 

E’ ovvio pensare che questi triterpeni agiscano anche nel recupero di questo aminoacido dall’ambiente circostante nel quale il fibroblasto è immerso. Se si aggiunge ad una coltura di fibroblasti una porzione triterpenica di centella, aumenta la quanittà di collagene secreto e stabile da un punto di vista chimico, lasciando immodificato la questa di colalgene associato alle membrane cellulira e quindi non secreto, che risulta essere poco stabile per il basso contenuto di H-pro.

prolina

L’azione della centella non si ferma alla prolina, ma agisce anche accelerando l’uptake cellulare e il metabolismo della L-lisina e della L-prolina. Tali forme aminoacidiche sono anch’esse fondamentali per la struttura del collagene in quanto sono coinvolte nella formazione della forme idrossilate. Tale meccanismo aumenta la sintesi ed il rilascio di tropo-collagene e stimolazionedel turnover dei mucopolisaccaridi acidi del connettivo, agendo sulla salute della matrice cellulare. Ricordate sempre un fattore importante della patologia venosa cronica, e cioè che oltre ad essere colpita la componente endoteliale che si traduce poi nei sintomi clinici della malattia, risulta fondamentale agire anche a livello extracellulare. La matrice extracellulare, composta da molecole quali glucosaminoglicani, è dunque bersaglio farmacologico e terapeutico per i pazienti che intendono combattere la sintomatologia della malattia.

Questi due meccanismi di azione migliorano la componente vasale, che risulta rinvigorita, salvaguardandone la circolazione e ripristinandone la funzionalità.

La biodisponibilità dei triterpeni derivanti dalla centella, risulta essere migliore rispetto a quella vista in precendenza per i glucosidi derivanti dal mirtillo. Il quadro cinetico risulta anch’esso apprezzabile in seguito a somministrazione orale.

Le dosi terapeutiche della centella maggiormente utilizzate sono tra i 60-120mg/die di estratto di centella con un trattamento di 8-12 settimane.

Tali somministrazioni risultano importanti nella microangiopatia venosa, migliorandone il flusso a riposo, l’edema della caviglia e i segni di insufficienza venosa.

Gli stessi parametri sono riconducibili anche a passeggeri di aerei con percorrenza, ed immobilità, di almeno 3 ore.

http___media.benessereblog.it_5_5eb_insufficienza-venosa

Quantificandone i dati sperimentali, sono stati osserati miglioramenti di flusso a riposo del30%, risposta veno-arteriolare del 50%,  ed il volume dell’arto inferiore per valori compresi tra l’1 e il 2%.

Da non sottovalutare neanche il miglioramento della pressione di O2 intorno al 7%, con una riduzione della pressione CO2 del 9%.

Il quadro di tollerabilità e di sicurezza risulta essere molto buono.

Insomma la somministrazione di centella risulta essere utile per il trattamento dell’insufficienza venosa e di tutte le forme ad essa riferite.

 

Dr. Vincenzo Zottoli

 

 

 

 

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo.
Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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