Psicologia del Benessere

IL CERVELLO: IL CENTRO DELLA NOSTRA VITA FISICA ED EMOTIVA.

Articoli sul blog di filippo

Il cervello o encefalo, anatomicamente parlando, è quella parte del nostro corpo che va a decodificare, reinterpretare e stabilire un contatto con tutto ciò che ci circonda fisicamente ed emotivamente. A tale proposito c’è da dire che questo è davvero il nostro centro vitale, poiché senza una sua funzione e senza la sicurezza di un equilibrio emostatico di questo organo così importante, la vita diventa complicata, irrazionale e a volte impossibile.

L’encefalo umano è estremamente affascinante in quanto alcuni suoi processi fisiologici sono ancora da chiarire . La lettura di questo articolo in questo momento stimola il sistema nervoso  periferico e centrale che concorre ad attivare una determinata area dell’encefalo che ci rende critici ed evoca in noi sensazioni di interesse o noia . Questa macchina così perfetta ci permettere di amare, odiare, agire, progettare, insomma di vivere.

Come tutte le macchine, anche essa, è costituita da parti adibite a determinate funzioni. La divisione dell’encefalo umano avviene in base alle azioni che ogni singola parte svolge all’interno di esso; basti pensare alla corteccia motoria o a quella sensitiva che svolgono funzioni di decodificazione mediata da stimoli esterni appunto, o ancora di stabilire e coordinare movimenti volontari del corpo. Parlare del cervello in maniera approfondita non è così facile perché, la complessità degli eventi fisiologici e la coordinazione con cui questi avvengono, è tanto incredibile quanto ostica da comprendere. Restano irrisolti molti problemi su tale argomento come, ad esempio, patologie mentali degenerative (Alzheimer e Parkinson) che rendono questa macchina perfetta vulnerabile e impossibilità a mantenere uno stato fisiologico normale.

Il nostro sistema nervoso comunica attraverso delle cellule specializzate, i neuroni, che presentano:

  • Un corpo cellulare, dove vi è il nucleo della cellula;
  • Un monticolo assonico che rappresenta la parte iniziale da dove origina il frammento lungo della cellula cioè l’assone;
  • La parte finale ovvero il terminale sinaptico, che è adibito al rilascio di speciali molecole chiamate neurotrasmettitori e che permettono la comunicazione intracellulare.

Quando qualcosa a livello fisiologico interrompe la normale conduzione elettrofisiologica degli eventi nervosi e quindi il traffico dei neurotrasmettitori come: dopamina, serotonina, GABA, aspartato e molti altri, si instaura un processo anormale patologico.

morbo parkinson

Nel caso del morbo di Parkinson, parlandone in maniera molto semplificata, vi è una degenerazione di specifici neuroni all’interno di un nucleo subcorticale, ovvero al di sotto della corteccia che sarebbe la parte superiore del cervello e precisamente delle vie neuronali nigrostriatali che concorrono al mantenimento all’interno di una specifica zona del cervello, la substantia nigra o sostanza nera  divisa a sua volta in substantia nigra: pars-compacta e pars-reticolata, di un livello normale di dopamina, neurotrasmettitore coinvolto anche in altri processi patologici. Il depauperamento della dopamina o impoverimento della dopamina, a livello centrale, è un processo fisiologico e si è notato come questo sia correlato allo sviluppo della malattia di Parkinson che prende appunto il nome da James Parkinson il primo che la descrisse e identificò, caratterizzata da: tremore, mancanza di coordinamento ad esordio (di solito) unilaterale, con acinesia o bradicinesia e instabilità posturale. Il fatto che, il depauperamento dopaminergico, sia un processo normale dovuto al processo di invecchiamento rende malattia più riscontrabile in soggetti anziani anche se questa non è una regola.

Il morbo di Parkinson è solo una delle patologie che dovrebbe farci capire quanto la nostra macchina cerebrale sia un qualcosa di così perfetto ma al tempo stesso vulnerabile e diventa in alcuni casi difficile tenere sotto controllo stati patologici o debellarli del tutto. Le case farmaceutiche, gli studiosi, i ricercatori, i medici, i farmacologi e tutto l’esercito della salute, ogni giorno, lavora per risolvere problemi relativi a patologie come: cancro, malattie degenerative di tutti i generi, epidemie, malattie genetiche ecc. Nel caso specifico del Parkinson, essendo una malattia degenerativa, l’arsenale farmaceutico serve solo ed esclusivamente a rendere la malattia quanto meno devastante possibile e, di solito, una delle terapie include proprio il cercare di tenere sotto controllo i sintomi ripristinando il livello dopaminergico a livello centrale somministrando, ad esempio, L- dopa; farmaco leader per la cura di questa patologia.

Ora, dopo questa piccola discussione, non ci resta che sperare in meglio, augurandoci che il nostro cervello resti intatto e funzionante per altro tempo; permettendoci di: pensare, amare, soffrire, piangere, sorridere ma anche progettare e agire, insomma, di vivere una vita che vale la pena di essere vissuta .

Messaggio al lettore: Ogni informazione presente in questo blog è puramente a scopo informativo.
Non si intende in nessun modo sostituire figure professionali in campo medico e di consulenza.

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